Rockin Free World 2005 (www.rockinfreeworld.135.it)
Come nascono i Linea? Semplice amore per la musica o per voglia di espressione in chiave punk-rock?
Linea: I Linea nascono innanzi tutto circa 15 anni fa, e nascono tra quelle persone che colgono la sfida del punk per la propria attitudine. Dopo aver ascoltato e trasudato musica dalla fine degli anni 70 e per tutti gli anni 80 è stato come sentirsi dire prendi la chitarra e suona, ma non essere stupido non dimenticare la sfida, gli anni 90 sono quindi per noi l'inizio del lavoro musicale, il rock predominante per nostra origine unito a influenze wave e reggae ed introspezioni indimenticabili per noi, senza però mai dimenticare la melodia che in fondo è la caratteristica principale della nostra italianità e scegliendo subito di cantare in italiano, anche se al tempo non andava molto di moda. 10 anni di sano garage, nei quali si registrano alcuni demo, hanno poi portato alla prima uscita ufficiale nel 2000 un disco dedicato a Paolo Cavallotti che ci ha lasciato poco prima nello stesso anno, "che la sua luce illumini la nostra linea". La passione e l'amore per la musica hanno accompagnato il nostro tempo e non è affatto una cosa semplice.
Quanto hanno influito i Clash e Joe Strummer nella vostra musica?
Linea: Per qualcuno di noi l'incontro con la musica ed i testi dei Clash è stato determinante. Loro sono la nostra radice, Joe Strummer la nostra massima fonte d'ispirazione. La loro capacità di fondere insieme generi apparentemente diversi, riportandoli tutti all'interno della personalità e dell'identità di gruppo, è un elemento che ha stimolato enormemente il nostro modo di fare musica. Poi c'è l'aspetto del rock'n'roll inteso come veicolo culturale di matrice popolare, attraverso il quale affrontare e parlare di temi sociali e politici. Anche da questo punto di vista l'esperienza Clash è stata per noi fondamentale. Insomma sulla scorta di quanto lasciato dai "quattro cavalieri", abbiamo sempre provato a tenere la "barra dritta", a mantenere la nostra identità e la nostra dignità nel corso di questi anni. Abbiamo provato a lavorare con impegno costante su musica, testi, rapporti fra noi e con l'esterno. Pensiamo che qualche risultato da questo punto di vista si possa vedere, in particolare dal vivo.
Nella vostra band c'è un vero esperto dei Clash, Mauro Zaccuri (voce e chitarra della band e webmaster di radioclash) quanto è importante il suo apporto di esegeta e studioso di punk rock?
Linea: Apporti culturali sono sempre lieti ospiti dei Linea sia dall'interno che dall'esterno, la conoscenza arricchisce la nostra passione e non c'è dubbio che Mauro, approfondendo lo studio del punk rock, ha arricchito il gruppo che si è di conseguenza unito per motivare lo spirito necessario.
Rispetto al vostro disco di esordio cosa è cambiato nei Linea?
Linea: Rispetto ad "In Cammino" (nostro primo disco del 2000) è cambiata sicuramente l'esperienza che ci siamo fatti suonando in giro e anche l'omogeneità tra i pezzi del disco. Nel primo disco di solito ci vanno a finire pezzi magari di molti anni prima che non si vogliono perdere, per cui può risultare meno omogeneo a livello compositivo. Mentre nel nuovo disco "Frontiera" i pezzi sono molto più legati tra loro, anche come periodo in cui sono stati scritti, quindi questo aspetto può sicuramente far si che il disco risulti più compatto e appunto omogeneo. Il gruppo è andato sempre più verso le proprie radici, ed il punk si è interiormente affermato tracciando sane contaminazioni mischiate al reggae e allo ska, abbiamo continuato da garage band quella è la nostra superficie.
Come è nato Frontiera?
Linea: Nei 4 anni passati dall'uscita del primo disco, oltre i vari concerti fatti, si è comunque lavorato su pezzi nuovi e dobbiamo dire che a livello compositivo non abbiamo mai avuto molte difficoltà, per cui dopo un po' si sente proprio il bisogno naturale di fissare il lavoro fatto; quindi si è pensato di poter registrare un nuovo disco e molti dei brani entrati nel cd erano già finiti al momento di entrare in studio. Un lavoro lungo, di forti ispirazioni e motivazioni, volevamo migliorarci e quando abbiamo chiuso il lavoro in studio ci fù un grosso brindisi per il risultato raggiunto. Avevamo finalmente il nostro filone melodico unito al suono live che cercavamo. Il titolo Frontiera è arrivato dalla lettura del disco e dall'immagine di copertina, vogliamo sfondare un modo di comunicare deviato e stupido, passare la frontiera per gridare, basta falsità.
Cosa ha ispirato i testi di questo disco?
Linea: I testi hanno tratto ispirazione, nella maggioranza dei casi, dalla realtà che ci circonda, dalla vita di tutti i giorni, dalle esperienze personali. La politica entra nelle esperienze quotidiane, attraverso scelte, indirizzi programmatici, leggi. Per noi è quindi impossibile non affrontare anche argomenti sociali nei nostri testi. "Temporaneo" rappresenta l'esperienza mortificante del lavoro precario, "Jack Daniel's Midnight" è l'amara sensazione della sconfitta annegata in qualche bicchiere in una fogna di bar, "Stesse Madri" parla delle nostre radici comuni, dei nostri sbagli e del nostro orgoglio, "Frontiera" è il confine, da superare, della truffa e della finzione televisiva.
Sin dalla prima traccia, Ossigeno, il leit motiv del disco è l'oppressione, la mancanza d'aria, cosa vi tormenta al punto di pestare così duro con la vostra musica?
Linea: Non si tratta di oppressione o tormento. Il desiderio mai sopito di poter vedere un giorno un mondo nel quale possano trionfare "giustizia e verità", si confronta con la durissima realtà di ogni giorno. Ma noi vogliamo reagire, trovare un po' di "Ossigeno" contro il degrado, etico e progettuale, dei nostri tempi. Il nostro tentativo testardo di riscatto passa attraverso il rock'n'roll, sul palco, dove poter scaricare la rabbia accumulata. Ci tormenta una società non a misura d'uomo, non in grado di soddisfare le esigenze dei più deboli , la nostra dignità calpestata dalle offerte in denaro, ci tormenta il continuo allontanamento dalla realtà, pestiamo perchè vogliamo stare attenti a non perderla di vista, discutiamo delle nostre idee non di notizie che l'informazione ci passa di cui nei fatti non sappiamo niente.
In Italia, non siete l'unica band Clash-oriented, ma siete in una sorta di corrente che vede come capiscuola i Gang, vi hanno in qualche modo influenzato i loro primi dischi, e parlo di quelli in inglese dove maggiormente si sente l'ispirazione Clash?
Linea: I Gang dei fratelli Severini sono il nostro punto di riferimento italiano. Non solo e non tanto per la musica, ma soprattutto per l'attitudine e lo spirito straordinario che hanno dimostrato in tutti questi anni. A dire il vero è con "Le Radici e le Ali" (il loro primo disco "apripista" cantato in italiano) che abbiamo davvero capito che anche rock, punk e post punk (Diaframma e primi Litfiba) potevano esprimersi nell'idioma nazionale usando testi interessanti, politici, completi. Sono un esempio per molti non solo per noi, da loro capisci che l'unità è possibile, le loro influenze su di noi non si possono ridurre ai primi due dischi, perchè sono di tipo culturale, un apporto che per noi vuol dire crescita, loro portano da sempre la bandiera dello scontro ed è un lavoro che va dritto al cuore di chi crede in un mondo migliore, sono il contatto con la realtà.
Nel vostro punk rock non mancano influenze etno, ska e soprattutto reggae, rientra tutto nella mania di emulare Sandinista e London Calling o siete pronti ad una svolta, e mi riferisco in particolare a Alì e Senza Amore, entrambe sembrano vivere una vita propria…
Linea: Le svolte non si decidono intorno a un tavolo, se non
vi è una scoperta interiore è inutile buttarsi su terreni di cui non si conosce
abbastanza, se ci sono canzoni che hanno una vita propria ben vengano, questa
è la dimostrazione che non c'è nessun paletto nelle nostre ispirazioni.
Attenzione: nessuna emulazione, questa legittima osservazione del critico
non ha nulla a che fare coi Linea, noi amiamo la nostra musica, dei Clash
conserviamo il loro spirito e attitudine ma anche questo non per scelta ma
per nostra necessità.
Come è il vostro rapporto con il pubblico e quanto è importante la dimensione live per la vostra band?
Linea: La dimensione live è importantissima perchè comunichiamo direttamente la nostra musica, possiamo finalmente mostrarci come siamo. Da li traspare la nostra vena e coesione, il pubblico questo lo capisce, e poi, ci fanno piacere nuove conoscenze e osservazioni o giudizi, il live ti porta a contatto con la vita di altri che hanno voglia di musica e di partecipazione.
Cosa c'è nel futuro dei Linea?
Linea: Nel futuro dei Linea c'è sicuramente tanto amore ancora per la musica da condividere con le persone a noi vicine e con le nostre famiglie, c'è il lavoro per la pagnotta con gli scontri dovuti che esso comporta perche il nostro spirito continui nella fabbrica e nella strada, e poi calma, calma: la fretta non porta a buone uscite, porteremo pazienza e cura, anche questo è amore per la musica, saper aspettare.
Essendo in un sito younghiano, non posso esimermi dal chiedervi, come vedete il vecchio Loner di Topanga nei panni del nonno del punk e del grunge in particolare?
Linea: Diciamo subito che sicuramente come personaggio Neil Young merita rispetto per quello che ha fatto…e per le posizioni, a volte anche scomode, che ha preso in varie situazioni. Detto questo pensiamo che più che nonno del punk abbia influenzato molto il grunge, infatti alcuni gruppi capiscuola di questo genere lo riconoscono come importante fonte ispiratrice…Pearl Jam su tutti…e non è poco!
In qualche modo l'impatto elettrico di Young ha influenzato i vostri dischi?
Linea: Sinceramente non molto, anche se un aspetto può essere riconducibile al nostro modo di fare musica, e cioè il fatto di dare forse più importanza all'emozione che può dare un pezzo più che alla produzione fine a se stessa. Dobbiamo comunque dire che preferiamo la parte acustica di N.Young…un lavoro come Harvest ad esempio, davvero un bel disco, anche se ci sono dei brani più elettrici che non sono affatto male.
Salvatore Esposito