Freemol 2001

G= Gianmarco, M= Mauro

1) I vostri testi come "Vento largo" , "Palomar" , "Il coro" , si muovono su tematiche sociopolitiche, come mai questa scelta e qual è l'immaginario letterario che più vi ha ispirato?

M: I temi sociali e politici appartengono alla nostra quotidianità, alla nostra vita. Il rock non può evitare di affrontarli. L'importante è che ognuno ne parli con la propria sensibilità, senza scimmiottare nessuno. I riferimenti letterari sono molto spesso solo frammenti di sensazioni tratte da letture: lo scrittore ligure Francesco Biamonti in "Vento Largo" , Italo Calvino per "Palomar".

2) Sul vostro primo lavoro "In cammino" avete spiegato ogni testo con una didascalia affianco al testo, perché non avete affrontato coraggiosamente il tema "cannabis" di "T.h.c." che è sempre attualissimo?

M: Il testo di THC è stato scritto da Paolo, bassista storico dei Linea che ha lasciato questo mondo circa tre anni fa. E' stata una forma di rispetto nei suoi confronti evitare ogni commento al testo.

G: …a cui il cd e dedicato e a cui è dedicato anche il brano "Pensavo con te" che so che a voi è piaciuto molto; inoltre non volevamo dare un significato diverso da quello che aveva dato lui quando lo ha scritto.

3) Cosa aggiunge il secondo lavoro al vostro percorso artistico?

G: Prima di tutto sono solo 4 pezzi e proprio in questi giorni siamo in studio a registrarne altri 4 nuovi e contiamo entro la fine dell'anno di completare un master da poter proporre a diverse etichette per la pubblicazione dell'eventuale nostro secondo cd. Fatta questa anticipazione, diciamo che in questi nuovi brani abbiamo cercato di dare una maggiore omogeneità tra i pezzi, frutto anche di una logica maturazione artistica e compositiva e da una maggiore coesione che si è formata tra di noi dopo aver passato molto tempo in sala prove e anche dai diversi concerti fatti nell'arco dell'anno. Bisogna anche dire che una nostra prerogativa è sempre stata quella dell'abbracciare diversi generi, dal rock di matrice inglese al punk, dal reggae più bianco allo ska. Quindi possiamo dire che abbiamo continuato il nostro percorso cercando di focalizzare meglio questi generi e mischiandoli, per arrivare ad un nostro taglio musicale il più riconoscibile possibile…..anche se sappiamo bene che non è facile! M: Pensiamo che abbia segnato un miglioramento complessivo nel modo di comporre, una maggiore ricerca della melodia in un contesto inalterato di musica diretta ed emozionale.

4) Quali sono gli artisti e gli album che vi hanno cambiato la vita?

G: Questa è sempre una bella domanda!…è un po' difficile essere brevi…comunque per quanto mi riguarda ti posso dire che il mio massimo sono sempre stati i Beatles, però di gruppi che mi hanno entusiasmato con la loro musica ce ne sono stati molti!….se devo fare qualche nome farei sicuramente gli Who con dei capolavori come "Who's next" o "Quadrophenia"; e i Clash con "London calling"…gran disco! Tra l'altro i Clash sono uno dei nostri gruppi di riferimento. Poi ce ne sono molti altri…anche recenti…Pearl Jam, Rancid, Ska-P molto bravi,…poi seguo molto il panorama italiano. Comunque ho sempre ascoltato moltissima musica di diversi generi, perché penso che la buona musica non abbia per forza un'etichetta, la buona musica è buona musica e basta!

M: London Calling dei Clash.

5) Essendo una band che si muove da ormai dodici anni nell'ambito underground italiano cosa ne pensate del sitema discografico italiano?

M: Le case discografiche italiane ci sembrano ancora poco propense a muoversi in modo "imprenditoriale", quindi anche rischiando il giusto. Quando lo hanno fatto (Subsonica, Afterhours, Verdena …) le vendite sono state ottime. Ci sono molte ottime band in Italia, che nulla hanno da invidiare ad esempio, a quelle francesi. Solo che lì il governo aiuta molto (forse troppo) la crescita della musica nazionale. Noi invece puntiamo ancora sulle vendite di Sanremo, che non rappresenta più da molti anni la realtà musicale italiana. La strada da fare sia a livello culturale che di "mercato" è molto lunga….

G: Eh!…altra domanda "semplice"….ti posso dire che quando abbiamo iniziato noi c'era molto meno movimento sia come discografia che come situazioni live. Adesso le cose sono cambiate, c'è molta più possibilità di suonare in giro e c'è anche un buon movimento di etichette indipendenti che permettono a molti gruppi di uscire dal marasma generale e farsi conoscere. Per quanto riguarda le major invece penso che facciano poco o niente per valorizzare il rock italiano, specialmente per le possibilità che avrebbero sia economiche che di mercato. Loro guardano solo il fatturato, molto più facile farlo con un artista che vende 100.000 copie che con 10 che ne vendono 10.000 per uno! Quindi non investono e questo è sempre stato un grosso difetto della discografia italiana rispetto a quelle straniere, all'estero investono di più su gruppi esordienti rispetto che qui in Italia. Comunque ben vengano le indipendenti…è un buon mercato e fanno si che si formi un bel movimento underground.

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