Sowdust 2006 (www.sowdust.it)

Ragazzi cominciamo questa intervista con una breve presentazione della band... Chi siete?

Linea: Beh breve non è facile, anche perché i Linea esistono da 16 anni, quindi di cose se ne sono fatte! Diciamo che il gruppo si è formato nei primi anni '90, facendo subito la scelta di fare musica propria e cantata in italiano, cosa abbastanza contro corrente per il tempo. Le nostre radici affondano principalmente nella musica punk-new wave britannica, anche se poi ognuno di noi ha seguito un proprio tragitto musicale. I Linea comunque sono una band che suona molto col cuore e con grande passione; diciamo che la tecnica strumentale non è la nostra caratteristica principale, ma puntiamo sull'impatto e la forza con cui si suona. In questi anni il nostro stile fatto di rock-ska-reggae e contaminazioni punk, si è affinato fino a rendersi più personale. Per quanto riguarda i concerti sono stati numerosi e in moltissimi posti: centri sociali, locali in Milano, provincia e in altre regioni del nord Italia per lo più. Abbiamo due album all'attivo....in cammino del 2000, che anche se non distribuito, a suo tempo era stato ben recensito ....e frontiera del 2004, con quest'ultimo, recensito ottimamente dalla stampa cartacea e on-line, ci siamo tolti davvero molte soddisfazioni!

Esistete da circa sedici anni come band eppure avete all'attivo solamente due full lenght, come mai? Se non erro tra l'altro il primo è datato 2000, ovvero ben dieci anni dopo la vostra nascita...

Linea: Di pezzi ne abbiamo composti sempre tanti. Il nostro problema non è mai stato quello della scarsa vena compositiva. Ci si trova però in un paese, l'Italia, che non ha una cultura rock, e non fa niente per averla. Proprio niente, anche la sinistra non ha mai affrontato questa mancanza culturale. E quando si dice rock in modo generico, si dice tutto quello che dovrebbe stare dietro la musica : strutture, regole, agevolazioni per le band italiane, insomma una politica vera e propria. Le major non puntano (ormai da molti anni) sulla scoperta dell'artista, non investono, non fanno gli imprenditori. Fanno principalmente, o cercano di fare visti i risultati, cassa. Musica da spot, senza retroterra, immagine. In questo contesto, perso qualche treno interessante nei primi anni '90 quando la scena era molto più viva di adesso, la nostra musica è risultata sempre e semplicemente "non gradita" alle case discografiche. Abbiamo comunque sempre suonato abbastanza dal vivo, con buon responso del pubblico, e questo ci è bastato. La passione viene prima di ogni cosa..

Parliamo ora del vostro ultimo lavoro, Frontiera, uscito ormai da due annetti...Come lo descrivereste?

Linea: "Frontiera" è molte cose insieme. Anzitutto è un disco sul quale abbiamo lavorato sodo e con grande passione, in un arco di tempo abbastanza lungo, cercando di far confluire al suo interno la nostra identità di gruppo, che prescinde dal genere musicale. Per far questo abbiamo puntato su diversi fattori : qualità del suono, registrazioni in "presa diretta" con poche sovraincisioni, pieno coinvolgimento di tutti i membri della band. Per settimane intere non abbiamo parlato d'altro. Poi "Frontiera" è un invito generalizzato ad imporci come soggetti attivi, per superare quella "frontiera" opprimente fatta di pigrizia e televisione che non ci permette di essere noi stessi. E' venuto il momento che le "piccole isole di resistenza" si aggreghino, usando l'arma comunicativa e popolare del rock'n'roll, perché qui i tempi sono sempre più duri. Possiamo dire cmq che è un ottimo album e tutte le recensioni avute (disponibili sul nostro sito www.i-linea.it) sono lì a testimoniarlo!

Se vi dicessi di descrivere invece In cammino, il vostro precedente lavoro quali parole usereste?

Linea: In Cammino è stato il nostro primo disco ufficiale, prima abbiamo registrato solo diversi demo, per cui dentro ci sono finiti pezzi magari di molti anni prima che non si vogliono perdere, per cui può essere stato meno omogeneo a livello compositivo, anche se ci sono contenuti alcuni ottimi pezzi che eseguiamo ancora adesso dal vivo. E' stato prodotto da una piccola etichetta che lo ha supportato pochissimo…anzi per niente! Abbiamo fatto un po' tutto da soli e cmq ha avuto buone recensioni.

Parliamo ora di live...Come siamo messi a concerti? Siete attivi al momento da questo punto di vista?

Linea: In questo momento ci siamo presi un breve periodo di pausa per poter lavorare con calma sui pezzi nuovi, in progetto di registrare un nuovo disco. Però siamo sempre pronti ad accettare eventuali date che ci propongono, e stiamo intanto lavorando per la stagione estiva. La dimensione live per noi è importantissima perchè comunichiamo direttamente la nostra musica, possiamo finalmente mostrarci come siamo. Da li traspare la nostra vena e coesione, il pubblico questo lo capisce, e poi, ci fanno piacere nuove conoscenze e osservazioni o giudizi, il live ti porta a contatto con la vita di altri che hanno voglia di musica e di partecipazione..

Sempre per rimanere in tale argomento...C'è qualche vostro concerto che amate maggiormente ricordare?Perchè?

Linea: Sicuramente i due Tributi a Joe Strummer (dicembre 2004 e dicembre 2005) che ci sono stati all'Estragon di Bologna, organizzati da Radioclash.it e punkadeka.it; due serate davvero fantastiche con molti gruppi, anche storici del punk e del combat rock italiano, che si sono ritrovati su un palco per ricordare quel grande personaggio che era Joe Strummer; due serate dove si respirava un'atmosfera e uno spirito di altri tempi. A questo proposito voglio anche ricordare che è appena uscito un cd live del tributo del 2004 che racchiude perfettamente lo spirito che c'era in quella serata! Il cd lo si può richiedere al sito www.radioclash.it o a www.punkadeka.it , o lo si può trovare direttamente nel negozio di dischi New Zabrinskie Point di Milano. Altri situazioni live poi che amiamo ricordare sono i concerti in cui abbiamo aperto per la Banda Bassotti, Billy Bragg, Movement e diverse volte per i Gang, tutte situazioni di cui andiamo orgogliosi di poter condividere il palco con musicisti che abbiamo sempre seguito con grande passione.

Facciamo ora un breve punto sulla situazione musicale alternativa italiana....Qual'è il vostro giudizio? Che ne pensate?

Linea: Discorso lungo, molti dei gruppi che vorremmo vedere in cima alle classifiche non ci sono, probabilmente non fanno parte dei giri e delle scuderie che vanno di moda adesso. Comunque sapere che alcune band di "rock" italiano vendono davvero tanto, ci fa piacere ed è un segnale. Ma parlare di "panorama italiano" è un po' troppo a nostro parere. Nel nostro paese manca principalmente una cultura della musica (non solo quella rock) , che dovrebbe svilupparsi attraverso direzioni diverse. La prima è la scuola, ma la riforma Moratti da una parte ha ridotto le ore di educazione musicale, dall'altra ha eliminato la musica dalle scuole superiori. Una cosa fuori dal mondo, in direzione opposta a quello che chiedono i giovani. La seconda direzione è la creazione di una legge sulla musica come hanno fatto in Francia. Senza copiare il loro protezionismo, ma attraverso un intervento organico dello stato che possa attirare investimenti, finanziamenti, iniziative per regolare un settore che di regole ne ha ben poche. La terza sono i costi del mercato discografico : partiamo con la riduzione dell'Iva dal 20% al 4% come per altri prodotti culturali, poi eliminiamo un po' di passaggi commerciali per portare il prezzo dei cd a 13-14 euro massimo. Nella situazione attuale il download dei brani è una questione di difesa, di "sopravvivenza" per i più giovani, e noi siamo d'accordo con loro. La tv poi,non certo questa, potrebbe fare la sua bella parte, ma se lasciamo tutto nelle mani di MTV c'è poco da sperare. Finchè qualche straccio di politico o le parti interessate non si porranno questi problemi in modo serio ed organico la cultura musicale in Italia non decollerà mai.

Per cambiare argomento... Avete fondato un etichetta o mi sbaglio? Che cosa vi ha spinto a fare questa scelta? Producete anche altri gruppi?

Linea: No Casbah Records è solo un marchio nostro che abbiamo usato per autoprodurci. Visto come vengono condotte le "distribuzioni ufficiali" di molte band minori, abbiamo scelto l'autoproduzione, consapevoli che fosse la cosa migliore per la nostra musica e per il nostro gruppo. Il disco per qualità del suono non ha nulla da invidiare a quello che si trova oggi sul mercato ai nostri livelli, ed in più tutte le scelte sono state fatte in modo libero, collegiale e consapevole. Meglio di così!! No per ora non produciamo altri gruppi, in futuro chissà…l'idea cmq non ci dispiacerebbe..

Concludiamo questa intervista chiedendovi qualche anticipazione sul vostro nuovo lavoro...

Linea: Come dicevamo prima stiamo lavorando proprio ora sui pezzi nuovi, l'idea è quella di farlo uscire per l'anno prossimo; sarà ancora autoprodotto, a meno di qualche offerta interessante da parte di qualche etichetta. Per il resto non diciamo altro….abbiamo diverse idee da sviluppare e di sicuro sarà un disco fatto col cuore!!....e sperando che ripeta l'ottima accoglienza che ha avuto "Frontiera". Quindi a tutti i combat rockers che leggeranno questa intervista…rimanete sintonizzati sulle nostre lunghezze d'onda… www.i-linea.it
In alto i cuori
LINEA

Lauretta Punx

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