Troublezine 2004 (www.troublezine.it)

Da subito sono stato colpito dalle loro sonorità,musica che ti entra direttamente nel cuore,rock,punk,ska e reggae suonati con la giusta attitudine,accompagnati da testi molto curati,che non fanno solo da contorno,ma sono parte integrante delle canzoni(e di questi tempi e sempre più difficile). Lo spirito di Joe Strummer vive anche nella musica dei Linea…

Fateci una breve storia della band.

R: Beh breve non è facile, anche perché i Linea esistono da 14 anni, quindi di cose se ne sono fatte! Diciamo che il gruppo si è formato nei primi anni '90, facendo subito la scelta di fare musica propria e cantata in italiano, cosa abbastanza contro corrente per il tempo. Le nostre radici affondano principalmente nella musica punk-new wave britannica, anche se poi ognuno di noi ha seguito un proprio tragitto musicale. I Linea comunque sono una band che suona molto col cuore e con grande passione; diciamo che la tecnica strumentale non è la nostra caratteristica principale, ma puntiamo sull'impatto e la forza con cui si suona. In questi anni il nostro stile fatto, come dicevi tu, di rock-ska-reggae e contaminazioni punk, si è affinato fino a rendersi più personale. Per quanto riguarda i concerti sono stati numerosi e in moltissimi posti: centri sociali, locali in Milano, provincia e in altre regioni del nord Italia per lo più. Nel 2000 è uscito il nostro primo disco "In cammino", purtroppo non distribuito, ma comunque ben recensito da alcuni giornali specializzati e da diversi siti musicali. Ed ora, se tutto va bene, dovrebbe uscire per settembre/ottobre il nuovo disco stavolta distribuito in tutta Italia, di cui tu hai già ascoltato in anteprima il master.

Nella vostra musica possiamo trovare diversi generi,ma sembra che tutti questi non si sovrastino mai l'uno con l' altro,anzi sono praticamente complementari. Come ve lo spiegate?

R: Come prima cosa ti ringrazio, perché per noi questo è un bel complimento! Noi abbiamo sempre cercato di mettere diversi generi musicali nei nostri pezzi, attingendo per lo più tra quelli che ascoltiamo maggiormente. Dedichiamo molto tempo e attenzione in sala prove alla composizione dei brani e durante questa fase cerchiamo sempre di inserire delle varianti, in modo che il pezzo non suoni, tutto, troppo uguale e scontato. Un altro aspetto fondamentale è la melodia, che alla fine è sempre la parte che fa la differenza tra un buon pezzo e un grande pezzo. Comunque posso dire che siamo sempre stati molto critici con noi stessi, e fino a che un pezzo non ci soddisfa tutti completamente, non esce dalla sala prove. E' la lezione di "Sandinista" dei Clash, che abbiamo cercato di applicare, con tutti i nostri limiti, alla musica che produciamo. Suonare generi diversi mantenendo una propria identità forte. Di sicuro non siamo i primi che lo fanno, ma per noi equivale quasi ad una scommessa vinta, perché è una scelta che ci ha permesso di "portare dentro" al gruppo le diverse esperienze musicali dei componenti della band..

In molti anni avete pubblicato un solo disco(il nuovo cd dovrebbe uscire per settembre/ottobre),perché? Preferite la dimensione live che quella da studio?

R: Di pezzi ne abbiamo composti sempre tanti. Il nostro problema non è mai stato quello della scarsa vena compositiva. Ci si trova però in un paese, l'Italia, che non ha una cultura rock, e non fa niente per averla. Proprio niente, anche la sinistra non ha mai affrontato questa mancanza culturale. E quando si dice rock in modo generico, si dice tutto quello che dovrebbe stare dietro la musica : strutture, regole, agevolazioni per le band italiane, insomma una politica vera e propria. Le major non puntano (ormai da molti anni) sulla scoperta dell'artista, non investono, non fanno gli imprenditori. Fanno principalmente, o cercano di fare visti i risultati, cassa. Musica da spot, senza retroterra, immagine. In questo contesto, perso qualche treno interessante nei primi anni '90 quando la scena era molto più viva di addesso, la nostra musica è risultata sempre e semplicemente "non gradita" alle case discografiche. Abbiamo comunque sempre suonato abbastanza dal vivo, con buon responso del pubblico, e questo ci è bastato. La passione viene prima di ogni cosa. Recentemente abbiamo preso contatto con la Decibel Records, fatta di ragazzi in gamba che hanno creduto nella nostra musica. Speriamo si possa fare un buon lavoro insieme.

Pensate sia difficile"emergere"nella scena italiana?

R: Intanto è difficile essere d'accordo sul termine "scena italiana". Una scena italiana non esiste secondo noi. Esistono tante scene più o meno piccole e significative : quella punk, quella ska, quella della Mescal, quella legata alla Gridalo Forte, ed altre ancora. Ma la scena che desidereremmo noi non c'è. Alcune piccole etichette che avevamo contattato in passato ci avevano risposto : "Siete un buon gruppo, ma siete un ibrido, non siete punk, non siete reggae, non siete ska, non sappiamo come collocarvi". Questo è il limite vero, questa è la contraddizione, finchè la mentalità è questa, da nicchia, sarà difficile emergere e costruire una scena. In Italia ci sono tantissimi ragazzi/e che seguono la musica con passione, si informano, leggono i testi, usano internet, vanno ai concerti…e questo la "grande" discografia non lo ha ancora capito! In Italia manca proprio la cultura della musica.

Fino a che punto vi ha influenzato la musica dei clash e quanto la loro attitudine"da barricata"?

R: Per qualcuno di noi l'incontro con i testi e la musica dei Clash è stato determinante. Loro sono la nostra radice, Joe Strummer la nostra massima fonte d' ispirazione. Pur fra le contraddizioni che si annidano in ognuno di noi, abbiamo cercato di tenere la "barra dritta", di mantenere la nostra identità e la nostra dignità. Abbiamo sempre cercato di lavorare con costante impegno su musica, testi, rapporti fra di noi e con l'esterno. Pensiamo che qualche risultato si sia visto. Avremmo voluto con tutte le nostre forze poter condividere questi momenti positivi con Paolo Cavallotti, il nostro amico fraterno e bassista storico che ci ha lasciati qualche anno fa.

Quali sono i gruppi italiani che sentite di consigliare ai lettori di troublezine?

R: Difficile scelta. Beh di sicuro i Linea! Poi fra le giovani leve a noi piacciono i marchigiani Malavida, radici ben piantate nei territori Clash-Mano Negra, e potenza dei nostri tempi. Bravi davvero.

Come avete vissuto la prematura scomparsa di Joe?

R: Un buco al cuore. Se n'è andato un fratello maggiore, di quelli che la natura dovrebbe rendere immortali. Un grandissimo.

Avete dei testi molto curati che fanno molto riflettere,di cosa parlate e a quali siete più legati?

R: I testi riflettono le nostre convinzioni e le nostre esperienze. Qualche volta sono di denuncia sociale, altre volte più intimi e legati a situazioni personali, a flash di vita. Abbiamo cercato di rendere la lingua italiana compatibile con il nostro sound, evitando preziosismi nei testi che andrebbero a scapito dell'efficacia di pezzi. Tutto questo provando ad essere non banali. Pensiamo di aver lavorato bene in questa direzione.

Hai la possibilità di inserire 10 brani punk e reggae nel juke box della vostra sala prove,cosa metteresti?

R: Il juke box della nostra sala prove contiene solo 5 brani in heavy rotation, eccoli : 1-White man in Hammersmith palais (Clash); 2-King of five (ManoNegra); 3-Redemption song (Bob Marley); 4-White riot (Clash); 5-Straight to hell (Clash). Comunque dato che ne hai chiesti 10, ne possiamo aggiungere altri 5: 6-Alternative Ulster (Stiff Little Finger); 7-Buffalo soldiers (Bob Marley); 8-Anarchy in the UK (Sex Pistols); 9-Ruby soho (Rancid); 10-Planeta Escoria (Ska-P).

Quali sono i vostri progetti futuri? Farete un po' di concerti per la promozione del disco?

R: Progetti futuri ? Mah…nel nostro caso è meglio guardare al giorno dopo: il primo maggio, ad esempio, saremo a Salerno ad aprire il concerto dei Gang e di Billy Bragg. Sarà un onore per noi poter condividere il palco con musicisti che abbiamo sempre seguito con grande passione.Poi di sicuro fare uscire il nuovo disco dopo l'estate, quindi per settembre/ottobre. Di conseguenza pensiamo che una serie di date per la promozione del disco le faremo senz'altro.

Cosa pensate della società moderna e di queste guerre vissute come se fossimo in un video game?

R: L'informazione è il grande problema dei nostri tempi. Sull'informazione si sono giocate e si giocheranno partite decisive per il nostro "vivere" civile. Dobbiamo stare attenti, il più possibile vigili, leggendo, ascoltando, partecipando. E' desolante vedere concerti, restando alla musica, deserti. La gente si muove solo per chi passa su Mtv, il resto viene snobbato. Eppure ci sono realtà molto interessanti che andrebbero sostenute e conosciute. Basterebbe meno pigrizia, più curiosità, più voglia : "diggin' the new", come direbbe Strummer. La rivoluzione parte dalle nostre teste : non dimentichiamolo. La guerra in video, che non ci mostra le immagini dei soldati americani morti, è solo una parte del problema.

Salutate i lettori con la frase"più bella" di un vostro testo!

R: E' un invito, rivolto anche e soprattutto a noi stessi. Un invito ad andare oltre quella che noi chiamiamo " la frontiera", una barriera fisica e mediatica che ci condiziona ogni giorno e non ci fa vivere ed agire pienamente. "Oltre la frontiera, senza più paura oltre la frontiera, oltre la frontiera, muovi la tua testa oltre la frontiera, gioca il tuo gioco, vivi per vivere, brucia quello che non sei".

WolfSkin

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