Rock Sound Luglio 2005

Direi che potremmo iniziare col parlare di "Frontiera", cosa rappresenta per voi?

Linea: "Frontiera" è molte cose insieme. Anzitutto è un disco sul quale abbiamo lavorato sodo e con grande passione, in un arco di tempo abbastanza lungo, cercando di far confluire al suo interno la nostra identità di gruppo, che prescinde dal genere musicale. Per far questo abbiamo puntato su diversi fattori : qualità del suono, registrazioni in "presa diretta" con poche sovraincisioni, pieno coinvolgimento di tutti i membri della band. Per settimane intere non abbiamo parlato d'altro. Poi "Frontiera" è un invito generalizzato ad imporci come soggetti attivi, per superare quella "frontiera" opprimente fatta di pigrizia e televisione che non ci permette di essere noi stessi. E' venuto il momento che le "piccole isole di resistenza" si aggreghino, usando l'arma comunicativa e popolare del rock'n'roll, perché qui i tempi sono sempre più duri.

Cosa vi ha spinto a scegliere la via dell'autoproduzione?

Linea: Visto come vengono condotte le "distribuzioni ufficiali" di molte band minori, abbiamo scelto l'autoproduzione, consapevoli che fosse la cosa migliore per la nostra musica e per il nostro gruppo. Il disco per qualità del suono non ha nulla da invidiare a quello che si trova oggi sul mercato ai nostri livelli, ed in più tutte le scelte sono state fatte in modo libero, collegiale e consapevole. Meglio di così !

È stato difficile arrivare alla fine dei lavori?

Linea: No, perché per noi respirare musica dalla mattina alla sera provoca solo reazioni tonificanti. Puro "Ossigeno". Invece dei turni in fabbrica o le ore sprecate in un ufficio hai a che fare con il tuo sound. Vuoi mettere ?

Idee chiare fin dall'inizio?

Linea: La nostra musica è questa, prendere o lasciare. Il nostro sforzo maggiore è stato quello, come detto, di "tirar fuori" la nostra identità di gruppo indipendentemente dal fatto di suonare punk, ska oppure reggae. In fondo è stata la lezione dei Clash alla quale noi umilmente ci richiamiamo.

Siete soddisfatti del risultato ottenuto o, col senno di poi, cambiereste qualcosa?

Linea: Siamo complessivamente soddisfatti di "Frontiera" ed ovviamente ci hanno fatto piacere le molte critiche positive ricevute. Siamo consapevoli , ed in fondo anche testardamente orgogliosi di questo, che il nostro sound non sia particolarmente alla moda di questi tempi. Il cosiddetto "combat rock" non ha molta cittadinanza in questo paese, ma siamo convinti che la strada che abbiamo intrapreso sia quella giusta, quella più vicina a noi ed al nostro modo d'essere, quella che ci permette di incrociare gente interessante nel nostro cammino. Poco importa il resto, dove c'è passione ed il giusto spirito ci troviamo come a casa.

In che modo e misura le vostre passate esperienze hanno influenzato questo lavoro?

Linea: Certamente abbiamo avuto maggiore consapevolezza di "cosa chiedere" al nostro sound rispetto al passato. Abbiamo fatto continui progressi a livello di gruppo, inteso principalmente,lo ribadiamo, come processo di autostima, di coinvolgimento, di determinazione, di coesione. Tutto ciò si riflette in "Frontiera", anche se il miglioramento viene da lontano, dalla fine degli anni '90 quando ancora suonava con noi il nostro amatissimo Paolo.

Avete dedicato questo nuovo lavoro a Joe Strummer, vi sentito in qualche modo "in debito con lui"?

Linea: In debito con Joe Strummer si dovrebbero sentire tutti colori che amano il vero spirito del rock'n'roll. Per noi è stato il più grande di tutti, senza dubbio "l'ultimo profeta del r'n'r". Chi è stato ed è fan di Joe Strummer e dei Clash capirà. Essere fan dei Clash è una roba speciale, non è come per gli altri gruppi, loro erano la "Nostra Band", l'unica che contasse davvero. Se possiamo dare un consiglio ai giovani punk rockers che non conoscono bene i Clash e Joe Strummer, è quello di correre a visitare il sito italiano : www.radioclash.it . Nel consiglio c'è anche un minimo di pubblicità, perché con il sito noi c'entriamo, eccome……. "

"Frontiera" mostra un taglio decisamente internazionale, cosa vi ha spinto a muovervi in questa direzione?

Linea: In realtà, se così è, si tratta di qualcosa di spontaneo, privo di una qualsiasi pre-determinazione. In fondo noi ci ispiriamo a quella specie di "patchanka sonora" resa celebre dai Clash e poi seguita dalla Mano Negra e da molti altri gruppi in tutto il mondo, molti dei quali ancora oggi in salute. Chiaramente con la formazione a quattro noi eseguiamo il tutto con un attitudine decisamente più punk, che dal vivo si sente parecchio.

Cosa pensate del panorama italiano?

Linea: Discorso lungo, molti dei gruppi che vorremmo vedere in cima alle classifiche non ci sono, probabilmente non fanno parte dei giri e delle scuderie che vanno di moda adesso. Comunque sapere che alcune band di "rock" italiano vendono davvero tanto, ci fa piacere ed è un segnale. Ma parlare di "panorama italiano" è un po' troppo a nostro parere. Nel nostro paese manca principalmente una cultura della musica (non solo quella rock) , che dovrebbe svilupparsi attraverso direzioni diverse. La prima è la scuola, ma la riforma Moratti da una parte ha ridotto le ore di educazione musicale, dall'altra ha eliminato la musica dalle scuole superiori. Una cosa fuori dal mondo, in direzione opposta a quello che chiedono i giovani. La seconda direzione è la creazione di una legge sulla musica come hanno fatto in Francia. Senza copiare il loro protezionismo, ma attraverso un intervento organico dello stato che possa attirare investimenti, finanziamenti, iniziative per regolare un settore che di regole ne ha ben poche. La terza sono i costi del mercato discografico : partiamo con la riduzione dell'Iva dal 4% al 20% come per altri prodotti culturali, poi eliminiamo un po' di passaggi commerciali per portare il prezzo dei cd a 13-14 euro massimo. Nella situazione attuale il download dei brani è una questione di difesa, di "sopravvivenza" per i più giovani, e noi siamo d'accordo con loro. La tv poi,non certo questa, potrebbe fare la sua bella parte, ma se lasciamo tutto nelle mani di MTV c'è poco da sperare. Finchè qualche straccio di politico o le parti interessate non si porranno questi problemi in modo serio ed organico la cultura musicale in Italia non decollerà mai.

Cercate di trasmettere un particolare messaggio attraverso la vostra musica? E durante gli show?

Linea: Noi cantiamo quello che viviamo, i testi di "Frontiera" sono quasi tutti derivanti da esperienze dirette o molto vicine a noi. Non riusciremmo a fare altrimenti : dal lavoro precario, alla mancanza di informazione, dalla reazione alla passività, agli amori passionali, alle notti intorno ad un bicchiere, sono cose che sentiamo profondamente e che viviamo. Se questo vuol dire anche far politica, allora si, ci dichiariamo un gruppo politico, ma senza dogmi e preconcetti ideologici. Speriamo che questa onestà di contenuti traspaia dal disco e soprattutto dal vivo.

Credete che la gente sarà in grado di cogliere appieno il significato del vostro lavoro?

Linea: Crediamo nella nostra musica e crediamo nella forza interna della band. Ognuno di noi porta il suo bel contributo in questo processo unitario . Questo è stato il nostro più importante miglioramento, e questo è il mezzo attraverso il quale abbiamo trovato gente disposta ad ascoltarci, a sostenerci, ad apprezzare quello che avevamo da proporre.

Cosa significa, per voi, essere un musicista?

Linea: Musicisti part-time a dire il vero, ma almeno il nostro contratto con la musica è a tempo indeterminato! Poter esprimere ad altri quello che si ha dentro è un privilegio, poterlo fare attraverso il rock'n'roll è per noi il massimo che si possa chiedere.

Quando avete capito che questa era la strada giusta?

Linea: Beh, i sogni da rockstar li abbiamo abbandonati da tempo. Però negli ultimi anni sono successe cose che ci hanno fatto riflettere e ci hanno dato coraggio. Nell'estate 2001 siamo stati a suonare ad un festival a Borghetto Borbera, in provincia di Alessandria. Ci eravamo passati anche l'anno precedente ed avevamo venduto qualche copia del nostro primo cd, "In Cammino". In questo nuovo concerto abbiamo potuto verificare con i nostri occhi che molti giovani sotto il palco conoscevano a memoria i testi delle canzoni, e che erano venuti lì proprio a vedere noi, un gruppo sconosciuto dalla provincia di Milano. Sono cose che ti aiutano molto e che ti fanno moltiplicare l'impegno, a cominciare dalla sala prova.

Verso quale direzione vi state muovendo e dove credete vi porterà la vostra ricerca?

Linea: Intanto abbiamo trovato una nostra identità di gruppo, che è cosa fondamentale. Il nostro desiderio è quello di riuscire a non perdere mai lo spirito che abbiamo avuto in questi anni. Senza quello tutto diventa routine, noia, calcolo. E noi non sopportiamo il fatto di poter ridurre la nostra musica a semplice calcolo. Vogliamo essere vivi e pieni di iniziativa, cercando di coinvolgere in questo altri gruppi ed amici vecchi e nuovi. Forse quello che cerchiamo è in fondo un po' di verità, e pensiamo sia più facile trovarla fra gente che ha le tue stesse radici.

Progetti/impegni futuri?

Linea: Abbiamo realizzato nuovi pezzi che ci pare abbiano un bel tiro, giocando sugli impasti delle voci e su ritmiche serrate. Le basi sono quelle punk-ska-reggae già citate in precedenza, ma il sound sta diventando ancor più "inglese", ancor più identificabile con le nostre preferenze stilistiche. Stiamo di fatto, anche se inconsciamente, lavorando per il terzo album. Il nostro desiderio rimane comunque quello di suonare dal vivo con buona continuità, anche se non è facile, per niente. Le news riguardo le attività dei Linea le potrete comunque conoscere attraverso il nostro sito : www.i-linea.it , dove potrete anche scaricare gratuitamente qualche assaggio della nostra musica. Un saluto a tutti i rockers che transiteranno per queste pagine.

Michele Zonelli

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