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Il cinema italiano e quello estero: differenze e caratteristiche

Il mondo del cinema, un universo variegato, capace di unire culture differenti ed annullare le distanze tra i popoli. Tuttavia, ogni nazione presenta le proprie peculiarità riguardo a questa tecnica artistica, differendo nelle possibilità economiche ma anche nelle tecniche utilizzate a livello di sceneggiatura, generi di successo, linguaggio e comunicazione.

Il cinema italiano è sempre stato considerato un prodotto di livello, con grandissimi registi, come i compianti De Sica e Pasolini, ed attori dal calibro internazionale, magari meno prestanti dei colleghi americani ma con una capacità espressiva incredibile per intensità e capacità di immedesimazione.

LE CARATTERISTICHE DEL CINEMA ITALIANO

Si tratta di un’industria vera è propria, è corretto, ma risulta sempre molto riduttivo paragonare il cinema italiano solo ad un’azienda atta a produrre quanto più profitto possibile, in quanto la sua caratteristica principale è certamente quella dell’emozione. Sin dai tempi del dopoguerra, passando per i capolavori di Troisi, fino ad arrivare alle eccellenti interpretazioni di Favino, l’Italia si è distinta per una concezione intima e profonda con la quale ha marchiato ogni genere prodotto, trattando temi talvolta veramente difficili con un garbo ed una delicatezza unici nel loro genere.

Il cinema italiano vive di una continua commistione tra componente drammatica e comica, talvolta anche nella stessa pellicola, dove convive una sottile ironia del dramma o un senso di agrodolce nella risata. Si pensi ad esempio ai film di Carlo Verdone, dove il divertimento che provoca risate con le lacrime agli occhi lascia comunque nello spettatore, alla fine della visione, un senso di amarezza difficile da scrollarsi. I film italiani tentano sempre di provocare una riflessione nel pubblico, cercando di coinvolgerlo attraverso esperienze che lui stesso può sentire vicine perché vissute in prima persona, concentrandosi di frequente sull’aspetto familiare e sulle dinamiche contorte che possono nascere al suo interno, prediligendo l’aspetto del dialogo.

LE DIFFERENZE CON IL CINEMA ESTERO

Al giorno d’oggi i giganti dell’industria cinematografica contro i quali ogni cinema nazionale combatte sono quello americano e quello indiano. L’approccio alla pellicola e all’intrattenimento è totalmente differente, ricercando in ogni genere quanta più spettacolarità possibile.

Dove il cinema italiano propone articolati dialoghi ed una certa staticità nell’ambientazione, con una quasi totale assenza degli effetti speciali e del genere fantasy, il cinema estero tende ad inserire quanta più finzione possibile all’interno di ogni film, che cerca di discostarsi dalla vita reale dello spettatore per proiettarlo in un mondo fatto di azione e personaggi brillanti, privi di debolezze e chiusi nelle loro armature. Si tratta di due concezioni completamente opposte: da un lato l’intimità e l’immedesimazione, dall’altro l’azione estrema e l’inverosimile. Per questo ad essere coinvolte sono due tipologie di pubblico distinte: da un lato quello che vuole partecipare e riflettere, dall’altro tutti coloro che desiderano godersi uno spettacolo che li sollevi dalla semplicità delle incombenze quotidiane.

Anche quando l’Italia ha proposto un prodotto fantascientifico totalmente innovativo per il suo mercato, come “lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, lo ha reinterpretato in una chiave umana troppo radicata per scomparire del tutto, creando un film per molti veramente valido. Un’altra importante differenza tra il cinema italiano e quello estero è certamente costituita anche dai budget investiti, sia per quanto riguarda il cache degli attori che il resto della produzione. Si tratta di guadagni imparagonabili, che consentono di investire quantità di denaro impensabili per creare l’effetto wow tanto amato dal pubblico.

Ultimo aspetto che è importante sottolineare è quello del ricambio generazionale degli attori. In Italia si tende spesso a rimanere ancorati ad una serie di personaggi di successo, che tendono in determinati periodi a monopolizzare la maggior parte delle produzioni, come ad esempio il Favino di turno, uno dei migliori sul panorama mondiale al quale viene ormai offerto ogni sorta di ruolo.

All’estero, invece, le possibilità per gli attori e i produttori emergenti sono certamente maggiori; si pensi ad esempio al giovane Tarantino, che negli anni ’90 incontrò la fiducia del pubblico nonostante l’inesperienza e la mancanza del nome.

QUESTIONE DI GUSTI

Come per ogni ambito della vita, anche nel cinema ognuno di noi ricerca ciò di cui ha più bisogno. In questo caso il dilemma è tra la possibilità di riconoscersi e quella di distaccarsi da se stessi, tra le quali la mia predilezione va sempre per la prima e per tutto quell’universo sfaccettato di emozioni che è il cinema italiano.

I vinili ancora oggi

Come cita la famosa canzone di Antonello Venditti, “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Così come tutto ciò che andava di moda nel passato tende a ripresentarsi in un futuro più o meno lontano, oggi si sta assistendo a livello globale ad un ritorno dei vinili, che nel passato erano stati rimpiazzati dai tanto amati CD (compact disk).

Ebbene, oggi sta avvenendo realmente la situazione inversa: si sta vivendo un ritorno ai vinili, in un contesto in cui la Sony ha chiuso l’ultimo stabilimento in cui si producevano i CD, anche perché ormai la musica viene sempre più ascoltata attraverso applicazioni rese possibili dall’avvento del digitale, quali Spotify, Apple Music e Amazon Music. Le prospettive per il futuro per quanto riguarda i CD infatti non sono per niente rosee: entro il 2020 questi non saranno più presenti sugli scaffali dei negozi, proprio come successe negli anni ’90 con i vinili.

Anche se il mercato del digitale ha registrato dei picchi elevatissimi negli ultimi due anni, anche il settore dei vinili ha visto un’inversione di tendenza, con delle vendite a livelli record nel 2017, mentre le vendite dei CD continuano a calare. Addirittura, oggi il giro di affari generato dal mercato dei vinili è di ben 218 milioni di dollari, una cifra non indifferente considerato il numero sempre crescente di abbonamenti per la fruizione digitale della musica. Infatti, se da un lato la Sony ha chiuso il suo ultimo stabilimento di produzione di CD, dall’altro ha ripreso proprio la produzione dei vinili, dal momento che le proiezioni per il futuro sono particolarmente positive.

Il vinile rappresenta una passione, uno stile di vita. Sicuramente, molti di voi avranno in giro per casa vecchi vinili, ancora funzionanti ma che magari hanno bisogno di una ripulita: è praticamente impossibile che un vinile non si impolveri o non si rovini anche solo un po’. Per questo motivo, è necessario pulirli, eliminando la polvere che si deposita nei solchi, cercando però allo stesso tempo di non rovinare il disco 33 giri.

Sul mercato ci sono dei panni specifici proprio per la pulizia dei vinili, delicati ma comunque efficienti e allo stesso tempo economici, che grazie ad una pulizia periodica permettono di mantenere i vinili in perfette condizioni e di mantenerli come nuovi. Sempre per la pulizia, poi, ci sono una serie di prodotti utili, come per esempio dei rulli, delle spazzole in fibra di carbonio o anche dei veri e propri kit, che contengono tutto il necessario per la pulizia e permettono al contempo di risparmiare ottenendo più prodotti in una sola confezione.

Ma perché oggi si sta assistendo al ritorno del vinile? Quali sono le motivazioni che hanno riportato in auge questo tipo di supporto? Non si tratta solo di nostalgia, ma anche del piacere di avere e custodire oggetti di un certo valore, anche perché oggi i giradischi rappresentano un vero e proprio oggetto di arredo, in grado di arricchire gli ambienti dandogli un tocco vintage. Nonostante si facciano delle proiezioni per il futuro, oggi il vinile ha registrato un grande ritorno, anche se di sicuro non sostituirà lo streaming o i supporti digitali; infatti, il vinile potrebbe essere la modalità utilizzata per ascoltare musica dentro casa, mentre il digitale rappresenterebbe un ricorso utile e sempre a portata di mano per gli ambienti outdoor.

C’è poi da considerare un altro elemento: il grande valore che i vinili hanno acquisito negli ultimi anni, in seguito ad un periodo in cui i prezzi sono crollati e molte persone hanno iniziato ad acquistarli e collezionarli. In più, è diventato anche un ottimo elemento per socializzare, perché mentre i supporti digitali portano all’estraniamento ovunque ci si trovi (per strada, sui mezzi pubblici e così via), il vinile può essere una modalità che invece porta all’unione e all’ascolto della musica in gruppo, per apprezzarne gli aspetti aggregativi.

In definitiva, non si può dire con certezza che peso avranno i vinili nel futuro; nonostante la varie proiezioni, soltanto il tempo potrà mostrare le sorti di questo supporto che ha visto un ritorno massiccio anche come oggetto di arredo vintage.

In ogni caso, mentre per molte persone il ritorno del vinile potrà essere un modo per fare un salto nel passato, per altre sarà una vera e propria scoperta, soprattutto per i più giovani che sono nati nell’era del digitale e quindi non hanno potuto apprezzare un 33 giri nel passato. Un vinile può rappresentare un momento di evasione dalla vita frenetica attuale, dove tutto si muove in modo rapido e si può saltare una canzone se non ci va: il vinile rappresenta il ritorno alle origini, al piacere di tenere un disco in mano, di estrarlo dalla sua confezione e di apprezzarne il profumo particolare.

Mixer analogico o digitale? Quali sono le differenze

Banco, mixer e console sono questi i nomi degli strumenti di mixaggio presenti all’interno di uno studio di registrazione e possono essere digitali o analogici.
Un mixer analogico processa il segnale audio in modo differente da un mixer digitale e, d’altro canto, la lavorazione della traccia audio è diversa.

Un mixer digitale riesce a captare il segnale di ingresso e trasformarlo in formato digitale, a rispetto dei modelli analogici precedenti, effettua una conversione della traccia e il segnale in entrata risulta sempre pulito.
Il suono che entra in un mixer digitale viene scomposto per poi essere ricostruito da un processore dsp in bit per bit, ottenendo una copia perfetta del suono originale senza rumore di fondo e distorsioni ambientali.

Un mixer digitale ha dei filtri che non possono variare nel tempo, perché sono legati ad un campionamento specifico.

Mixer Analogico: che cos’è e come funziona

Il mixer analogico è la versione precedente del mixer digitale, tecnologicamente parlando, ed è in grado di trasmettere un unico suono personalizzato e “caldo”. Ogni suono in entrata viene captato dai processi analogici, quali filtraggio, somma e così via.

La melodia del suono risulta più viva, perché non viene ricostruita e il suono nel mixer è originale e intatto.
Un mixer analogico ha un processo non lineare, anche se segue uno schema pre-impostato, è possibile ottenere una sorgente modificata con delle piccole imperfezioni. Questo accade perché i filtri di un analogico non seguono uno specifico campionamento e possono variare.

Negli studi di registrazione moderni, anche in Italia, in molti utilizzano il solid state logic xl desk, ovvero una console analogica rivisitata in chiave moderna, pensata per gli studi di registrazione moderni.

Quando utilizzare un mixer analogico e un mixer digitale

 

Decidere se utilizzare nel proprio studio un mixer analogico o digitale dipende dalla tipologia di suono che si vuole riprodurre che, senza dubbio, è legato all’immagine del cantante/band e al target degli ascoltatori.

Il mixer analogico produce il suono originale e garantisce diverse emozioni grazie alle imperfezioni che si adattano a diversi stili musicali come indie o rock.

Un mixer digitale permette di ottenere un livello musicale più chiaro, cristallino, senza rumori di fondo e distorsioni. Viene utilizzato per i generi dance, house e simili.

Prima di scegliere quale dei due mixer utilizzare si consiglia di capire la tipologia di musica da riprodurre e successivamente pensare al mixer

Vantaggi e svantaggi

Mixer Digitale

  • Non presenta imperfezioni nel suono, questo viene prima frammentato e poi ricostruito secondo processore bit per bit.
  • Il suono è freddo e poco emozionale.
  • Utilizzo facile e non richiede molta esperienza.
  • Resistente

Mixer Analogico

  • Suono con più imperfezioni che regala tante emozioni differenti;
  • Presenta rumori di fondo e distorsioni nelle tracce;
  • Non converte il segnale
  • Potrebbe rompersi facilmente in caso di urti.

Il prezzo di entrambi i mixer sono molto simili e negli studi di registrazione sono spesso accoppiati per produrre e mettere a confronto le diverse tipologie di suono e prestazioni.

Come scegliere un televisore in base alla qualità dell’audio

Tra gli aspetti che è necessario prendere in considerazione per l’acquisto di un televisore c’è di sicuro la qualità audio. I sistemi di codifica audio multicanale, tra cui si ricordano Dolby Digital e Digital Theater System, sono tra i più diffusi e rinomati per supporti come Ultra HD Blu Ray, Blu Ray e DVD. Poter contare su una potenza audio ottimale è indispensabile quando si investe una consistente somma di denaro per un tv LED di ultima generazione; d’altro canto è un peccato ritrovarsi con una televisione smart all’avanguardia dal punto di vista tecnologico ma con un audio che gracchia se il volume è alto.

Come sfruttare al meglio l’audio

Prima di comprare i subwoofer, i soundbar, i soundbase e gli altoparlanti necessari per dare vita a un impianto dolby surround, conviene accertarsi che il televisore sia dotato della tecnologia e delle connessioni indispensabili per far sì che tali dispositivi possano essere sfruttati nel migliore dei modi. Valutare la tecnologia audio di un televisore prima di comprarlo permette di capire se lo stesso è predisposto per una eventuale espansione delle sue qualità acustiche. È fondamentale, inoltre, la compatibilità del televisore con i vari supporti.

Che cos’è il DTS

Con la sigla DTS si fa riferimento al Digital Theater System, un sistema di codifica audio multicanale che in un primo momento era stato sviluppato per le sale cinematografiche. Questo sistema è del tipo audio lossy e presuppone una perdita di informazione causata dalla compressione. Concorrente del Dolby Digital, nel corso del tempo è stato in grado di farsi conoscere e di consolidarsi fino a essere inserito sui Blu Ray, anche se non come sistema esclusivo. Il formato DTS di ultima generazione è il DTS:X, che non richiede particolari configurazioni per i diffusori e non ha bisogno di un numero specifico di canali audio. Il DTS-HD Master Audio, invece, è in grado di gestire fino a un massimo di 8 canali; esso, inoltre, offre la possibilità di aumentare la frequenza di campionamento fino a 96 kHz su 8 canali senza perdita di dati con codifica loseless o fino a 192 kHz su 2 canali.

Yeppon e i televisori di ultima generazione

Esplorando le Offerte TV su Yeppon non sarà difficile imbattersi in modelli di ultima generazione, con sistemi audio all’avanguardia. Questo e-commerce, per altro, è consigliato a tutti i clienti più esigenti, che hanno il desiderio di essere ascoltati e di ricevere suggerimenti: insomma, di essere guidati nel proprio percorso di acquisto.

Il Dolby Digital

Tra le varie proposte che il mercato mette a disposizione ci sono anche quelle marcate Dolby Digital: si tratta di un sistema di codifica audio in grado di operare con 7 canali audio digitali. Un canale extra, inoltre, è destinato alla riproduzione delle frequenze basse. Nel 2005 è stato sviluppato lo standard Dolby TrueHD, pensato per i supporti video Blu Ray. Una delle sue peculiarità più significative consiste nella possibilità di gestire 16 canali audio garantendo una risoluzione massima di 24 bit per 192 kHz.

Che cos’è Dolby Atmos

Per chi vuole il meglio in termini di innovazione audio, la tecnologia più recente proposta dai Dolby Laboratories è Dolby Atmos, realizzata in modo da sfruttare il concetto di oggetti audio. Si tratta di un sistema altamente scalabile, con 64 canali, capace di sfruttare i diffusori in modo ottimale. I primi televisori in grado di supportare tale codifica sono stati i B7, i C7, gli E7, i G7 e i W7 di LG. La serie G7, in particolare, fa riferimento a una soundbar più avanzata con una potenza più alta di 60 W e 4.2 canali.

Accordatore ukulele

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Accordatore ukulele: cos’è

Cos’è un accordatore ukulele? Come abbiamo scritto in un post di qualche mese fa l’ukulele è uno strumento particolare conosciuto anche come chitarra hawaiana. Tutti i vari strumenti a corda hanno bisogno di essere accordati. L’accordatura in fatti serve a rendere lo strumento intonato. Senza accordatura lo strumento non emetterebbe un suono sensato e gradevole.

Ecco quindi che in questo articolo ti mostro le varie possibilità per acquistare un accordatore adatto alle tue esigenze.
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Dove comprare un accordatore di ukulele e a che prezzo

Ho trovato su Amazon molti accordatori per intonare l’ukulele e i prezzi mi sembrano più che buoni. Ho raccolto qui sotto alcuni esempi che puoi vedere e se ti interessa acquistarne puoi andare a compralo direttamente su Amazon.

Come noterai dalla descrizione questi accordatori possono essere usati anche con chitarre e violini.
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Accordatore ukulele gratis online

Ecco una soluzione gratuita online che simula ciò che fa l’accordatore e la puoi trovare su questo sito. C’è però da fare una riflessione, avere un accordatore fisico è comodo in quei momenti in cui devi suonare ma non puoi accedere al pc o ad uno smartphne e il tuo ukulele non è accordato bene. Quindi ti consiglio di acquistarne uno e imparare ad usarlo, costa solo pochi euro. Buon lavoro!
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The Crown: in uscita il 17 Novembre, la terza stagione

Sta per tornare il nuovo capitolo di “The Crown”, appassionante serie tv drammatica britannica. Le gesta della regina Elisabetta II d’Inghilterra e della famiglia reale britannica, hanno riscontrato un enorme successo, tanto da essere una delle più viste su Netflix.

Golden Globe nel 2017 per Miglior serie tv drammatica, The Crown è arrivata alla terza stagione che sarà disponibile in 10 episodi. Ricordiamo che a ridosso della terza stagione, uscirà la quarta. Questo perché i due cicli di puntate sono stati registrati “back to back”, ovvero le riprese sono state fatte di seguito in modo da ammortizzarne i costi.

La quarta stagione è proprio quella che gli appassionati aspettano in modo particolare, sono tutti curiosi infatti riguardo la comparsa di Lady D. Che avverrà proprio nella quarta stagione.

La trama di The Crown

Nella terza stagione, ci sarà l’insediamento della nuova guardia a Downing Street. La Regina Elisabetta II (interpretata dal Premio Oscar Olivia Colman) si ritroverà a dover affrontare alcune situazioni delicate, e soprattutto dovrà gestire le nuove sfide lanciate dal Regno Unito che si trova in costante cambiamento.

Le vicende della famiglia reale si svolgono negli anni 60’ e 70’, un periodo in cui il Regno Unito si rese protagonista di importanti vicende politiche. Si va dalla Guerra Fredda fino alla corsa allo spazio. Tutte vicende che hanno poi contribuito a delle svolte epocali per l’uomo. Ci sarà spazio anche per la decolonizzazione dell’Africa e dei Caraibi.

Quindi ci saranno parti della stagione che tratteranno delle vicende politiche, mentre altre quelle prettamente personali e intime della famiglia reale. Ovviamente alcune storie si intrecciano tra loro. La terza stagione risulta particolarmente interessante anche perché, nel periodo in cui è ambientata, la famiglia reale viveva turbamenti e stravolgimenti.

La quarta stagione

Sembrerà strano, eppure gli occhi sono tutti puntati sulla quarta stagione. Non è ancora uscita la terza e l’attesa della quarta è già trepidante. I britannici amano Lady D e non vedono l’ora che arrivi in “The Crown”.

La Principessa Diana, moglie del Principe Carlo, verrà interpretata dalla giovanissima Emma Corrin. Le prime immagini rubate dal set hanno già fatto impazzire i fan. Corrin sta ricevendo ampi consensi per il ruolo assegnatogli. Le foto riguardano delle scene in cui si racconta del viaggio in Australia fatto con il Principe Carlo.

Ma non solo Lady D. Dalla quarta stagione entrerà anche Gillian Anderson, star di X-Files e Sex Education. Avrà il ruolo di Iron Lady, ovvero quello di Margaret Thatcher. In una recente intervista, l’attrice si è dichiarata entusiasta di unirsi al cast di “The Crown” ed interpretare una donna così complessa e controversa.

Quali sono gli strumenti musicali più antichi?

La musica fa parte della vita degli uomini fin da tempi immemori. Originariamente accompagnava riti e atti religiosi, poi si è evoluta fino a diventare un metodo d’intrattenimento per il popolo riunito nelle piazze e, successivamente, nelle corti.

A volte l’unica testimonianza che ci rimane di civiltà ormai scomparse, sono proprio i versi che narrano gesta di eroi, grandi amori e guerre. Memorie affidate ai menestrelli, che cantavano le vicende accompagnati sempre dal loro fedele strumento.

Canzonette e ballate sono spesso presenti nei libri di scuola, ma la conoscenza degli strumenti musicali del passato resta custodita ancora oggi solo nei saperi dei veri appassionati.

Un vero peccato perchè stiamo parlando di strumenti musicali dall’alto valore economico e culturale. Averli nella propria collezione sarebbe davvero una fortuna!

Gli strumenti musicali nell’antica Europa

Le prime notizie che ci giungono circa l’utilizzo di strumenti musicali risalgono ai tempi dei sumeri. In verità, già gli uomini del paleolitico erano soliti trasformare i loro sentimenti in musica, utilizzando degli oggetti piuttosto rudimentali ma in grado di emettere sonorità.

Con i sumeri si diffondono i primi flauti e le arpe, ampiamente utilizzati anche dai Greci. Un popolo con una lunga tradizione musicale folkloristica, densa di suoni originali e unici. E proprio dall’antica popolazione ellenica provengono due strumenti particolari, come il Flauto di Pan e il Baglamas.

Il flauto di Pan

Il flauto di Pan è lo strumento musicale più conosciuto nell’antica Grecia. Compare in tantissimi miti che hanno per protagonista il dio Pan, un satiro metà capra e metà uomo, che utilizzava il flauto in bambù per imbrogliare e lusingare i viandanti.

Il flauto di Pan occupa una posizione rilevante sia nella musica germanica che in quella svizzera e rumena.

Il Baglamas

Il Baglamas fa parte della famiglia dei cordofoni. E’ una variante più piccola del più famoso bouzouki, strumento simile al mandolino nostrano.

Anche il Baglamas si suona pizzicando le tre corde con un plettro e quello che ne fuoriesce è un suono metallico, molto utilizzato per gli accompagnamenti nel rebetico, popolare genere musicale greco.

Anche nel Nord Europa la musica ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale. E la costruzione degli strumenti è un’attività in cui si cimentarono i mastri artigiani. Il primo suono che si associa alle regioni del Nord quello della cornamusa scozzese. Ma molti secoli prima era un altro lo strumento più popolare di queste regioni: l’arpa celtica.

L’arpa Celtica

L’arpa celtica è strumento folkloristico a corde che si è diffuso nell’ottavo secolo in Scozia, e successivamente in tutta la Gran Bretagna. Presenta alcune differenze con l’arpa classica:

  • è più piccola;
  • non ha i pedali ma le chiavi;
  • le corde si suonano con i polpastrelli.
  • Una curiosità: l’arpa celtica è anche il logo della famosa birra irlandese Guinnes!

Il Guan, lo strumento simbolo della Cina antica

Anche l’Oriente vanta una lunga tradizione musicale. Tra gli strumenti antichi più ricercati, c’è il Guan.

Si tratta di un particolare strumento a fiato a doppia ancia, dalla lunga forma cilindrica. E’ realizzato in legno di bambù, tipico materiale della regione da cui proviene.

Il suo suono richiama quello di un ronzio, molto apprezzato nelle corti cinesi e nei salotti della fine dell’Ottocento.

Il Guan è molto complesso da suonare e richiede una tecnica davvero raffinata, tanto che un detto cinese afferma che per imparare a suonarlo ci vogliono almeno 1.000 giorni.

Per questo motivo sono pochi i musicisti che si cimentano nella pratica.

Non solo è difficile da suonare, ma è anche molto raro trovarlo in vendita sul mercato, così come moltissimi oggetti antichi cinesi.

Il film “The IrishMan” sbarca su Netflix : con un cast eccezionale

Arriva su Netfix il nuovo film “The IrishMan”, gansta-film, diretto da Martin Scorsese. Il noto regista, vincitore di 1 premio oscar e 4 Golden Globe, è al suo debutto sulle piattaforme streaming. Netflix non si è lasciata sfuggire l’occasione ed ha subito portato il film tra le sue “grinfie”.

Prima di sbarcare sulla piattaforma il 27 Novembre 2019 (data di uscita Netflix), sarà al cinema in tutte le sale italiane dal 4 al 6 Novembre. E’ già arrivato in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, dove ha ricevuto ampi consensi e raggiunto il successo tra critici e addetti ai lavori.

Il film ha una durata di 210 minuti, ovvero 3 ore e 30. Si propone quindi come nuovo colossal del cinema, destinato ad entrare nell’olimpo dei migliori film di sempre. Con quest’ultimo capolavoro, Scorsese punta al suo secondo oscar.

La trama del film The IrishMan

Il tema principale del film, e tutte le sue “svolte” riguardano principalmente la criminalità organizzata americana. Questa, viene vista e raccontata dagli occhi di un reduce della Seconda Guerra Mondiale : Frank Sheeran (Robert De Niro). Frank è un imbroglione, noto anche per essere uno spietato sicario. Attraverso i suo occhi, viene quindi raccontata la sua vita e la sua carriera mafiosa. Frank ha “lavorato” al fianco delle più importanti figure criminali di quei tempi (mafia italo-americana). Il personaggio è realmente esistito.

Poi, sempre attraverso Frank, si svilupperà il racconto di uno dei più famosi misteri irrisolti della storia degli Stati Uniti : la morte di Jimmy Hoffa (Al Pacino). Le vicende sulla morte del famoso sindacalista hanno ossessionato per anni l’opinione pubblica statunitense, la sua scomparsa avvenne nel Luglio del 1975. Per questo delitto nessuno è mai stato condannato, né il corpo è mai stato ritrovato.

A questo punto il film diventa un viaggio nei sistemi adoperati dalla criminalità organizzata, entrando anche nei suoi segreti più profondi. Imbrogli, rivalità e collegamenti politici saranno al centro di tutta la storia.

Il cast

Il cast del film The IrishMan  è semplicemente un qualcosa d’eccezionale. I mostri sacri del cinema gangsta, quelli che hanno fatto letteralmente la storia di questo genere, sono tutti qui.

Partiamo da Robert De Niro (Frank Sheeran), nel suo palmares 2 Oscar e 2 Golden Globe. Indimenticabili le sue interpretazioni in film diventati poi leggende. Tra cui : Il Padrino, Taxi Driver, Quei bravi ragazzi, Toro scatenato, Il cacciatore, e chi più ne ha più ne metta.

Al Pacino (Jimmy Hoffa), 1 premio Oscar e 4 Golden Globe. Anche lui ha fatto sognare milioni di appassionati per la sua magistrale interpretazione ne “Il Padrino”. E che dire di “Scarface”, e “Carlito’s Way”. Una leggenda.

Infine Joe Pesci (Russel Bufalino), premio Oscar nel 1991 come attore non protagonista in “Quei Bravi Ragazzi”. Altra leggenda del settore, ricordiamo le sue interpretazioni in “Toro Scatenato”, “C’era una volta in America” e “Bronx”. Alcuni lo ricordano anche per la sua simpatica parte in “Mamma ho perso l’aereo”.

Al cinema o su Netfix ti consigliamo di vedere The IrishMan

 

Prank Encounters Netfix: Gaten Matarazzo e il nuovo show

Oggi parliamo di Pran Encounters Netifx. Gaten Matarazzo, da grandissima star della pluripremiata serie Stranger Things, è arrivato presto ad ottenere una sua personale serie originale Netflix.

Pensate un po’, è stato l’inventore, e sarà il direttore e il conduttore di questo nuovissimo programma incentrato tutto su scherzi spaventosissimi.

Avete letto bene, quelli che vedremo saranno dei giochi molto “pericolosi”, degli scherzi pesanti da digerire e in certi casi probabilmente traumatici. Questa è l’idea che è venuta al giovane Gaetano “Gaten” Matarazzo. Cose già viste e riviste insomma, ma con una piccola sorpresa in più.

Come si svolgerà lo show

Le vittime infatti, al momento dello scherzo, staranno tutte affrontando “per finta” il loro primo giorno di lavoro. Per cui, possiamo già immaginare la tensione e la pressione che si sente durante il primo giorno di impiego. In più gli sventurati, proprio in quella giornata, subiranno una serie di eventi spaventosissimi che probabilmente li faranno pentire di aver accettato quel posto. Sicuramente ne vedremo delle belle.

Lo show si chiamerà “Prank Encounters” e sarà composta da 8 episodi. Alla direzione troviamo Anthony Gonzalez, e alla produzione invece Ben Silverman, Howard T. Owens e Kevin Haley. Gaten si occuperà di visionare gli scherzi da dietro le quinte, e di fare da produttore esecutivo ad ogni episodio, con la supervisione di Rob Hyde. In più, al giovane Matarazzo toccherà il ruolo di conduttore. E infine, sarà proprio lui ad apparire davanti alle vittime per annunciare che si tratta solo di uno scherzo.

Insomma, Stranger Things già ci manca parecchio. Nell’attesa che inizino le nuove riprese della quarta stagione però, per fortuna Netflix ha deciso di approvare questo nuovo show, che vede protagonista proprio il piccolo Dustin Handerson di ST.

Secondo quanto anticipato dai produttori di Prank Encounters, per ogni episodio ci saranno due vittime. Entrambe crederanno di dover affrontare il loro primo giorno di lavoro. Inizialmente, tutto filerà liscio come deve, e i malcapitati svolgeranno le loro mansioni lavorative. Fin quando non inizieranno ad accadere una serie di eventi terrificanti che trasformeranno quella giornata in un vero e proprio incubo vivente.

Le polemiche

Dalla descrizione dello show, pare proprio che si tratti di uno di quei giochi crudeli e insensati, che già abbiamo visto più volte su piattaforme come Youtube, o anche nel canali TV. Come si poteva prevedere quindi, sono tantissime le polemiche che da qualche tempo girano su Prank Encounters.

Una moltitudine di utenti arrabbiati ha espresso infatti dei forti dubbi sul senso di questo show. Prima di tutto perché, come possiamo vedere dal trailer, si tratta di scherzi pesanti, crudeli, di quelli che possono davvero creare traumi alle persone che li subiscono.

Ma il secondo motivo riguarda proprio la scenografia in cui si svolgeranno. Le vittime infatti saranno dei disoccupati che penseranno di aver trovato un’opportunità di lavoro. Non sappiamo chi saranno, né tantomeno qual è la loro storia. È possibile però che si tratti di persone in cerca di un lavoro stabile da anni, padri o madri di famiglia che hanno bisogno di un impiego per mantenere la famiglia.

Ciò che ha fatto infuriare gli utenti quindi, è il fatto che oltre allo scherzo crudele, si farà credere inoltre alle vittime di aver trovato un’opportunità di lavoro. Ma in realtà scopriranno che è tutta una fregatura.

Gli autori dello show si giustificano dicendo che gli scherzi saranno decisamente terrificanti come si pensa. Però tranquillizzano gli utenti assicurando che la serie è già stata girata, che nessuno si è fatto male e tutti si sono divertiti tantissimo. Oltretutto, Netflix assicura che sia gli attori presenti, sia le vittime, hanno ricevuto un pagamento ideale per la partecipazione allo show.

Non ci resta quindi che attendere l’inizio e giudicare da soli. Prank Encounters dal 25 ottobre su Netflix.

DayBreak Film: la serie tv post-apocalittica originale Netflix

DayBreak film: è uscito il 24 Ottobre ed è la novità del momento. La piattaforma streaming Netflix presenta questa nuova serie che si svilupperà in 10 episodi. La prima stagione di “Day Break” è ambientata in uno scenario post-apocalittico e il tema principale è l’adolescenza. Ci saranno infatti un gruppo di ragazzi che si ritroveranno a lottare insieme per la sopravvivenza dopo una catastrofe atomica.

La serie ricorda la saga “Mad Max”, anche se presenta sostanziali differenze. Il ruolo di protagonista è stato affidato a Colin Ford (Josh), già noto al pubblico per la sua partecipazione in “Supernatural”. Gli altri due ruoli principali sono stati invece affidati a Alyvia Alyn Lind (Angelica) e ad Austin Crute (Wesley).

DayBreak Film: La trama

La storia è incentrata su un gruppo di giovani di Glendale, piccola contea della California (USA). Gli adolescenti frequentano tutti il liceo della città e sono totalmente estranei da quello che, di lì a poco, scombussolerà la loro vita. Si tratta di un esplosione nucleare che trasformerà la bella e ridente Glendale in una terra desolata, con scenari post-apocalittici.

Il gruppo di teenager si ritroverà in lotta per la sopravvivenza. E non è finita qui. L’esplosione infatti ha colpito gli adulti trasformandoli in “ghoulie”, ovvero creature insensate simili a degli zombie. Il collasso sociale è servito. I ragazzi quindi decidono di rimanere in gruppo e provare in tutti i modi a sopravvivere, anche se le difficoltà sono all’ordine del giorno.

La nuova squadra anti-ghoulie è formata da Josh Wheeler (il protagonista), Wesley Fists e Angelica. Il primo è un nuovo ragazzo che si è traserito a Glendale dal Canada, appena prima del disastro nucleare. Wesley invece è un samurai pacifista, mentre la più piccola del gruppo (Angelica) è una piromane di appena 10 anni. Wesley e Angelica, ad un certo punto, faranno anche squadra a parte e partiranno alla ricerca della fidanzata scomparsa di Wesley, ovvero Sam. Insieme attraverseranno la terra desolata e sterile, che una volta veniva chiamata Glendale.

I ragazzi si ritroveranno ad affrontare situazioni complicate e spesso difficili da risolvere, ma l’unione fa la forza e il gruppo riesce a non perdersi mai d’animo. Il resto è tutto da vedere. Dal 24 Ottobre, su Netflix.

Cast e curiosità

I produttori della serie tv sono Brad Peyton e Aron Eli Coleite. E’ una produzione originale Netflix, alla prima stagione ne dovrebbero seguire altre, voci di corridoio dicono il cast potrebbe rimettersi a breve al lavoro per la seconda stagione. C’è da attendere la conferma di Netflix, che sicuramente aspetterà i risultati delle prime 5-6 puntate prima di decidere. La serie prende ispirazione dai fumetti di Brian Ralph.

Il casto completo è composto da : Colin Ford (Joshua); Alyvia Alyn Lind (Angelica); Austin Crute (Wesley Fists); Matthew Broderick (Burr); Sophie Simnett (Sam); Gregory Kasyan (Eli Cardashyan); Krista Rodriguez (signora Crumble).

Adrian 2 serie tv : il ritorno del Clan Celentano

Adrian 2 serie tv : sta per tornare il nuovo cartone animato del Clan Celentano. Mediaset ci riprova.

Dopo il flop dello scorso anno, sta per tornare Adrian. Il cartone animato ideato e prodotto dal Clan Celentano non è riuscito ad ottenere il successo sperato, tanto da toglierlo dai palinsesti dopo appena 4 puntate.

Eppure la storia cominciava ad essere avvincente, almeno per gli spettatori che si sono appassionati alla serie animata. Ebbene, sono stati costretti a lasciare la storia a metà, senza conoscere né il finale e né se l’avrebbero più rivisto.

Ma a contribuire al flop di ascolti è stato anche lo show (in cui venivano incorporati spezzoni del cartone animato) condotto da Nino Frassica e dallo stesso Celentano. Il molleggiato però, non si è visto in tutte le puntate e ha giustificato la sua assenza dichiarando di aver preso un malanno di stagione.

Il format di Adrian 2

Stavolta però, le cose verranno fatte in modo diverso. Verrà probabilmente eliminato il pre-show, anch’esso rivelatosi una delusione, mentre la presenza di Celentano sarà fissa in tutte le puntate.

Sono sul piatto anche diversi ospiti da invitare, su tutti capeggiano i nomi di Maria De Filippi e Paolo Bonolis.
Lo show verrà trasmesso su Canale 5, la prima puntata è fissata per il 7 Novembre.

La pubblicità in onda sulle reti Mediaset, non specifica ancora la data d’uscita preferendo indicare “prossimamente”. E sembra che stavolta la pubblicità dello show sia a volume umano, visto che l’ultima è stata mandata con audio aumentato del 20 % rispetto alle altre pubblicità “normali”. Una strategia di marketing, che ha fatto flop insieme al cartone animato.

Inoltre, verrà cambiato anche il nome del format. Al momento ancora non è stato rivelato il nuovo nome, anche se probabilmente dovrebbe essere “Adriano”. Insomma, il format è stato rinnovato e stavolta non può permettersi più errori. Pensate che i lavori per la serie animata sono stati iniziati addirittura oltre 10 anni fa.

La trama

La serie animata è ambientata in una Milano del 2068. Vengono raccontate le avventure di Adrian, un orologiaio della città, che ha una storia d’amore con Gilda e lotta per la libertà in un mondo che porta sempre più verso l’omologazione.

La storia inizia con un arresto per furto che non riguarda Adrian, ma che viene ugualmente bloccato dagli agenti di polizia. Poi, durante i festeggiamenti di Capodanno in piazza, Adrian sale sul palco e si esibisce nel bel mezzo di un concerto.

Viene presentato come l’orologiaio e canterà un pezzo intitolato “I Want to know”, che riscuote un enorme successo. Dopodiché riesce a sfuggire dagli agenti di polizia e fa perdere le sue tracce.

Le forze dell’ordine organizzano una vera e propria caccia all’uomo, con tanto di ricompensa per chi riesce a catturare “l’orologiaio”. In seguito, dato che nessuno ricordava più la faccia dell’orologiaio, questi riesce a fare un patto con la Polizia e si presenta in pubblico travestito.

Convincerà tutta la città che quello sia il suo vero aspetto. Questa è stata l’ultima scena vista in Prima TV di Adrian .

Per scoprire il resto della storia, dovrete attendere almeno fino al 7 Novembre.

La storia di Suburra – Netflix: un grande crime drama italiano

La serie tv Suburra di Netflix è una serie tv italiana che straconsigliamo se ami il genere crime. Ambientata fra Roma e Ostia, Suburra di Netflix si discosta parecchio dal pluripremiato film di Sollima innanzitutto per i tempi. I 135 minuti del film originale, per quanto rappresentino una durata ragguardevole per un film, non sono sufficienti ad approfondire in maniera adeguata gli intrecci della suburra romana, i legami fra potere, denaro e criminalità.

Suburra di Netflix al contrario ha tutto il tempo per raccontare cosa e chi muove gli ingranaggi di Roma, e lo fa senza mezzi termini, in maniera cruda, “alla Gomorra“, tenendo un ritmo sempre alto e ricco di colpi di scena. La cosa interessante è il punto di vista da cui vengono raccontati i fatti in questa serie Netflix: a differenza delle solite serie americane infatti, Suburra viene raccontata dal punto di vista dei vinti.

Suburra di Netflix – Protagonisti

Lele, Spadino e Aureliano, i tre protagonisti di Suburra di Netflix, non hanno mai avuto un ruolo di rilievo all’interno delle proprie famiglie. Sono sempre stati l’ultima ruota del carro, e tutta la serie rappresenta in qualche modo il tormentato tentativo di scalare la piramide sociale degli ambienti da cui provengono. I fatti vengono quindi raccontanti dal loro punto di vista. Che per una gangster serie è un aspetto abbastanza insolito.

Seppur non protagonisti assoluti della serie, anche i personaggi di Cinaglia, Samurai e Mognaschi appaiono in parecchie scene di rilievo e giocano un ruolo determinante a rendere variegata e avvincente la storia narrata nella serie, che a tutti gl ieffetti può essere definito un dramma corale.

La storia di Suburra

Suburra di Netflix oltre ai personaggi ben caratterizzati ha molti punti di forza.
Innanzitutto sono molto avvincenti le mosse della grande partita a Risiko giocata fra politica, criminalità, imprese e Chiesa. Non farò spoiler ma è chiaro che gli sceneggiatori hanno letteralmente saccheggiato la cronaca locale romana e nazionale degli ultimi 15 anni per imbastire questa fittissima trama di affari e imbrogli, soldi e potere. Ma un conto è leggere le cronache, un conto è vederle rappresentate dal vero, da bravi attori, in un contesto assolutamente realistico in cui Netflix non ha certo badato a spese.

Per capirci, il tipo di crime drama a cui appartiene Suburra di Netflix è un’opera complessa in cui la componente strategica è importante almeno quanto quella di azione.
I loschi intrighi di Samurai, potente boss romano, si scontrano con le mire di alcune famiglie criminali minori, e si intrecciano con gli interessi della politica in piena campagna elettorale, in un clima politico tremendamente simile alle dimissioni del Sindaco Marino. Con la sua ricchezza, i possedimenti ed il potere, anche la Chiesa gioca il suo ruolo determinante in Suburra.

I temi scomodi e il confronto con Gomorra

Tra prima e seconda stagione, Suburra di Netflix affronta alcuni temi scomodi: l’omosessualità in un ambiente tossico e retrogrado come quello di una famiglia zingara criminale; la corruzione economica e spirituale di molti uomini di Chiesa; il grande affare speculativo dell’accoglienza dei migranti sfruttato da affaristi e politici di sinistra e di destra.
Regista e sceneggiatori affrontano questi temi senza apparenti intenti moralistici: non vi è retorica né giudizio esplicito. Tuttavia la crudezza con cui vengono affrontati i temi suscita nello spettatore un forte sentimento di odio nei confronti di ogni potere che oggi domina la città di Roma, e che in un modo o nell’altro rende impossibile la vita ai “vinti” di ogni classe sociale.

In Suburra di Netflix insomma non c’è traccia del compiacimento che in qualche modo traspare da Gomorra, che molto spesso crea empatia fra lo spettatore e il boss.
Se cioè tutti prima o poi durante la visione di Gomorra abbiamo in qualche modo parteggiato per Genny, Pietro Savastano o Salvatore Conte, qui in Suburra di Netflix difficilmente ameremo i capofamiglia Aureliani e Anacleti o lo stesso Samurai.
E questo credo sia un altro grande merito da ascrivere agli autori di Suburra.

Il grande successo spagnolo delle serie tv Netflix 2019

Lo star system spagnolo è in grande ascesa, tant’è che le Serie tv Neflix 2019 più note in Europa (eccetto Stranger Things) parlano la lingua di Don Chisciotte. La Casa di Carta, Vis a Vis, Elite, Le ragazze del centralino, sono 4 grandi serie tv di successo che macinano mese dopo mese milioni di spettatori in tutta Europa e vengono rinnovate prima ancora del lancio della stagione in corso. Queste serie hanno in comune anche alcuni attori, diventati in patria ma anche all’estero vere e proprie celebrità. Parliamo di Ursula Corberò, Najwa Nimri, Jaime Lorente, Miguel Herran, Alba Flores, Maggie Civantos. In questo articolo troverai una guida senza spoiler alla scelta della serie giusta per le tue serate su divano e Netflix. Autore di questa guida è Sergio, grande appassionato di serie tv e fondatore di Vaporwave Italia.

Vis a Vis

Vis a Vis è una serie tv Netflix 2019 ambientata in un carcere privato femminile in Spagna, ha come protagoniste un gruppo di donne molto agguerrite, che hanno trovato modi diversi per sopravvivere alla dura vita del carcere. Seppur Vis a Vis mostri similitudini con Orange Is The New Black, presenta in realtà parecchi punti forti che la rendono unica.

Innanzitutto ha una notevole componente crime, che dalla prima alla quarta e ultima stagione diventa predominante e tiene sempre alta la tensione nelle scene (soprattutto dalla stagione 2 in poi). Questa è una serie tv composta da 4 stagioni che appunto si conclude nel 2019. Sempre nel 2019 è stato annunciato uno spin off che non possiamo svelare per non spoilerare nulla. Ma che si preannuncia una bomba.

In secondo luogo ha fra le protagoniste tre vere campionesse della recitazione: Alba Flores, Maggie Civantos e la regina (per me e per molte giurie la miglior protagonista donna del 2019) Najwa Nirmi. I loro tre personaggi da soli valgono la visione della serie. In Vis a Vis le donne protagoniste dimostrano una tale presenza scenica da trasportare lo spettatore dai momenti drammatici a quelli esilaranti nell’arco di pochi minuti e con assoluta naturalezza, senza risultare mai sopra le righe. Ed eclissando completamente i colleghi maschi.

Terzo e ultimo punto a favore: Vis a Vis è finalmente una serie per adulti. Sesso, droga, violenza e turpiloquio non sono infatti per nulla filtrati ma al contempo non sono gratuiti. Anzi la telecamera non indugia mai su dettagli forti per vojeurismo, ma li mostra con un discreto pudore e solo se strettamente funzionali alla storia.

La casa di carta

La casa di carta è una serie Netflix che vede nel 2019 l’uscita della sua terza stagione, e che andrà a concludersi a Gennaio 2020. In questa serie troviamo Ursula Corberò, Najwa Nimri, Jaime Lorente, Alba Flores, e molti altri bravissimi attori che recitano un crime drama corale ricco di azione, in cui è la squadra di rapinatori, con le sue dinamiche interne ed i caratteri peculiari dei membri, ad animare due rocambolesche rapine.

La cosa che più colpisce di questa serie tv Netflix 2019 è senza dubbio la scrittura fumettistica, in cui la drammaticità delle scene prende vita in situazioni oggettivamente poco realizzabili nel mondo reale ma sufficientemente plausibili da non far cadere la sospensione dell’incredulità.

Altro punto a favore della serie è la presenza di due personaggi, nemici giurati, che rappresentano un po’ il bene nel male e il male nel bene: ovvero Il Professore (capobanda) e l’ispettrice Alicia Sierra. Lo Yin Yang tra il protagonista di tre stagioni e la “super villain2019 è una grande partita a scacchi giocata fra inganni psicologici e guerriglia urbana, e da solo vale la visione di tutte le stagioni.

Terzo e ultimo punto a favore della Casa di carta è il geniale rovesciamento di fronti: lo spettatore e il “popolo” tenderanno naturalmente a tifare per quelli che nella realtà sarebbero “i cattivi“, ovvero la banda di ladri; mentre la polizia e lo Stato vengono in generale rappresentati come corrotti, incapaci o umanamente malvagi. Il messaggio si acuisce nella terza stagione di questa serie tv Netflix del 2019: il tema di fondo è fortemente anarchico, e nella sua retorica riesce a cogliere nel segno più per i sentimenti che lo spettatore va a provare, che per ciò che viene detto o fatto dai personaggi.

Elite e Le ragazze del centralino

Queste due serie tv Netflix hanno avuto meno successo internazionale nel 2019 rispetto alle prime due analizzate, tuttavia consigliamo di dargli una possibilità, anche perché in Spagna sono un vero cult. In Italia in realtà Elite è molto popolare fra i giovanissimi.

Le ragazze del centralino è interessante per vivere insieme alle protagoniste un preciso periodo storico, ben riprodotto nei costumi e nelle scenografie: la fine degli anni ‘20 a Madrid. Seguirai le prime lotte di emancipazione femminile, e fra tutte le serie tv Netflix citate è certamente quella che consente di seguire le trame sentimentali come motore principale dello show, a differenza delle altre serie analizzate.

In Elite torna la componente crime, ma si tinge dei toni del teen drama. La serie tv Netflix è ambientata tra la gioventù spagnola, in cui il fatto che scatena gli eventi nasce nel divario fra le classi sociali, e nelle diverse disponibilità tra ragazzi provenienti da famiglie di elite e ragazzi di famiglie operaie. Se l’ossatura della storia sembra a prima vista un po’ banale – 3 ragazzi poveri finiscono in un liceo per ricchi, con tutti i guai che ne possono conseguire – la componente crime e le dinamiche personali che si vanno dipanando nel corso delle stagioni, ancora in corso in questo 2019, tengono alta l’attenzione per gli amanti del genere teen / high school drama.

4 Tipologie di Pavimenti per la Danza e multifunzionali

Ottenere risultati nel mondo della musica richiede talento, passione, attitudine e tante altre qualità ma bisogna essere anche attrezzati bene. Oltre agli strumenti più ovvi e specifici per la disciplina che si pratica vi sono altri alleati decisamente utili. Abbiamo trattato in un precedente articolo l’importanza e le caratteristiche offerte dai pavimenti moderni per l’insonorizzazione, ora trattiamo un altro tipo di pavimento, quello per la danza!

Pavimenti danza: tipologie e materiali

Realizzabili con tipologie di materiali diversi, i pavimenti per la danza possono essere progettati per soddisfare esigenze specifiche. Legno, laminato, resina, vinile o supporti tecnici per adattarsi a diversi stili di danza. Spesso capita di dover realizzare un pavimento per uso versatile dedicato ad attività anche diverse dalla danza: eventi, feste, sport, riunioni, ecc. Dunque in queste occasioni occorre realizzare una pavimentazione che sia multifunzionale. Vi sono delle circostanze dove si necessita di pavimentazioni mobili per la danza, ovvero pavimenti assemblabili rapidamente per allestire superfici per saggi e spettacoli tenuti in trasferta ad esempio. Ottimi anche per chi vuole praticare danza a casa, quindi creare una “pista da ballo provvisoria”.

Pavimenti modulari per piste da ballo

Indicati per allestimenti provvisori, i pavimenti modulari offrono la possibilità di ottenere superfici specifiche anche in contesti distanti dalle scuole da ballo.
Sono pratici e facili da applicare: i moduli si collegano tra di loro per creare una superficie unica per la danza ma anche per altre attività correlate o diverse.
Spesso vengono utilizzate anche in sale sportive o spazi all’aperto per creare superfici antitrauma ad esempio.
Negli ultimi anni, è decisamente cresciuto l’uso di questo tipo di pavimenti visti i vantaggi che offrono. Sono utilizzati anche per attività sportive, fitness o per attività teatrali. Uno dei vantaggi principali è che una volta terminato l’evento, si ha un pavimento smontabile in pochi minuti.
Gli svantaggi di questa soluzione? È pur sempre una soluzione mobile, quindi non perfettamente fissata al fondo, non è la soluzione ottimale per chi necessita di una pavimentazione da tenere a tempo indeterminato.

Rotoli per pavimenti danza

Un’altra opzione sempre nella categoria dei pavimenti mobili sono i rotoli, sicuramente rispetto alle piastrelle modulabili, non sono comodissimi per il trasporto: i rotoli sono un pò più ingombranti. Solitamente sono in vinile, è una buona scelta per danza che prevede salti e sono di facile installazione, occorrente? rotolo e nastro!
I pavimenti in rotoli per la danza sono di facile manutenzione, per il lavaggio quotidiano è sufficiente del detergente diluito nell’acqua di lavaggio.
Attenzione però alle versioni specifiche, vi sono infatti diverse tipologie mirate a soddisfare diverse esigenze. Alcuni sono sottili, a basso valore antitrauma, altri più spessi e quindi più indicati per i salti. Differenti sono anche i gradi di scivolamento: la scelta della resistenza allo scivolamento più appropriata è da effettuarsi in funzione al tipo di danza. E’ sicuramente buona pratica testarne dei campioni magari con l’aiuto del proprio insegnante per determinare il grado di grip/scivolamento più adatto.

 

pavimento per sale di danzaI pavimenti tecnici professionali per la danza

I pavimenti per la danza professionali e specifici per mirati stili di ballo sono realizzati con un sottofondo sospeso. Diverse sono le tecniche di realizzazione, ad esempio possono prevedere uno strato iniziale di materiale morbido che ha funzione antitrauma ma anche di barriera a vapore (per evitare umidità di risalita). Si posano quindi i travetti, quindi i listoni del pavimento finale che saranno incastrati tra loro e ben fissati ai travetti. Il vantaggio di una soluzione del genere è che la superficie ha ottime caratteristiche di durezza che facilita la tecnica ma all’occorrenza diventa antitrauma grazie al sottofondo che sorregge il pavimento.
Naturalmente siamo di fronte a una delle soluzioni più costose, è performante per la danza ma specifica e non adatta ad ambienti multifunzionali.

Pavimenti multifunzionali per la danza e ricevimenti

Una superficie versatile e adatta per diversi utilizzi deve avere diverse caratteristiche per soddisfare veramente tante esigenze. Difficile ottenere i requisiti professionali dei migliori pavimenti per la danza in una superficie multifunzione, ma comunque con i giusti accorgimenti si ottiene un buon compromesso. Dimentichiamo i pavimenti in gres, troppo duri, e le fughe delle piastrelle in ceramica che non sono un elemento gradito esteticamente quantomeno tecnicamente per il ballo. Il parquet è troppo delicato per dei ricevimenti, si rovinerebbe subito dopo le prime feste.
Occorre un pavimento capace di adattarsi a diverse destinazioni di utilizzo. Con le malte resinose Infinity Indoor si ottengono pavimenti dalle caratteristiche particolari: sono continue e senza giunture, hanno un ottimo rapporto durezza/elasticità quindi non sono durissimi all’impatto, ma lo sono a sufficienza per essere sottoposti a intensa usura da calpestio vario. Hanno uno spessore di soli 3mm circa, adatti a essere posati su nuovi massetti ma anche su vecchie piastrelle senza demolirle. E’ un sistema multistrato, gli ultimi sono trasparenti e proteggono il colore dello strato centrale da graffi e macchie, resiste a ristagni di tante sostanze di diversa tipologia anche a contatto prolungato. Indicato quindi per sale ricevimenti che diventano piste da ballo amatoriali dopo cena.

Un pavimento per ogni esigenza

Abbiamo visto 4 categorie di pavimenti per la danza. Occorre valutare bene la destinazione di utilizzo che avrà la superficie che dobbiamo pavimentare. La scelta giusta darà modo di avere confort di utilizzo per le diverse attività svolte, inoltre è un fattore determinante anche per la durata che avrà la pavimentazione.

Come isolare acusticamente un pavimento

I pavimenti più comuni come quelli in piastrelle, graniglia, cotto e marmo hanno ottime caratteristiche di resistenza in generale ma uno dei loro svantaggi è che tendono a diffondere il rumore.

Anche un pavimento in legno non trattato può diffondere il suono e il rumore in modo spiacevole. Se stai prendendo in considerazione pavimenti in piastrelle o legno per una nuova costruzione o restauro, ci sono diversi prodotti e tecniche che possono ridurre i problemi di rumore prima che inizino.

Se invece ci troviamo di fronte a problemi di rumore relativi ad un pavimento esistente, bisogna solo essere un po’ creativi con alcuni prodotti che aiutano a ridurre l’eco e il rumore del calpestio. Ecco i migliori materiali per insonorizzare i pavimenti e migliorare l’acustica della tua casa o del tuo studio di registrazione!

Tipo di rumore: rumore aereo o strutturali

Distinguiamo innanzitutto due tipi di rumore, due tipologie diverse che si diffondono comunque attraverso pareti e pavimenti.

Rumore aereo

E’ un suono “volatile”, per intenderci quello dato dalla musica, dalle voci, dalla televisione, da attrezzatura rumorosa, ecc

Rumore strutturale

Questo viene causato solitamente da impatto, che sia direttamente sulla struttura o che sia su un tavolo non fa differenza. Classico e semplice esempio di un rumore strutturale sono i passi, specie quelli con suole dure o tacchi.

Generalmente in ogni struttura dove si desidera effettuare un buon lavoro occorre insonorizzare sia il rumore aereo che quello strutturale.

Tipologie di materiali per pavimentazioni insonorizzate

piano forte

Esistono moltissimi materiali per pavimenti dall’aspetto eccezionale, ma non così tanti prodotti che possono farli sembrare belli come sembrano. Il prodotto più comunemente usato è un sottofondo per isolamento acustico del pavimento, ma ci sono altre opzioni come il tappetino fonoassorbente, materassino in schiuma isolante, pannelli in sughero. Ecco una panoramica dei migliori materiali:

  • Materassino in gomma fonoisolante in rotoli da posare tra massetto e pavimentazione. E’ compatibile con pavimenti in ceramica, legno, marmo, in resina, ecc. Riducono i rumori causati da impatti ma anche la propagazione del suono.
  • Vinile fonoassorbente, solitamente in fogli sottili ma consistenti, riesce a smorzare il rumore, specialmente nei pavimenti.
  • Isolamento nel sottofondo: precisamente sotto il massetto viene posato uno strato morbido che funzionerà anche da strato distaccante del massetto rispetto al solaio. Questa è un’ottima soluzione che naturalmente andrà continuata lungo il perimetro verticale (tra massetto e pareti).
  • Resina, per questo particolare materiale in Italia vi è un produttore specializzato in pavimenti moderni senza fughe in malta resinosa, che offre questa soluzione, già nel formato standard riesce ad avere un abbattimento acustico anche se minimo. Il suo vantaggio è nei costi finali, nelle caratteristiche tecniche per l’uso quotidiano, nelle caratteristiche estetiche e nello spessore minimo (2mm circa). Attenzione a usare solo prodotti di qualità.
  • Pavimento in sughero, questa soluzione raccoglie diverse caratteristiche in un’unica superficie: fonoassorbenza, isolamento termico, ecologia, antitrauma e vari aspetti di resistenza

Tre dati da considerare:

STC (Sound Transmission Class) – E’ un valore numerico che definisce la capacità di un edificio, o in questo caso di un piano, di ridurre l’effetto del rumore aereo. Un STC più elevato consente al materiale di attenuare meglio il rumore quotidiano in ambienti con pavimenti in legno e laminato.

IIC (Impact Insulation Class) – IIC è il valore numerico che definisce la capacità di un pavimento di ridurre gli effetti del rumore da impatto, ad esempio passi, ma anche mobili e macchinari. Maggiore è il numero, migliore è il materiale a ridurre questi tipi di rumori.

Spessore e densità – Nell’insonorizzazione, la massa è importante. Pagherai un po ‘di più per l’aumento delle prestazioni se questo è importante per te. Ma anche i rotoli più sottili da 2 mm saranno molto meglio acusticamente rispetto a prodotti a basso costo nei grandi negozi per la casa.

Miglior isolamento acustico del pavimento

Sicuramente il proprio miglior sistema per insonorizzare il pavimento varia in base alle condizioni di partenza, quindi se possiamo agire sotto il massetto, tra massetto e pavimento oppure occorre un isolamento acustico per un pavimento esistente?
Altro dato importante possono essere le caratteristiche finali del pavimento desiderato e naturalmente il budget. Dunque servirà una soluzione personalizzata per soddisfare le specifiche esigenze.
I materiali più comuni sono il sughero, vinile, gomma e schiuma. Questi materiali hanno caratteristiche adeguate ad offrire un buon isolamento acustico e attenuazione degli impatti (passi) e anche in questo caso non vi è sempre un materiale migliore per ogni esigenza.

Il ritorno di Whitney Houston, un tour mondiale grazie al suo ologramma

Il prossimo mese di gennaio vedrà il ritorno sul palco di Whitney Houston. Si tratterà, però, solo di un ologramma, che sarà protagonista di un vero e proprio tour in giro per il mondo. Sul palco ci saranno anche ballerini, in carne e ossa, e una band, anche questa reale. La l0candina che serve a pubblicizzare l’evento mostra la cantante mentre sorride, indossando un paio di scarpe con i tacchi, una giacca brillante, dei jeans strappati. E, ovviamente, in mano ha il microfono.

Il tour mondiale do Whitney Houston in ologramma

Lo spettacolo si chiama “An evening with Whitney”: un modo per omaggiare – o per sfruttare a livello commerciale, a seconda dei punti di vista – la celebre artista morta a Los Angeles l’11 febbraio del 2012 a soli 48 anni a causa di un annegamento accidentale dovuto a problemi cardiaci e all’assunzione di droghe. La società Base Hologram è la responsabile di questa trovata tecnologica, che certo non mancherà di far discutere. Per l’impresa non è una novità, visto che tra gli ologrammi già proposti su un palcoscenico ci sono stati quelli di Frank Zappa, di Amy Winehouse e di Maria Callas.

Dove assistere allo show

Il debutto avrà luogo il prossimo 23 gennaio in Messico, ma poi il tour attraverserà l’oceano per spostarsi alla M&S Arena di Liverpool. Non sarà la sola tappa del Regno Unito, visto che sono già previsti concerti anche a Manchester e Leeds, prima del gran finale che andrà in scena a Londra il 10 marzo, nella cornice dell’Hammersmith Apollo. Nel resto d’Europa, l’ologramma dell’eroina di “I will always love you” apparirà, tra l’altro, in Ucraina, in Norvegia e in Belgio, mentre i fan del nostro Paese almeno per il momento saranno costretti ad aspettare. L’eredità di Whitney è gestita da Pat Houston, cognata della cantante, dopo che anche la figlia Bobbi Kristina è deceduta.

Gli ologrammi in tour

Nel novero degli artisti morti e poi risorti grazie agli ologrammi vanno menzionati anche Tupac Shakur e Billie Holiday, a loro volta tornati in scena a distanza di anni dalla scomparsa grazie alle tecnologie più recenti. Tra i cantanti di back-up che faranno parte dello spettacolo tributo alla Houston ci sarà anche suo fratello Gary, mentre la band sarà quella originale. Gli eredi della cantante sono riusciti a trovare un accordo con la Primary Wave, un’azienda che si occupa di marketing di canzoni classiche. Se negli anni precedenti Pat, che è la moglie di Gary, aveva rifiutato tutte le offerte piovutele addosso, qualche mese fa la situazione è cambiata.

Non solo tour

Il tour, infatti, non è che il primo step di una serie di iniziative che vedranno protagonista Whitney Houston: si continuerà con un musical che verrà allestito a Broadway e poi con uno show in stile Las Vegas. Ma non è tutto, perché un’altra novità molto attesa dai fan è un disco di pezzi inediti: è la casa discografica Sony che ne detiene i diritti.

Ologrammi e celebrità, un binomio di successo

Di un ologramma di Whitney Houston in concerto si era già parlato tre anni fa, quando la proiezione tecnologica della cantante avrebbe dovuto duettare niente meno che con Christina Aguilera. Era il 2016, ma alla fine di quell’idea non si fece più niente, a causa di un ripensamento in zona Cesarini da parte degli eredi. Pat Houston, intervistata dal New York Times, ha spiegato che ora è giunto il momento di cambiare i programmi: a beneficiare dei guadagni, oltre a suo marito Gary, saranno anche Cissy, la madre della cantante, e Michael, fratello di Gary e Whitney. Primary Wave ha acquisito la metà degli asset che riguardano la Houston, inclusi il diritto di sfruttare la sua immagine e i diritti d’autore per la musica e i film. La società ha già avuto successo con Paul Anka, Def Leppard e Smokey Robinson.

I libri sul marketing nel settore della musica

Quali sono i migliori libri sul marketing per il settore della musica che un musicista dovrebbe leggere? I libri, da sempre, rappresentano uno dei più efficaci strumenti di formazione. Essi servono a diffondere conoscenze, nozioni e dati connessi a una determinata disciplina: tramite un testo è possibile approfondire il proprio sapere e specializzarsi in qualunque ambito lavorativo.

Breve lista dei libri di marketing per il settore musicale

Non fa eccezione il settore della musica, che si basa non solo sull’abilità e sul talento delle band, ma anche su precise strategie di business e di comunicazione. Esistono diverse opere incentrate sul marketing musicale, che verranno elencate di seguito per una panoramica generale sull’argomento.

Come funziona la musica di David Byrne

Partiamo da uno dei più celebri scritti di David Byrne, dal titolo Come funziona la musica. L’autore, considerato un illustre antropologo ed esperto di storia e scienze sociali, ripercorre le proprie esperienze in giro per il pianeta alla scoperta delle tecniche e degli strumenti musicali più vari.

L’obiettivo è dimostrare che la creazione di una canzone non è un processo solitario, bensì il risultato di un contributo collettivo che giunge, in uguale misura, da ogni singolo membro della comunità.

Music marketing 3.0

Un’altra produzione famosa in merito è Music marketing 3.0. Storie e strategie per l’emersione dell’artista indipendente nel nuovo mercato liquido, di Marco Gardellin e Giovanni Vannini. In queste pagine si parla di come tutti gli ambiti, compreso quello musicale, siano stati rivoluzionati dallo sviluppo tecnologico e dal predominio del digitale: il discorso è condito da riflessioni sull’economia e sulle piattaforme web di ultima generazione.

Il libro di Michele Maraglino

Allo stesso modo fondamentale in questo campo è il libro di Michele Maraglino, Il segreto per vivere di musica, in cui si spiega come l’arte in oggetto possa diventare un vero e proprio lavoro. Non ci si sofferma ovviamente solo sul denaro, ma si offre una visione completa del mondo musicale, dei personaggi e delle figure che lo dominano. Molto interessanti sono gli stratagemmi delineati da Maraglino per incrementare i guadagni e, appunto, per “vivere di musica”.

Libri sul marketing per le nuove band di musica

La tua band o il tuo gruppo musicale è una start up: quando fare musica significa fare impresa è il titolo dell’opera di Thomas Brownlees, autentico professionista di music business. Come si può ben capire, lo scopo è mettere in evidenza che una band può essere considerata alla stregua di un’azienda o comunque di un’attività commerciale, con le proprie opportunità e i relativi rischi.

Questo testo è utile soprattutto per gli artisti emergenti, che non sempre sanno come muoversi in un panorama tanto ampio e variegato.

Industria musicale di Gianni Sibilla

Di argomento simile è L’industria musicale di Gianni Sibilla, uno studio approfondito sui meccanismi che regolano il mercato delle case discografiche e che portano alla costruzione dell’immagine di questo o quel cantante.

Si analizzano tutte le operazioni e le procedure tipiche del settore, che conducono alla realizzazione del prodotto finito (il disco). Quest’ultimo influenzerà, in positivo o in negativo, la popolarità di un gruppo o di un cantautore singolo.

Philosopy di Hoower e Voyno

Hoover e Voyno sono gli autori di The new rockstar philosophy. Manuale di autoaiuto per musicisti. Questa è l’epoca non tanto delle grandi etichette, quanto dei musicisti indipendenti: questi ultimi devono saper gestire la propria carriera e interpretare i mutevoli flussi di mercato.

Il testo in questione costituisce una funzionale raccolta di consigli e istruzioni, ed è destinato a tutti coloro che vogliono trasformare la loro passione in professione.

Effortless mastery (Kenny Werner)

Anche Effortless mastery. Libera il musicista che è in te, di Kenny Werner, può essere ritenuto una guida pratica per cantanti e strumentisti o aspiranti tali. Il concetto fondamentale espresso in queste pagine è l’importanza del pensiero creativo, che deve scorrere senza restrizioni e senza alcuno sforzo, affinché il risultato finale sia genuino e rispecchi appieno la mente e l’animo dell’artista.

Libri di marketing sui social media per musicisti

Boasso e Saracino

Un’altra pietra miliare nel campo della letteratura dedicata al marketing musicale è Social media marketing di Boasso e Saracino. Il libro parte da un assunto essenziale: al giorno d’oggi, le piattaforme social rappresentano un mezzo di comunicazione indispensabile.

Simili strumenti sono volti sia ai contatti con il pubblico, sia alla promozione di articoli, eventi e iniziative di ogni tipo. È necessario che chi mira a trovare un impiego nel mondo della musica sia a conoscenza delle principali strategie di web marketing e che le utilizzi per raggiungere un certo target.

Alfredo Rapetti Mogol e Giuseppe Anastasi

In Scrivere una canzone, di Alfredo Rapetti Mogol e Giuseppe Anastasi, ci si domanda come sia possibile che alcune melodie, a distanza di decenni, continuino a emozionare ed a far commuovere gli ascoltatori. Gli autori mettono in rilievo numerose analogie tra la musica e la poesia e fanno leva sul valore delle parole e della metrica in una canzone di successo.

Infine, dobbiamo menzionare Free: la fine dell’industria discografica. L’inizio del nuovo mondo musicale, di Stephen Witt, collocato a metà tra un saggio e un’inchiesta. L’argomento cardine è la pirateria e la sua storia, con tanto di casi gestiti dall’FBI, processi e sviluppo delle prime, rudimentali piattaforme per la condivisione dei file. Tramite il percorso delineato dallo scrittore si giunge al ruolo della Apple nel business degli MP3, che segnò una vera e propria rivoluzione in ambito musicale.

Lavorare con la musica: come fare e cosa sapere

Ti piacerebbe lavorare con la musica? Tutte le persone, o quasi, amano la musica: essa accompagna ogni momento della nostra vita, e fa da colonna sonora tanto agli attimi felici quanto a quelli tristi. Vi sono canzoni che trasmettono energia, altre che spingono alla riflessione, altre ancora che infondono sensazioni di relax al termine di una dura giornata.

Chi ha questa passione non di rado desidera trasformarla in una vera e propria professione. Non è essenziale saper cantare o suonare uno strumento, poiché vi sono molti campi che non richiedono tali competenze. La formazione necessaria dipende dall’obiettivo, ma esistono diversi master e corsi incentrati sull’argomento. Coloro che si chiedono come lavorare nel mondo della musica, quindi, hanno a disposizione numerose scelte: vediamo, di seguito, quali sono gli ambiti più diffusi legati a questa splendida arte.

Lavorare con la musica: comunicazione e web marketing

Iniziamo da quello che, con ogni probabilità, è il settore più ampio e trasversale, nel quale trovano impiego figure di vario genere. I successi musicali non possono prescindere da valide strategie di comunicazione: queste ultime sono finalizzate, per esempio, alla promozione di un CD, di un tour, di un singolo alla radio.

Un profilo di questo tipo sarà impegnato in un ufficio stampa, nella gestione dei rapporti con i giornalisti, nella pubblicizzazione di una hit presso le emittenti locali e chi più ne ha più ne metta.

Non meno importanti sono coloro che elaborano piani di web marketing, pubblicando post sui social e sulle testate online. Sappiamo bene quanto la rete sia fondamentale attualmente per la diffusione delle informazioni, e quanto siano indispensabili i professionisti che operano nel digitale.

Spesso, inoltre, i prodotti finiti virtuali sono popolari come quelli materiali (e forse anche di più): gli specialisti della rete realizzano compilation su internet e cataloghi vasti e differenziati.

SIAE e diritti

Tutte le categorie artistiche prevedono l’esercizio di determinati diritti: ciò vale per i libri, per il cinema e, naturalmente, per la musica. Non si parla solo dei classici diritti d’autore, ma anche di quelli connessi, riconosciuti sia alla mente creativa sia a soggetti quali le case discografiche, gli esecutori e così via. Come si può capire da questa premessa, si tratta di una branca estesa e liberalizzata, che quasi sicuramente causerà l’ingresso nel mondo del lavoro di figure innovative con nuove abilità e conoscenze. Senza dubbio una buona notizia per chi aspira lavorare nel settore musicale

Concerti dal vivo

Nelle esibizioni live, oltre ovviamente a quello della band, è importantissimo il contributo di una serie di profili. Nessun concerto andrebbe a buon fine senza l’intervento del Tour Manager, che gestisce gli spostamenti dei musicisti, l’orario delle performance, le relazioni con i proprietari dei locali, il budget e tutte le eventuali necessità legate alla struttura, al pubblico, al periodo dell’anno in cui si tiene l’evento.

Non dimentichiamo, poi, l’attività dei tecnici delle luci e del suono, nonché di coloro che si occupano del design e dell’allestimento del palco. Essenziali sono anche i campi del ticketing e del booking, che riguardano rispettivamente la vendita dei biglietti e la contrattazione in merito alla location. Va detto che per svolgere professioni del genere, specialmente quella di Tour Manager, bisogna essere disposti a viaggiare molto e a stare lontano da casa per mesi e mesi.

CD e discografia

Chi desidera trovare un’occupazione nel mondo della musica può prendere parte al processo che conduce alla realizzazione del prodotto finito, ovvero il disco.

Quest’ultimo, nonostante la recente supremazia del digitale, è comunque molto popolare tra i fan e i collezionisti: deve, pertanto, essere curato nei minimi dettagli, dalla confezione al booklet interno. È comprensibile che nelle operazioni siano coinvolte numerose persone, tra cui il direttore artistico, i tecnici dello studio di registrazione, il grafico che realizza la copertina e gli stampatori.

Fondamentali, inoltre, sono coloro che effettuano la distribuzione del CD nei punti vendita, tramite promozioni mirate e ben studiate.
Ricordiamo che negli ultimi anni è tornato in auge il vinile, con il suo gusto classico e tipicamente retrò. Lavorare nel settore musicale significa anche dedicarsi alla creazione e distribuzione di questi supporti di nicchia dedicati agli intenditori.

Lavorare con la musica alla Radio

Infine, un ultimo ambito in cui gli appassionati possono esercitare la propria professione è quello della radio. A differenza di quanto alcuni pensano, al giorno d’oggi moltissimi giovani e adulti si servono di questo dispositivo: secondo le statistiche, nel 2018 gli ascoltatori quotidiani sono stati in media 34 milioni.

Le figure più diffuse in questo campo sono il redattore, che gestisce le piattaforme social e la stesura dei programmi radiofonici, e lo speaker, la cui voce diventerà un autentico simbolo per i fan. C’è però chi preferisce essere parte dell’ufficio commerciale, che vende agli inserzionisti gli spazi destinati alla promotion, o dell’ufficio musica, nel quale vengono stilate le scalette settimanali.

Anche questo, dunque, è un mondo straordinariamente versatile, che offre opportunità di impiego agli amanti dell’arte in oggetto senza che si debba per forza saper suonare o cantare.

Ora hai tutte le informazioni che ti servono per iniziare a lavorare con la musica

Musica a Londra: dagli anni ’60 ad oggi

Musica a Londra: la scena musicale di Londra esplose negli anni ’60 con un’ondata di moda e cultura, adolescenti e adulti hanno adorato gli inni incentrati sulla gioventù di quegli anni.

I genitori della generazione adolescente degli anni Sessanta avevano passato la loro giovinezza a combattere per la propria vita durante la seconda guerra mondiale, quindi volevano che i propri figli fossero in grado di avere divertimento, libertà e sicurezza.

All’inizio degli anni ’60, i ragazzi erano già significativamente diversi da quelli di dieci anni prima ed uno degli aspetti più importanti e definitivi della loro vita era proprio la musica.

Anche se il rock and roll aveva cominciato ad avere un effetto sulla Gran Bretagna negli anni ’50, la vera svolta si ebbe nei primi anni Sessanta, quando emersero i gruppi di “British Invasion” come i Beatles e gli Who, e la musica iniziò davvero i suoi cambiamenti rivoluzionari.

Proprio il gruppo di Liverpool è un eccellente esempio di come le sette note abbiano influenzato la vita dei giovani (prima britannici, poi mondiali).

Nel 1967 il Lonely Hearts Club Band del Sgt Pepper divenne il punto di svolta nella musica inglese ed ispirò altri musicisti, come The Beach Boys e The Rolling Stones, che iniziarono a sperimentare nuovi suoni e a sviluppare brani musicali innovativi. I loro album successivi includeranno testi che avrebbero incoraggiato la ribellione contro le autorità, come “Revolution”.

Come un’altra influente band londinese che ha modellato Swinging 60s e British Invasion nel suo complesso, The Kinks ha messo in risalto materiale rivoluzionario che rivaleggiava con quello dei Beatles e di tutte le altre band contemporanee dell’epoca.

Musicisti britannici, come John Lennon, invitarono il popolo britannico (anche se la Gran Bretagna non era coinvolta direttamente) a rivolgere l’attenzione alle proteste contro il conflitto. Canzoni come “Give Peace a Chance” hanno mostrato alla gente gli orrori della guerra ed i fan dei cinque ragazzi di Liverpool hanno iniziato a seguire le orme dei loro idoli con l’obiettivo di raggiungere pace e libertà.

La musica a Londra nel periodo Hippie

Questo divenne uno degli aspetti più importanti associati al movimento “hippie”.

La musica ed i gruppi degli anni ’60 avrebbero aperto la strada ai più pesanti anni ’70 e a band come i Led Zeppelin, Black Sabbath, Deep Purple, e in seguito ai padri fondatori del moderno heavy metal come Judas Priest e Iron Maiden… “This is Pop” cantavano negli anni ’80 gli XTC, altro gruppo di decisa matrice “beatlesiana” come gli Oasis.

Tanti anche i fenomeni più o meno già tramontati come le Spice Girls ed i Take That, gruppi dalle cui ceneri sono nati elementi di livello superiore come Robbie Williams.

Per il ritorno a sonorità attecchite nella classicità pop inglese, si sarebbero dovuti attendere gli anni ’90, con il fenomeno britpop ed artisti come Oasis, Blur e Verve.

Sempre sulla cresta dell’onda rimangono però, anche i “vecchi” Elton John, Eric Clapton, David e tanti altri che hanno fatto la storia della musica inglese.

Oggi, invece, ad attirare il grande pubblico è soprattutto la musica dance ed i grandi DJ come Tiësto, Avicii e Skrillex, che hanno rilanciato la musica elettronica come spettacolo dal vivo direttamente nelle più famose e migliori discoteche di Londra.

J-AX: biografia e discografia

J-AX Biografia:  in questo articolo approfondiamo il percorso musicale di uno dei cantanti più amati dalle giovani generazioni.

Alessandro Aleotti, è un cantante italiano noto come J-Ax (abbreviazione di Joker Alex) , nato il 5 agosto 1972 a Milano. Dal 1990 al 2005, J-Ax  faceva parte del famoso e popolare gruppo rap italiano Articolo 31 che fondò con Vito Luca Perrini, AKA “DJ Jad”.

Nel 2006, J-Ax ha pubblicato il suo primo album da solista, “Di sana pianta”. Questo album, molto orientato al pop, ha generato non meno di sei singoli: S.N.O.B., Tua mamma, Ti amo o ti ammazzo, Acqua nella scuola, Piccoli per sempre ed Escono i pazzi.

Anche il singolo “Ti amo o ti ammazzo” è stato tradotto e pubblicato in spagnolo come “Te amo o te mato”. Si tratta di un album che ha continuato i temi utilizzati dagli Articolo 31, come conoscere l’amore (Ti amo o ti ammazzo), criticare la società (S.N.O.B., Tua mamma) e la protezione degli immigrati (Escono i pazzi, Fumo ancora).

Nel 2007 ha collaborato con The Styles per pubblicare il singolo “Più Stile”, che ha vinto agli MTV Europe Music Awards per “Best Italian Act”.

Nello stesso anno, pubblicò del materiale con alcuni degli “Spaghetti Funk”, una troupe che creò contemporaneamente agli Articolo 31 negli anni ’90 con Gemelli DiVersi, Space One, Raptuz TDK (uno scrittore) e molti altri cantanti che ora non sono più nella ciurma.

Dopo l’album “Di sana pianta”, ha pubblicato la canzone S.N.O.B. ricaricato con Space One, Gue Pequeno, Jake La Furia, Marracash, Don Joe e Fabio B. Nel 2007, ha anche partecipato a MTV Day con DJ Jad e ha riformato il loro vecchio gruppo per un giorno.

Nel 2007, J-Ax sposa in gran segreto Elaina Coker (fotomodella statunitense).

Ha poi collaborato con Grido, Thema, THG e Space One per registrare il brano “Amici un cazzo”, scrivendo anche tre canzoni in quell’anno: “Uno di noi”, un ringraziamento ai suoi fan, “Limonare al multisala”, per la colonna sonora del film “Ti stramo”, e “I vecchietti fanno oh”, il primo singolo del suo prossimo album.

Il progetto di J-AX: 2 CD ogni anno

All’inizio del 2009, il cantante milanese ha lanciato un progetto: pubblicare due CD nell’anno.

Il primo, Rap N’Roll è stato rilasciato alla fine di gennaio. Poco dopo, ha collaborato alla realizzazione di “Electric Jam”, disco di Pino Daniele con il quale canta in “Il sole dentro me” e “Anni amari”. Dopo avere partecipato, con Marracash, Le Vibrazioni e Giusy Ferreri, all’iniziativa di MTV “Tocca a noi”, che vuole sostenere tre proposte di legge scritte dagli studenti in relazione alla scuola, canta alcuni versi del brano “Domani 21/04.09” nell’ambito del progetto “Salviamo l’arte in Abruzzo”, a sostegno delle popolazioni terremotate dell’Aquila.

Nell’estate del 2009 ha pubblicato il suo terzo CD come solista, “Deca dance”.

J-Ax ha reso omaggio alla musica house con questo album con il singolo Deca Dance e singoli più tradizionali ” Come un sasso” e “Vendesi idolo”. Spiccano collaborazioni con Marracash, Jovanotti, Grido e Pino Daniele, che hanno preso parte all’album.

L’ex cantante del gruppo rap, il 6 maggio 2010 ha creato la band “Due di picche” con Neffa. Nel 2011, è apparso sul remix del singolo “Man of Simple Pleasures” dei Kasabian. Inoltre, presenta “Hit List Italia” su Mtv, in qualità di veejay al fianco di Valentina Correani, e prende parte a uno speciale di “Che tempo che fa” dedicato a Enzo Jannacci.

Nel 2014 è diventato giudice dello spettacolo The Voice of Italy. Nel novembre del 2016 comunica con un post, la gravidanza della moglie Elaina Coker, chiedendo di rispettare la privacy di futuro neo papà. All’inizio del 2017 esce il disco compiuto con Fedez “Comunisti col Rolex”.

Musica house

La musica house ebbe origine a Chicago durante la prima metà degli anni 80, subendo l’influenza di altri generi musicali tra cui la disco music e il funk. Si avvale dell’ausilio di strumenti come pianoforte, chitarre acustiche, chitarre elettriche e batteria. Il nome “house” deriva dal nome di un rinomato locale, il Wharehouse, dove si esibiva il DJ Frankie Knuckles, riconosciuto a tutti gli effetti come il fondatore di questo genere.

Si tratta inoltre di una musica che viene suonata perlopiù all’interno di discoteche, non a caso può essere considerata una vera e propria musica da discoteca. Trasmette una grande carica energetica e si balla facilmente. Spesso nei locali notturni esistono sale dove ci si scatena esclusivamente al ritmo della migliore musica di genere house del momento fino alle prime luci dell’alba. Negli anni sono stati prodotti innumerevoli dischi e singoli, molto amati dal pubblico dei più giovani.

Di recente sono nati anche eventi interamente dedicati all’house music e alla musica elettronica. Su tutti capeggia il Tomorrowland , un festival che attira spettatori provenienti da ogni Paese e dove si esibiscono DJ e musicisti in cima alle classifiche mondiali.

Musica house anni 90: lista dei migliori DJ italiani

Tra i cantanti di musica techno house più rinomati degli anni 90 ci sono:

Benny Benassi

Nel 2009 è stato proclamato uno dei 50 migliori DJ al mondo. Ha pubblicato 6 album ed ha preso parte anche al programma radiofonico Diabolika su radio M2O. Uno dei suoi maggiori successi è il brano Satisfaction ballato nelle discoteche di tutta Europa e non solo.

David Guetta

Viene considerato uno dei DJ e produttori di musica house ed elettronica più influenti. Ha pubblicato 7 album dall’inizio della sua carriera e ha venduto milioni di dischi. Vanta diverse collaborazioni con artisti celebri tra cui Madonna, Estelle, Lady Gaga e Sam Martin. La sua sorellastra, Nathalie Guetta, è un’attrice e in Italia è conosciuta per aver interpretato il ruolo della perpetua Natalina nella serie tv Don Matteo.

Gigi D’Agostino

Raggiunge la massima popolarità tra gli anni 90 e il 2000. Ha condotto alcuni programmi radiofonici e ha pubblicato ben 46 album.

Gabry Ponte

Fa parte del gruppo Eiffel 65 con cui ha venduto più di 10 milioni di dischi nel mondo. Ha una sua casa discografica indipendente, la Dance and Love. Ha collaborato con altri artisti di fama nazionale e internazionale.

Musica house del momento

Dopo la musica house 2015, 2016, 2017 e 2018, qual è attualmente la migliore house music? Ecco un elenco dei cantanti più rinomati al giorno d’oggi, produttori dei più bei pezzi house della storia della musica internazionale.

Zedd

Nato da due genitori musicisti, Zedd è uno dei DJ e produttori discografici più conosciuti. Ha vinto un Grammy Award nel 2014 per la migliore registrazione dance con il brano Clarity. Insieme alla cantante Katy Perry ha pubblicato il singolo 365.

Porter Robinson

All’età di appena 13 anni comincia a comporre musica elettronica. Nel corso della sua carriera ha partecipato a diversi festival tra cui il Tomorrowland. Il suo singolo Language uscito nel 2012 gli ha permesso di raggiungere la popolarità e di ottenere un riscontro positivo nella critica e nel pubblico.

Skrillex

Il suo vero nome è Sonny John Moore e ha fatto parte di due band prima di intraprendere la carriera di solista. Può vantare ben 8 Grammy Award vinti. Ha collaborato con la Red Bull alla produzione del documentario “Facciamo un’astronave” (2014).

Sebastian Ingrosso

È un DJ e remixer di house music svedese. Il suo gruppo, Swedish House Mafia, si è formato nel 2007 e dopo uno scioglimento nel 2012, c’è stata una reunion nel 2018. Dal 2003 ha una sua casa dicografica: la Refune Records.

Musica underground

Con la musica underground si fa riferimento a un genere che va al di fuori dei parametri commerciali tradizionali, solitamente si parla anche di musica indipendente. Fanno parte di questa categoria band e musicisti emergenti in cerca di successo, o comunque non affiancate da etichette discografiche. Ma qual è l’underground significato? Questo termine è imputabile ad una cultura che nasce dal basso intorno agli anni 50 negli Stati Uniti, più precisamente a un movimento teso a superare gli schemi della società contemporanea.

In Italia la cultura underground, quindi musica, cinema e letteratura, inizia a diffondersi nel corso degli anni 70 in contrapposizione al mainstream. Underground e mainstream, dunque, due generi totalmente opposti. I musicisti underground si fanno portatori di una musica di nicchia, consapevoli, il più delle volte, di non poter affiorare.

Oggi questo tipo di musica è diffuso sia a livello nazionale che internazionale. Può contare su un buon numero di seguaci, specialmente giovani che scelgono brani underground per accompagnare la loro quotidianità.

Musica underground anni 90

Durante gli anni 90 si assiste a un vero e proprio boom dell’underground. I DJ iniziano a puntare tutto sull’underground all’interno delle discoteche permettendo ai ragazzi di trascorrere ore di puro divertimento in compagnia degli amici.

In particolare tra i musicisti underground degli anni 90 non si possono non menzionare Tony di Bart, Celvine Rotane e Bobby Brown. Quest’ultimo ha vinto un Grammy Award ed è stato sposato con la regina del pop Whitney Houston da cui ha avuto una figlia, Bobbi Kristina Brown.

Conosciuto in tutto il mondo è il nome di Jaydee, un produttore discografico olandese che negli anni 90 ha portato al successo numerosi dischi underground. Tra questi c’è Plastic Dreams del 1992 che ha fatto ballare poi intere generazioni.

Gli artisti undeground sono innumerevoli. Molto di loro hanno ottenuto importanti premi e riconoscimenti. Anche nel nostro Paese i musicisti underground sono estremamente apprezzati.

Musica underground italiana

Quali sono i migliori musicisti e gruppi alternativi italiani più famosi? Eccone alcuni.

Black Box

Il gruppo era composto dal DJ Daniele Davoli, da Mirco Limoni e Valerio Semplici. Nel 1989 con il singolo Road on Time ottengono un successo clamoroso. Hanno svolto attività musicale dal 1989 al 1998. Sono 4 gli album da loro pubblicati.

Franco Moiraghi

Considerato uno dei DJ italiani più conosciuti anche all’estero. Si è esibito nei locali e nelle discoteche più ambite d’Europa diventando con il tempo icona dell’underground italiano. Ha remixato brani di artisti celebri come U2, Gloria Gaynor e Barry White. Partecipa spesso a fashion party e attualmente sta lavorando a nuovi pezzi musicali.

Ti.Pi.Cal

Gruppo originario della Sicilia che nel corso degli anni 90 ha raggiunto il picco della popolarità grazie a produzioni proprie e diversi remix di successo. Il nome del gruppo è legato alle iniziali dei cognomi dei tre componenti. Nel 1995 il loro singolo The Colour Inside raggiunge la vetta dei singoli più venduti nel nostro Paese.

Quale futuro per la musica alternativa?

Di recente sono nate nuove correnti di musica alternativa. Così l’underground ha subìto diverse sfumature, colpendo per la sua capacità di imporsi sulla scena musicale come un genere diverso da tutti gli altri ed esclusivo, in grado di formarsi e trasformarsi, di cambiare e di sorprendere ogni volta.

Negli anni a venire probabilmente assisteremo a una sempre maggiore diffusione di questo tipo di musica che ha letteralmente stregato gli amanti della musica techno e house, considerando che in qualche modo si tratta di un genere a loro molto vicino.

Energico, fantasioso e sempre originale, il genere musicale underground non è di certo destinato ad estinguersi ma anzi ad imporsi su altri generi più diffusi e più ascoltati come il pop, il rock, la musica dance, la musica jazz e la musica classica.

 

Musica jazz

La musica jazz è nata negli Stati Uniti d’America e sembrerebbe trarre origine dai canti che gli schiavi deportati intonavano per rendere meno pesante il lavoro e la loro condizione di schiavitù. Oggi questo genere musicale è diffuso in tutta Europa e nel mondo; ogni anno vengono organizzati regolarmente concerti di jazz e altri interessanti eventi. Il boom del jazz si ebbe tra gli anni 30 e 40 del Novecento quando divenne la musica da ballo dominante.

Sono state fondate innumerevoli scuole di jazz e il jazz può essere considerato un genere musicale molto amato anche dai produttori cinematografici; alcuni infatti lo hanno inserito nelle loro pellicole ingaggiando jazzisti famosi per girare determinate scene.

In Italia il jazz ha preso piede da alcuni decenni. Tra i cantanti più rinomati c’è Raphael Gualazzi vincitore del Festival di Sanremo 2011 e secondo classificato all’Euro Song Festival nel corso del medesimo anno. Ma ci sono anche gruppi conosciuti in tutta Europa come gli Avion Travel che hanno trionfato al Festival di Sanremo 2000 con il brano Sentimento.

Gli strumenti che il jazzista utilizza più comunemente sono:

  • tromba
  • sax
  • arpa
  • pianoforte
  • chitarra.

Ovviamente per poterli suonare al meglio è necessario prima studiarli. Ecco che quindi è possibile affermare come i musicisti di jazz sono persone estremamente preparate sul piano musicale. Spesso studiano anni e anni prima di cimentarsi nelle loro prime esibizioni dal vivo.

Il jazzista è generalmente capace di approcciarsi anche ad altri generi musicali come il pop e il pop rock. Insomma si tratta di musicisti a 360 gradi.

Musica jazz artisti famosi

Gli artisti più celebri a livello internazionale sono certamente Frank Sinatra, Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald. Nomi che hanno fatto la storia e che sono indimenticabili. I loro brani sono stati e ancora vengono eseguiti in Italia e all’estero.

A decretare il successo di questi musicisti è stata indubbiamente anche la loro personalità, la loro capacità di costruire un personaggio unico. Pensiamo a Frank Sinatra che si è distinto per la sue interpretazioni e per la sua carica energica, per il suo saper trasmettere sempre positività, oltre che per la sua voce profonda.

Spesso i jazzisti hanno un loro modo di esibirsi, di porsi con il pubblico, qualcosa che li rende affascinanti davanti agli occhi degli spettatori. Non a caso numerosi jazzisti hanno vinto premi e riconoscimenti in tutto il mondo.

Ci sono poi jazzisti come Gil Evans che si sono fatti portatori di declinazioni del jazz come il jazz elettrico e il cool jazz. Quando si parla di jazz non si parla mai di un solo tipo di jazz ma di numerose tipologie di jazz.

Musica jazz rilassante: a cosa serve?

Il jazz è di per sé una musica estremamente rilassante grazie alle sue melodie dolci e ricercate. Questo genere musicale viene spesso utilizzato durante il massaggio dall’estetista o per conciliare il sonno. Alcuni psicoterapeuti consigliano l’ascolto delle canzoni jazz per rimediare a ansia, stress, depressione e insonnia. Secondo diversi studi infatti la musica di genere jazz, così come la musica soft, può essere considerata a tutti gli effetti una vera e propria terapia. Fa persino bene all’umore! Un motivo in più per ascoltarla spesso. Oggi grazie ai numerosi dispositivi mobili la musica può essere sentita ovunque e in qualunque momento: porta il jazz sempre con te. Basta un MP3, un iPhone o un tablet.

All’interno di piattaforme digitali come YouTube o Spotify puoi trovare delle playlist complete delle più belle canzoni jazz per rilassarsi ma anche per studiare, leggere o lavorare in compagnia di una musica dolce. Svolgere attività lavorative o di studio con un sottofondo musicale adeguato aiuta a migliorare la concentrazione e quindi facilita l’apprendimento.

Storia del jazz dalla nascita ai giorni nostri

La storia del jazz ha origine a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento negli Stati Uniti d’America. Si tratta di un genere musicale che sarebbe nato dall’incrocio di canti di lavoro africani. In particolare, la musica del jazz è legata agli schiavi deportati in America.

storia del jazz

Tra 1930 e il 1940 il jazz conobbe degli anni d’oro; nacquero diverse band e divenne la musica da ballo dominante. Nel 1930 si diffuse lo swing che portò numerosi artisti, tra cui il sassofonista Sidney Bechet, a organizzare diversi tour.

Complice il sempre crescente pubblico, si assistette a una rapida diffusione di questo genere di musica in Europa e nel resto del mondo. Negli anni 80 cominciarono a formarsi le prime scuole di jazz europeo. Alcuni produttori cinematografici inserirono la musica jazz nelle loro pellicole, mettendola come sottofondo a determinate scene o ingaggiando veri jazzisti per suonare dal vivo.

Oggi la musica jazz è molto amata anche in Italia. Non è difficile imbattersi in qualche gruppo o musicista jazz, magari entrando in un locale o in occasione di un evento particolare. Il cantante nostrano Raphael Gualazzi ha contribuito a far conoscere e apprezzare ulteriormente questo genere con la partecipazione e la vittoria al Festival di Sanremo 2011 e classificandosi al secondo posto nello stesso anno all’Euro Song Festival.

Storia del jazz seconda guerra mondiale

Durante il secondo conflitto mondiale il jazz conobbe la sua massima espansione ed ebbe un ruolo molto importante. Infatti permetteva ai soldati impegnati a combattere al fronte di mantenere alto l’umore e contestualmente costituiva un canto di conforto e speranza per i loro familiari rimasti ad attenderli in patria.

Non a caso molti musicisti di jazz si arruolarono di propria volontà nell’esercito; la musica consentiva di distrarsi e di trascorrere momenti di pura spensieratezza a chi era costretto ad assistere impotente agli orrori della guerra.

Verso la fine dello scontro, il jazz conobbe un periodo di crisi. Molte sale da ballo vennero chiuse a seguito dell’applicazione di una forte tassa sugli intrattenimenti serali. Fu così che si sviluppo un nuovo genere: il bepop.

Musicisti e gruppi jazz più famosi

Vuoi sapere quali sono i musicisti più rinomati del genere musicale jazz? Ecco un elenco qui di seguito.

Louis Armstrong

Viene considerato a tutti gli effetti uno dei maggiori musicisti di musica jazz del XX secolo. Le sue interpretazioni hanno permesso a questo genere di evolversi e di espandersi, diventando così un genere celebre nel mondo.

Ella Fitzgerald

Nota anche come First Lady of Song aveva una voce molto potente che le permise di arrivare a collezionare ben 14 Grammy.

Frank Sinatra

È stato definito da molti critici la più grande voce del XX secolo. Lavorò anche come attore e conduttore televisivo statunitense.

I festival della musica jazz

La storia del jazz è quindi una storia molto lunga che arriva fino ai giorni nostri. Attualmente sono tanti e diversi i festival e gli eventi dedicati alla musica jazz, segno di un mondo che ha accolto positivamente questo genere musicale.

Estremamente conosciuto è il Roma Jazz Festival che si svolge annualmente all’Auditorium Parco della Musica e all’interno della Casa del Jazz e colomba jazzisti di fama nazionale e internazionale si esibiscono in performance mozzafiato. Ma ci sono anche il Torino Jazz Festival e il Bologna Jazz Festival.

Sull’intero territorio nazionale sono presenti anche dei locali dedicati al mondo della musica jazz.

Insomma, accanto alla musica pop, rock e rap, il jazz ha preso piede velocemente classificandosi tra i generi più ascoltati e più amati di sempre.

Musica hip hop

La musica hip hop iniziò a diffondersi negli Stati Uniti nel 1990, diventando poi uno dei generi più ascoltati e ballati di sempre anche nel resto del mondo.

I cantanti di musica hip hop rappresentano, specialmente per le nuove generazioni, delle vere e proprie star. Alcuni artisti hanno raggiunto la massima popolarità soltanto negli ultimi anni, grazie anche ai talent musicali e ai social che offrono la possibilità di promuovere i propri lavori. Altri sono voci affermate già da tempo nel panorama musicale nazionale e internazionale.

L’hip hop può essere considerato a tutti gli effetti un movimento; ha avuto origine probabilmente da alcuni balli di strada ad opera di giovani afroamericani e latinoamericani.

Vediamo quali sono le celebrità specializzate di uno dei generi musicali più in voga in questo momento e che possono vantare numerosi dischi venduti, oltre a premi e riconoscimenti importanti.

Musica hip hop: cantanti italiani

Fabri Fibra

Comincia la sua attività musicale negli anni 90 ma solo nel 2002 decide di intraprendere la carriera di solista dopo aver fatto parte del gruppo rap Uomini di Mare. Ha ottenuto diversi dischi d’oro e di platino, oltre ad aver venduto più di un milione di copie dei suoi dischi.

J-Ax

È un rapper e cantautore italiano. Dopo aver fatto parte del duo Articolo 31, tra i gruppi hip hop più conosciuti nel nostro Paese, ha avviato una sua carriera musicale, portando al successo brani come Tutto sua madre dedicata al figlio. Partecipa spesso a trasmissioni televisive in qualità di coach o presentatore. Tra le sue apparizioni si ricorda il talent The Voice of Italy e All Togheter Now.

Mahmood

Ad averlo reso celebre è il brano Soldi con il quale ha vinto il Festival di Sanremo 2019 e si è classificato secondo all’Eurovision Song Contest dello stesso anno. Ha scritto brani per altri artisti e ha partecipato al talent show X-Factor nel 2012.

Fedez

Vanta diverse collaborazioni con altri cantanti come J-Ax. I suoi concerti fanno spesso registrare il tutto esaurito.

Musica hip hop cantanti americani

Diddy

È uno dei migliori rapper americani, il più pagato al mondo. La sua fortuna deriva non solo dall’essersi piazzato in vetta alle classifiche, ma anche dalla sua rinomata linea di abbigliamento.

Jay-Z

Marito della nota cantante Beyoncé, ha veduto più di 100 milioni di dischi negli Stati Uniti, ottenendo inoltre ben 22 premi tra cui i prestigiosi Grammy Award.

Pitbull

Di origine cubana, questo cantante hip hop ha debuttato nel 2002 con il suo album Kings of Crunk. Ha scritto il singolo We are one per il campionato mondiale di calcio 2014 come inno ufficiale.

Cantanti donne hip hop

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo genere musicale molto energico viene cantato anche da donne. Tra le rapper donne più popolari ci sono:

Missy Elliott

Definita da numerose riviste e critici la Regina dell’hip hop, ha collaborato con tanti altri cantanti del calibro di Madonna, Katy Perry, Mariah Carey e Whitney Houston.

Cardi B

Ha ottenuto nel 2019 il premio Grammy Award per il miglior album rap. Il suo successo è nato su Instagram. Attualmente lavora anche come personaggio televisivo e attrice.

Tutti i generi musicali più ascoltati

GENERI MUSICALISono davvero tanti i generi musicali che nel tempo hanno preso piede In Italia e nel resto del mondo. La musica rappresenta da sempre una forma di arte estrema che si manifesta attraverso l’uso della voce e di strumenti musicali. Grazie alla musica le persone possono divagarsi, uscire fuori dalla loro routine quotidiana ballando, cantando o semplicemente rilassandosi. Perché la musica è energia ma è anche relax. Pensiamo alla musica soft che accompagna le lezioni di yoga le quali si svolgono spesso in palestra o all’interno di un parco. O ancora alla musica classica che include brani di Beethoven e Mozart e che aiuta ad allontanare stress e tensioni accumulate nel corso della giornata. Questi generi sono esattamente l’opposto della musica rock o heavy metal. Insomma la musica sembra soddisfare ogni gusto.

Ma quali sono i generi di musica attualmente esistenti? E quali quelli più amati? Vediamo di seguito un elenco completo.

 

Generi musicali italiani

L’Italia è uno dei Paesi dove la musica risuona ogni giorno nelle case, negli uffici, nei negozi, per le strade, nei pub, nei ristoranti, in un teatro o in auto. Grazie agli smartphone e ai tablet moderni inoltre la musica può essere ascoltata ovunque e in qualsiasi momento. Basta aprire la propria playlist e ascoltare i brani preferiti o in alternativa accedere a programmi di riproduzione digitale come Spotify e YouTube.

Nel nostro Belpaese un genere musicale molto ascoltato è il rap. Basti pensare che Fedez e J-Ax hanno venduto milioni di dischi e con i loro concerti sono in grado di riempire interi stadi.

Il rap è amatissimo soprattutto dai giovani che ne hanno fatto anche uno stile di vita indossando accessori tipici dei cantanti rap, come il cappellino con visiera girato al contrario.

Inoltre questo genere ha spopolato di recente anche all’interno dei più rinomati talent musicali come X-Factor e The Voice of Italy.

Tra gli altri tipi di musica estremamente apprezzati ci sono:

  • Musica napoletana
  • Musica pop
  • Musica rock
  • Musica lirica
  • Musica jazz.

La musica napoletana è il fiore all’occhiello della nostra penisola. Le canzoni napoletane più famose, portate alla ribalta da artisti come Pino Daniele e Lucio Dalla, vengono interpretate anche all’estero.

Per quanto riguarda il genere musicale pop, i brani più ascoltati oggi sono quelli di giovani e giovanissimi che si sono fatti conoscere partecipando a competizioni canore come il Festival di Sanremo tra i quali ci sono Ultimo, Mahmood e Francesco Gabbani.

Negli ultimi anni c’è poi stata una vasta diffusione del genere musical dove si assiste a brani che sono rivisitazioni di noti film o cartoni animati ma anche del genere latino-americano perfetto per accompagnare balli di gruppo, salsa e merengue.

Genere musicale pop: i migliori cantanti e gruppi italiani

Il pop resta comunque il genere più ascoltato da intere generazioni nel nostro Belpaese. I brani pop italiani sono spesso dei brani incentrati sul sentimentalismo o che invitano l’ascoltatore a riflettere su temi importanti di attualità tra cui l’immigrazione e la discriminazione. Alcuni cantanti pop italiani come Eros Ramazzotti, Renato Zero, Claudio Baglioni, Giorgia, Elisa, Laura Pausini tengono annualmente tour a livello internazionale, che quindi li portano a tenere straordinari concerti non solo in Italia ma anche all’estero.

I cantanti pop nostrani hanno collezionato numerosi premi e hanno ottenuto riconoscimenti a livello mondiale.

Oltre ai cantanti solisti, anche i gruppi pop italiani sono ascoltatissimi. Si pensi al Volo, ai Pooh, ai Boodmash, ai Nomadi e ai Matia Bazar.

Gruppi giovani e gruppi meno giovani, gruppi che si sono formati solo di recente e altri che hanno fatto la storia della musica italiana, cambiando spesso formazione.

Il Festival di Sanremo come icona della musica italiana

Il Festival di Sanremo rappresenta tutt’oggi il simbolo per eccellenza della musica italiana. Ha contribuito a portare al successo brani appartenenti ai più svariati generi.

In particolare, spesso, il Festival è stato il veicolo principale di diffusione della musica pop italiana nel mondo.

Molto brani napoletani inoltre hanno raggiunto il successo proprio grazie a Sanremo. Ma anche il rock è stato protagonista del Festival: non dimentichiamo che vi hanno partecipato artisti del calibro di Gianna Nannini e Vasco Rossi.

Determinati gruppi, come i Neri per Caso, si sono fatti portatori di un nuovo genere: quello della musica corale a cappella.

Generi musicali americani

In America tra i generi più amati ci sono la musica rock e pop. Alcuni cantanti americani hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica americana. Pensiamo a Frank Sinatra, Elvis Presley, Bod Dylan e Micheal Jackson. Altri, ancora oggi continuano a far ballare migliaia di persone con i loro brani di successo. Come non citare la reginette del pop Beyoncé, Madonna, Katy Perry e Lady Gaga?

Ma l’America è il paese dove ci si scatena tantissimo al ritmo della migliore musica rock. I gruppi musicali rock più popolari sono:

  • Led Zeppelin
  • Iron Maiden
  • U2
  • Metallica
  • Pink Floyd.

Assistere a un concerto rock dal vivo significa avere l’occasione di prendere parte a uno spettacolo senza precedenti fatto non solo di canzoni ma anche di luci, suoni, scenografie mozzafiato e divertimento.

Il rock, similmente al rap, è inoltre diventato negli anni uno stile di abbigliamento. Pantaloni con catene, maglie con teschi… insomma questo genere ha avuto talmente tanto successo da spingere i brand di abbigliamento a ideare abiti ispirati all’outfit delle rock star.

Generi musicali anni 80

Gli anni 80 hanno lasciato un’impronta indelebile nei ricordi di coloro che all’epoca erano adolescenti. Infatti proprio durante quel periodo, oltre alla musica pop e rock, si assistette a una vera e propria esplosione della musica dance che veniva trasmessa perlopiù all’interno delle discoteche.

Così si poteva ballare e ci si poteva scatenare per ore, magari sorseggiando nel frattempo un buon drink.

In quegli anni raggiunsero inoltre l’apice del successo film-musical come Grease, Saranno Famosi e Flashdance le cui colonne sonore si trasformarono in tormentoni, diventando le migliori hit del momento.

Elenco generi musicali da discoteca

Da ormai diversi decenni la discoteca è diventata il luogo per eccellenza frequentato da giovani che desiderano divertirsi e trascorrere qualche ora in compagnia dei propri amici.

Ma quali sono i generi tipici da discoteca oggi? Vediamone alcuni.

  • Revival anni 70-80 tra cui canzoni, talvolta remixate, di Raffaella Carrà e Lorella Cuccarini
  • Underground, ossia una sorta di jazz elettronico creata con l’utilizzo di effetti particolari al pc
  • Progressive che si caratterizza per l’assenza completa di testi
  • Industrial che ricalca un po’ la corrente metal
  • Hard Core
  • Musica Hip-Hop
  • Musica House

Spesso le discoteche hanno più sale, ognuna contraddistinta da un particolare genere musicale. Ai DJ va il merito di saper mixare nel modo giusto i brani e trasformare così il ballo in un’esperienza senza precedenti.

Non di rado, specialmente in occasione di festività particolari come il Carnevale, vengono organizzate serate a tema dove occorre partecipare in maschera e la musica è principalmente quella delle sigle dei cartoni animati.

Quali sono i nuovi generi musicali?

Con il nuovo millennio si sono diffusi generi musicali moderni che si distanziano dai generi classici. In particolare si parla di:

  • Musica trap che rappresenta una variante dell’hip-hop americano e che è arrivata alla popolarità nel 2010 grazie a rapper che si sono fatti conoscere con i loro brani sui principali social e sulla piattaforma digitale YouTube
  • Witch house, ossia un mix di musica house, dark e gotica
  • Vaporwave dove le canzoni più famose degli anni 80 e 90 vengono remixate, rallentate e ricomposte così da trasformarle in qualcosa di totalmente innovativo.

Stili musicali: paese che vai, genere che trovi

Se è vero che esistono generi diffusi in tutto il mondo è altrettanto vero che alcuni Paesi si caratterizzano per generi tipici locali.

Ad esempio in Irlanda è la musica irlandese a fare da padrona. La si può ascoltare entrando in un locale o anche per le strade delle principali città.

In India c’è la musica indiana che è stata poi esportata altrove e che è arrivata anche nel nostro paese. A chi non è capitato di scoprire un mercatino di musica indiana con tanto di incensi, CD musicali, scacciapensieri e collanine tipiche in vendita?

L’America è invece la massima espressione di generi come il country e il rock’n’roll.

La musica diventa una sfida

Con l’Euro Song Festival, la cui prima edizione venne lanciata nel 1956, cantanti provenienti da ogni parte del mondo si sfidano in una gara musicale senza precedenti.

L’Italia si è classificata al primo posto per ben due volte: una nel 1964 con Gigliola Cinquetti e la canzone Non ho l’età, l’altra nel 1990 con Toto Cotugno e la canzone Insieme.

Nel 2019 Mahmood ha ottenuto il secondo posto con il brano Soldi .

Il Festival viene vinto dal Paese che ottiene maggiori punti. Ogni Paese può votare per altri Paesi ma non per il suo. Un peso determinante nei risultati finali è dato dal televoto.

Durante questa straordinaria competizione canora è possibile ascoltare generi di musica diversissimi tra loro: dal pop al rock, dalla lirica alla dance, dall’heavy metal al rap. Straordinarie sono le scenografie e coreografie che accompagnano l’artista sul palco.

Annualmente assistono a questo evento musicale numerose persone dal vivo e milioni di persone da casa.

I premi della musica

Tra i premi musicali più importanti in ambito internazionale ci sono i Grammy Awards. Vincitori italiani di Grammy sono stati:

  • Andrea Bocelli
  • Laura Pausini
  • Luciano Pavarotti
  • Domenico Modugno.

Artisti con generi musicali differenti che però hanno ottenuto questo importante riconoscimento, portando la musica italiana nel mondo.

Il ruolo dei videoclip

I videoclip hanno un peso importante nella diffusione di brani online. Le immagini che accompagnano il suono sono in grado di far percepire in modo diverso la canzone stessa, creando in qualche modo maggiore empatia.

Alcuni videoclip sono girati da esperti digitali e hanno come protagonisti gli artisti o attori scelti tramite un’apposita selezione.

In epoca moderna, la diffusione di determinati generi musicali è stata favorita anche dai videclip, condivisi da migliaia di utenti in tutto il mondo.

Piattaforme come Spotify e YouTube hanno contribuito a rendere più facile la loro fruibilità, tali video possono infatti essere guardati da qualsiasi dispositivo e in qualunque momento.

Scegliere i stili musicali adatti per un evento

Può capitare di dover organizzare un evento come un matrimonio o un compleanno. In questi casi la musica è fondamentale per rendere il tutto più bello e divertente. La musica è sinonimo di spensieratezza, il simbolo del festeggiamento.

Per le nozze è meglio optare per più generi musicali che vanno dal pop-romantico al revival fino al latino-americano che consentirà agli ospiti di scatenarsi in coinvolgenti balli di gruppo.

Il compleanno richiede generi allegri e simpatici: quindi via libera alla musica leggera e divertente.

  • Se puoi cerca di scegliere musicisti o DJ che siano in grado di soddisfare tutte le tue richieste, in termini di stili musicali.

La musica da viaggio

Quale genere ascoltare on the road? Molte persone se lo chiedono, non sapendo bene cosa scegliere. La scelta dipende molto dai tuoi obiettivi. Se vuoi fare un viaggio rilassante allora opta per la musica classica, indiana o pop-romantica.

Se invece vuoi caricare al massimo le tue energie, allora non rinunciare a brani più movimentati di genere dance, rap o rock.

Insomma i generi musicali sono davvero tantissimi. Trovare un genere musicale in linea con i tuoi gusti e i tuoi momenti di vita quotidiani, non sarà un problema… Puoi creare la tua playlist e riascoltare così i tuoi brani preferiti ogni volta che lo desideri. Oggi ti basta avere uno smartphone o un tablet per scegliere i generi musicali e le canzoni del momento. Se sei in auto invece accendi la radio e lasciati conquistare dai brani trasmessi.

La musica fa bene alla mente ma anche al cuore e all’anima. Ci fa sentire meglio nei momenti di sconforto, ci fa divertire, ci fa amare, ci fa riflettere, ci fa emozionare… La musica è semplicemente vita! E proprio come disse Cicerone: “Una vita senza musica è come un corpo senza anima”.

Comprare followers su Instagram per promuovere la tua band

Comprare followers su Instagram e/o altri canali per promuovere la tua band potrebbe essere una strategia da attuare per accrescere la popolarità e visibilità del tuo gruppo.

Sempre più spesso le band musicali scelgono di sfruttare le potenzialità offerte dal web per farsi pubblicità e quindi ampliare il loro pubblico. In che modo? Uno dei modi più gettonati in

Prima di tutto realizzando delle pagine social dove inserire contenuti accattivanti ma anche informazioni, curiosità sul gruppo musicale ed eventi. Ecco ciò che puoi fare. 

comprare followers instagram

Come comprare followers Instagram e Facebook

Sul web hai un’infinità di strumenti a tua disposizione. Punta sulla pubblicità a pagamento mediante strumenti come Facebook ADS o in alternativa utilizza siti che ti permettono di acquistare followers per profili musicali su Instagram e altri social network come Facebook

Sempre più spesso i gruppi musicali scelgono di rivolgersi ad agenzie specializzate per comprare followers reali e attivi. Questo significa che devi investire un budget se vuoi veder decollare la tua attività musicale. Ma non preoccuparti!

Comprare followers Instagram conviene perché ti consente di aumentare notevolmente il numero di interazioni con i tuoi post e le tue pagine, ottenendo di conseguenza anche un maggior riscontro in termini di visibilità.

Acquistare follower italiani o stranieri reali e attivi

L’acquisto di follower è diventata una vera e propria disciplina del web marketing e quindi necessità di uno studio approfondito del target affinché i followers acquistati siano reali e attivi.

Come in tutte le attività anche il marketing musicale segue delle regole ben precise e sarebbe del tutto inutile per un musicista, un cantante o un gruppo musicale avere migliaia di follower falsi (fake followers) e di conseguenza inattivi.

Quindi quali sono le soluzioni migliori per comprare o acquistare followers reali e attivi in grado di portare beneficio alla tua band?

Tutto parte dall’analisi del settore e dei Social. Settore? Si perché anche la musica è business e quindi una band deve competere sul mercato con altri gruppi musicali per emergere o per ritagliarsi la sua nicchia nel mercato della musica. Ecco i step da seguire:

Fasi analitica

  • analizzare i competitor
  • analisi del target di riferimento potenzialmente interessato al tuo genere musicale
  • analisi del tuoi profili sociali e di quelli dei competitor

Fase di ottimizzazione dei profili sociali

  • Rendere il tuo profilo migliore a partire dalla Bio fino ad arrivare all’uso strategico degli hashtag.

Fase di acquisto dei Followers in target con il tuo stile

Nota bene che il punto non è aumentare i followers a casaccio tanto per far numero. Il rischio che corri se usi il “fai da te” o ti rivolgi ad un’agenzia poco affidabile è di ritrovarti migliaia di followers inutili che non giovano alla reputazione della tua band.

Quindi in che modo aumentare i followers di una band in modo sicuro? Si se le cose vengono fatte con criterio e professionalità

Si può anche aumentare followers gratis senza problemi? Ecco ricorda che dietro il gratis spesso si nasconde qualche brutta sorpresa o come diciamo a Roma una sòla. Comprare o acquistare followers potrebbe essere la soluzione per la tua band? Non avere fretta ma pensaci.

Cos’è Spotify e come aumentare i play

Curioso di sapere  come aumentare i play su Spotify? Ma prima di tutto cos’è Spotify? Te lo spieghiamo subito. Spotify non è altro che una piattaforma digitale che riproduce in streaming musica, video e podcast.

aumentare i play comprando follower

All’interno gli utenti possono scegliere tra milioni di brani e altri contenuti di artisti italiani e stranieri. Questo straordinario contenitore musicale, che negli ultimi anni ha dato del filo da torcere al più rinomato YouTube, offre servizi gratuiti e a pagamento ed è disponibile per diversi dispositivi tra cui computer, smartphone e tablet.

Spotify è facilmente utilizzabile e nello specifico permette di:

  • Creare librerie musicali in base ai propri gusti
  • Scegliere cosa ascoltare tramite le funzioni di ricerca
  • Creare delle proprie stazioni radio con i brani migliori del momento
  • Scoprire cosa ascoltano i tuoi amici e gli altri utenti iscritti.

Il mondo Spotify è tutto da scoprire e attraverso numerose funzioni consente di ascoltare la musica e vedere i video preferiti ovunque e in qualsiasi momento.

Cos’è Spotify premium

Rispetto alla versione free, Premium Spotify è più completa. Infatti offre la possibilità di scaricare musica e ascoltarla anche offline, eliminare ogni forma di pubblicità, avere a disposizione skip illimitati e audio di elevata qualità.

L’abbonamento prevede un periodo di prova di 3 mesi e sono previste delle promozioni speciali per gli studenti e le famiglie. Una volta terminato il periodo di prova si può decidere se tornare a utilizzare la versione free, disattivando il rinnovo automatico, o se continuare ad usufruire del servizio.

Si può anche risparmiare scegliendo di condividere l’abbonamento con qualche altro utente.
Strategie per aumentare i play su Spotify
Se sei un musicista o hai una tua band potresti voler acquistare maggiore visibilità su Spotify. In questo caso puoi elaborare una strategia mirata che comprenda da un lato una pubblicità sui tuoi principali canali social e sui gruppi inerenti il mondo della musica, dall’altro un investimento nella pubblicità online.

Nel primo caso quindi sfrutta Facebook e Instagram per invitare i tuoi seguaci ad ascoltare le tue canzoni su Spotify. Magari cerca di pubblicare dei post accattivanti che suscitino l’interesse delle persone che hanno scelto di mettere il like alle tue pagine. Ultimamente abbastanza utili sono anche i gruppi sui social dove hai la possibilità di promuovere post senza spendere un centesimo. Assicurati che i gruppi nei quali andrai a pubblicare trattino di musica e siano volti alla promozione di artisti.

In alternativa sfrutta la pubblicità online mediante strumenti come Facebook e Instagram ADS. Qui hai l’occasione di pubblicizzare post e selezionare il tuo target di riferimento impostando età, città o Regione e interessi.

Aumentare i play su Spotify comprando followers reali

Un’altra strategia, sempre più utilizzata da cantanti e gruppi musicali, è quella di comprare followers. Come si fa? Puoi affidarti ad agenzie specializzate che si occupano proprio di aumentare i play su Spotify. In questo modo, investendo un determinato budget, che può essere contenuto o più elevato a seconda degli obiettivi che intendi raggiungere, puoi rendere maggiormente visibili ed ascoltati i tuoi brani su Spotify, raggiungendo persone realmente interessate.

Arrivare al successo grazie alle agenzie che offrono queste tipologie di servizi è davvero semplice. L’attivazione del servizio è immediata. Ottieni play reali adesso!

Ukulele: la mini chitarra con un suono speciale

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Ho scoperto l’ukulele da poco tempo, un senso il suo suono particolare lo avevo sentito in molte canzoni famose e anche in molti spot pubblicitari. Capivo che non era una chitarra nel vero senso della parola ma aveva una sonorità simile.

Quindi ho deciso di approfondire questo strumento ed è anche il primo che inserisco in questa categoria sui strumenti musicali. Se vuoi imparare a suonare l’ukulele ti sarà utile avere qualche nozione in merito.

Qual’è il miglior ukulele?

Stai pensando di comprare l’ukulele? Se ti piace molto questo strumento al punto di volere imparare a suonarlo la tua è una buona domanda, tuttavia ti suggerisco prima di comprare uno strumento costoso di orientarti su un ukulele dal prezzo medio, in questo modo potrai testare e vedere se fa realmente per te. Se proseguirai ad impararlo allora potrai sempre decidere di investire i tuoi soldi sui migliori ukuleli in commercio.
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Ukulele prezzo

Quanto costa questo strumento? Ovviamente dipende dalla tipologia. Ecco alcuni prezzi che puoi trovare su Amazon
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Origine e storia dell’ukulele

Come già detto ha la forma di una chitarra piccola. Infatti si inserisce nella famiglia di strumenti detti anche cordofoni.

Lo strumento è diretto parente del cavachino, tipo dal Portogallo e poi è stato adattato alle Hawaii. Se ricordi un po’ la storia del Portogallo nel corso del 1800 le Hawaii furono colonizzate dai portoghesi. Che portarono con loro le loro tradizioni musicali e anche questo piccolo strumento.

Fu inventato nel XIX secolo da immigrati portoghesi trasferiti nelle Hawaii. Il nome in lingua hawaiana significa essere saltellante e sembra essere collegato alla velocità con cui abitualmente questo strumento viene suonato.

In genere quando parliamo di questo strumento con il pensiero si vola subito alle spiagge assolate delle Hawaii, ma è stato molto usato, e in definitiva sta tornando alla ribalta, nella musica rock, pop e jazz. Negli anni passati, in tanti ci hanno preceduto integrando questa mini chitarra nei propri gruppi musicali.

Negli ultimi anni anche gruppi musicali italiani stanno proponendo una revisione di molte canzoni popolari, riadattandole con questo strumento
Ma ora torniamo alla storia dei migranti portoghesi che decisero di tentare la fortuna nelle Hawaii dove un lavoro faticoso li attendeva; la coltivazione della canna di zucchero.

Fra questi migranti (erano più o meno 20000) tre uomini in particolare si distinsero per una competenza particolare, quella di essere mastri liutai. D’altra parte il Portogallo è famoso per i suoi strumenti di musica folkloristica.

I tre inventori dello strumento conosciuto con tale nome sono:

  • Augusto Diaz
  • Jose do Espirito Santo
  • Manuel Nunes

In sostanza questi tre crearono una sorta di ibrido o di fusione tra due strumenti con tante caratteristiche vicine al moderno ukulele.

I due strumenti in questione erano la braguinda (l’origine del nome deriva dalla città di Braga) e il rajão.

Da subito la mini chitarra hawaiana si è stato fatto strada nel cuore dei polinesiani diventando uno degli strumenti più famosi e popolari anche grazie ad un artista famoso, Roy Smeck lo suonava in modo fantastico, ecco un video con una sua esibizione

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Poi arrivò il periodo della grande e anche il cavachino evoluto sembrò spegnersi come una candela. Ma quando si spegne una candela se ne può accendere un’altra, in un altro luogo! Infatti lo strumento inventato dai portoghesi prese piede nel cuore di un artista britannico George Formby, che lo fece conoscere in Gran Bretagna.

Chi non ricorda la rivoluzione degli anni 60 con i suoi figli dei fiori e nuove correnti musicali? Anche l’ukulele trovò un posto d’onore in quel periodo frizzante e tormentato, ad esempio gruppi come Beach Boys composero canzoni in cui fu usato come strumento per gli arrangiamenti musicali.

Nel corso degli anni si sono succeduti molti gruppi e singoli artisti che hanno usato questo strumento musicale nelle loro composizioni che, come già detto sta vivendo nuovamente periodo di gloria.

Ora dopo la storia vediamo qualche informazione in più su questo strumento dal punto di vista pratico e musicale

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Tipi di ukulele

Lo strumento si suddivide in 5 categorie

Sopranino

E’ il piccolino di famiglia se vogliamo affettuosamente chiamarlo così. Le dimensioni sono molto ridotte ed sicuramente più e meno comune. Se sei una donna amante di questo genere di strumento lo trovi perfetto perché può tranquillamente entrare nella tua borsetta !! Il suono è abbastanza acuto ma riuscirai un sentirlo bene comunque. 

Essendo molto piccolo, bisogna esercitarsi parecchio per fare le cose particolari come l’arpeggio o lo fingerpicking. D’altra parte io sono molto bello e può non essere facile Ovviamente più difficile è maggiore è la soddisfazione!

Lunghezza vibrante Lunghezza totale Tasti
30 43

Soprano 

È una tastiera e un corpo dalle dimensioni più piccole ed è molto bello anche per i bambini che vogliono imparare a suonare l’ukulele così da tenerlo bene tra le mani e le braccia. Ha anche il vantaggio di avere un prezzo minore e più contenuto rispetto agli altri. Perfetto per chi vuole iniziare a suonare l’ukulele

Lunghezza vibrante Lunghezza totale Tasti
33 centimetri 53 cm 10-12

Concerto

Benché sia ​​più grande rispetto al soprano, la tipologia concerto conserva comunque il suono tipico del cavachino evoluto. Meno usato rispetto al soprano anche perché il costo è superiore. Ha però un vantaggio rispetto al soprano e sopranino perché è un po ‘più grande e ha una sonorità migliore senza rinunciare a suonare le stesse musiche che si possono suonare con gli altri due tipi menzionati sopra

Lunghezza vibrante Lunghezza totale Tasti
38 58

Tenore

II preferito dei solisti. C’è da dire che rispetto ai piccolini della famiglia la sua sonorità è più profonda, ma resta calda, piena e appunta molto amato dai professionisti. Il tenore ha giocato un ruolo fondamentale anche nella diffusione a livello internazionale di questo strumento perché è usato dai principali maestri, nei loro corsi video e nei concerti.

Lunghezza vibrante Lunghezza totale Tasti
43 66

Baritono

Il baritono non è molto diffuso, forse perché il suono assomiglia più a quello della chitarra che a un simile alla mini chitarra hawaiana. La dimensione infatti si avvicina molto a quello di una chitarra. Però se sei un collezionista non può mancare.

Lunghezza vibrante Lunghezza totale Tasti
48 74

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Canzoni con l’ukulele

Ecco una lista di canzoni straniere

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  • somewhere over the rainbow
  • can’t help falling in love
  • despacito
  • perfect
  • don t worry be happy
  • twenty one pilots
  • jingle bells
  • all of me
  • shape of you
  • father and son
  • redemption song
  • ed sheeran
  • bohemian rhapsody
  • the sound of silence
  • lemon tree
  • hallelujah
  • la vie en rose

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Accordi e canzoni italiane

Di fatto si potrebbe suonare qualsiasi cosa con l’ukulele ecco la lista delle canzoni italiane generalmente suonate con questo strumento

  • Mentre tutto scorre dei Negro Amaro
  • Il gatto e la volpe di Edoardo Bennato

Accordi e Canzoni facili per imparare a suonare l’ ukulele

  • Gianna di Rino Gaetano
  • La canzone del sole di Lucio battisti

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Come suonare l’ukulele

Il modo migliore sarebbe quello di prendere delle lezioni , alcuni gruppi specializzati tengono corsi in tutte le grandi città come Roma, Milano..

Esistono anche molti video su Youtube e corsi online.
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Accordare l’ukulele

Ti chiedi come accordare l’ukulele? Forse il modo migliore è farselo spiegare da esperti in questo tipo di strumento. Si può accordare ad orecchio oppure usando uno specifico strumento che puoi approfondire su questo link: cos’è l’accordatore di ukulele
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Storia del rock

La storia del rock ha origine a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento e si sviluppa negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Trae spunto dal genere rock and roll ma anche dalla musica country e dalla musica folk.

Si caratterizza per l’uso di strumenti musicali come il basso elettrico e la chitarra elettrica. Nel corso del tempo oltre al rock puro si sono imposti dei sottogeneri come l’hard rock, il pop rock, l’heavy metal, l’hardcore e  il rock elettronico.

Oggi i cantanti e i gruppi musicali rock sono seguitissimi. I concerti rock, sempre molto energici, trasmettono agli spettatori una carica positiva, invitandoli a ballare, a cantare  e a scatenarsi sotto al palco.

Storia del rock americano anni 70

Gli anni 70 hanno rappresentato un’epoca d’oro per il rock. In particolare proprio durante quegli anni si imposero sulla scena gruppi destinati a diventare famosissimi grazie ai loro brani. Tra questi:

Led Zeppelin 

Secondo una classifica stilata dalla rivista Rolling Stone, risultano al 14esimo posto tra i migliori 100 artisti di sempre.  Sono stati tra i primissimi a portare il genere rock nel mondo, proponendo quindi qualcosa che all’epoca era assolutamente innovativo. Sono entrati nel Guiness dei Primati per il maggior numero di vendite di biglietti per una singola esibizione dal vivo (2007).

Dire Straits

Nati nel 1977, i Dire Straits sono un gruppo molto conosciuto. Leader per eccellenza è stato il chitarrista, cantante e compositore Mark Knopfler. Hanno pubblicato 12 album e ottenuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui 4 Grammy Awards.

Storia del rock americano anni 60

Abbiamo visto i migliori gruppi rock anni 70, ma chi furono i pionieri di questo genere nel corso degli anni 60? Vediamone alcuni.

Pink Floyd

Formatosi nella seconda metà degli anni 60 hanno portato al successo canzoni di genere rock progressivo, art rock e rock psichedelico. Ne ha fatto parte Roger Waters che oggi continua la sua carriera da solista e che ha tenuto diversi concerti anche in Italia; uno degli ultimi a Roma presso il Circo Massimo. I Pink Floyd sono tra i primi a organizzare concerti con l’ausilio di luci, fumi, laser e fuochi d’artificio al fine di creare spettacoli mozzafiato.

The Doors

Il gruppo è stato fondato nel 1965 e tra i suoi componenti ci fu il celebre Jim Morrison. I The Doors hanno pubblicato 50 album e sono considerati a tutti gli effetti una delle band rock più amate di sempre. Il loro primo album, The Doors, si rivelò un successo mondiale. Molti dei brani di questo gruppo sono stati tradotti e reinterpretati in italiano.

Il rock italiano

A partire dagli anni 90 il rock cominciò a diffondersi un po’ ovunque, raggiungendo anche l’Italia. Ad  oggi tra i gruppi rock più famosi nel nostro Paese si possono menzionare i BlueVertigo e i Subsonica.

Per quanto riguarda invece i cantanti rock rinomati italiani ci sono Gianna Nannini, Vasco Rossi e Piero Pelù.

Insomma oggi il genere rock è diffuso in tutto il mondo ma le sue origini si devono all’influenza che ebbero i gruppi musicali americani e britannici a partire dagli anni 60.

Musica napoletana

La musica napoletana è amatissima non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. Alcuni brani tipici napoletani sono stati reinterpretati da noti cantanti stranieri. Insomma l’Italia può vantare meravigliose canzoni che sono entrate a far parte della storia della musica non solo italiana ma anche internazionale.

A contribuire alla diffusione della canzone napoletana fuori dall’Italia sono stati artisti del calibro di Elton John, Frank SInatra, Céline Dion, Luciano Pavarotti, Lucio Dalla, Andrea Bocelli, Claudio Villa e tanti altri cantanti non napoletani che però si sono innamorati di questo genere.

Le origini della musica napoletana

Le prime canzoni napoletane risalgono già al XV secolo. Influente fu sicuramente la villanella, una forma di canzone profana tra il rustico e il comico che ebbe origine proprio a Napoli. Successivamente, nel corso del Seicento, apparvero i primi ritmi di tarantella.

Nel 1768 alcuni musicisti anonimi composero Lo guarracino, celebre tarantella.

Tuttavia la canzone classica napoletana iniziò a dominare il panorama musicale soltanto a partire da inizio ‘900 per raggiungere poi l’apice del successo nel corso degli anni 70.

Musica napoletana: i brani e gli artisti più famosi

Tra i cantanti napoletani più conosciuti e amati dal pubblico, non si può non menzionare Pino Daniele che nel 1977 compose alcune delle canzoni napoletane più famose tra cui Napule è, Terra Mia e Je so’ pazzo.

Altro brano napoletano memorabile è Caruso, scritto e interpretato nel 1986 da Lucio Dalla.

Il genere neomelodico napoletano venne portato alla ribalta da Nino D’Angelo che però, dopo un periodo di forte depressione, decise di scrivere canzoni a tema sociale e di vita quotidiana abbandonando il genere romantico.

Nacquero negli anni 90 dei gruppi musicali come Almamegretta e 99 posse che proposero brani napoletani rivisitati in chiave elettronica-rap.

Nel 1992 Mia Martini interpretò Cu’mme assieme a Roberto Murolo e Enzo Gragnaniello.

Oggi icona della canzone napoletana contemporanea italiana è Gigi D’Alessio che vanta numerosi successi musicali. I suoi concerti sono seguitissimi.

Il ruolo del Festival della canzone napoletana

Un’influenza nella diffusione di questo genere musicale la ebbe il Festival di Napoli, ossia una competizione canora che si tenne a Napoli dal 1952 al 2004. Dal 2015 il Festival, sotto il nuovo nome di Festival di Napoli New Generation, si tiene all’interno del teatro Politeama nel mese di settembre.

Tra i vincitori storici figurano Nilla Pizzi e Franco Ricci, Claudio Villa e Maria Paris, Domenico Modugno e Ornella Vanoni, Peppino Di Capri e Gianni Nazzaro. Tra i conduttori si ricordano Pippo Baudo e Mike Bongiorno.

Gli strumenti tipici e la musica di Napoli nel cinema

Per accompagnare la canzone napoletana vengono spesso utilizzati strumenti musicali come:

  • il mandolino
  • la chitarra
  • i tamburelli
  • le nacchere
  • il pianoforte.

Molti di questi strumenti sono apparsi in diverse pellicole cinematografiche dove la musica di Napoli ha avuto un ruolo importante.

Alcuni film italiani, in particolare quelli con protagonisti Totò, Nino D’angelo o Sophia Loren, hanno permesso alla musica partenopea di raggiungere un vasto pubblico. Tra i film con canzoni napoletane si ricordano:

  • Ladri di biciclette (1948)
  • Carosello napoletano (1954)
  • L’oro di Napoli (1954)
  • Totò, Peppino e la… malafemmina (1956)
  • Un jeans e una maglietta (1983).

Cantanti stranieri anni 80

I cantanti stranieri anni 80 che hanno inciso brani semplicemente memorabili sono davvero tantissimi. Alcuni sono giunti al successo dopo aver fatto parte di un gruppo musicale e aver quindi intrapreso la carriera di solista. Altri si sono affermati nel mondo della musica straniera a seguito di una lunga gavetta comprensiva di esibizioni in locali e partecipazione a festival o gare canore.

Ad aver lasciato un’impronta indelebile sono anche i videoclip della musica anni 80, sempre coinvolgenti ed emozionanti.

Amatissime in quegli anni furono le canzoni pop nonché la dance music. I ragazzi si davano appuntamento nelle principali discoteche delle città per ballare proprio sulle note dei brani più famosi del momento.

Di seguito ecco una lista dei migliori cantanti stranieri che proprio nel decennio che va dal 1980 al 1990 raggiunsero l’apice del successo a livello mondiale.

Cantanti stranieri anni 80 pop

Whitney Houston

Considerata una delle voci pop più belle di sempre, la Houston ebbe un enorme successo proprio negli anni 80. Ha vinto ben 6 Grammy Award e altri importantissimi premi. Noto è il brano I will always love you che è stato anche la colonna sonora del celebre film “Guardia del corpo” con protagonisti Kevin Kostner e la stessa Houston.

Céline Dion

Iniziò ad imporsi come cantante emergente negli anni 80 e vinse l’EuroVision Song Contest del 1988 dove rappresentò la Svizzera. Indimenticabile è la canzone My heart will go on, colonna sonora del pluripremiato film Titanic con protagonisti Leonardo Di Caprio e Kate Winslet.

Madonna

Le sue canzoni hanno fatto ballare migliaia di persone. Il brano Like a Virgin è solo uno dei tanti brani conosciutissimi. Madonna ha inciso ben 29 album ed ha collezionato numerosi premi e riconoscimenti. Lavora anche come attrice, regista, stilista e ballerina. Ha partecipato a diversi programmi televisivi.

Cantanti stranieri anni 80 rock

Jon Bon Jovi

Ha pubblicato due album da solista ed è fortemente impegnato sul piano sociale. Oggi è considerato l’icona del genere rock ed è leader del gruppo musicale Bon Jovi.

Joey Tempest

Conosciuto anche come “capellone” per via della sua capigliatura lunga e folta, Tempest scrisse e cantò diversi brani. Tra questi ci fu il brano Start from the Dark scritto per un’altra band, gli Europe, e che portò proprio questo gruppo ad avere una grandissima fama a livello internazionale.

Cantanti stranieri dance musical anni 80

Olivia Netwon John

Passata alla storia come attrice del film Grease, la Newton John è stata anche una rinomata cantante. Nel 1981 pubblicò il singolo Physical seguito dall’omonimo album che riscosse un grandissimo successo, tanto da farle vincere diversi dischi d’oro e di platino. Vanta collaborazioni con altri artisti importanti tra cui Elton John e Micheal Jackson.

Irene Cara 

Nel 1980 recitò nel film Saranno Famosi e cantò il brano Fame che vinse l’Oscar per la migliore canzone e la rese celebre in tutto il mondo. Ma è nel 1983 che raggiunse il massimo successo con la canzone Flashdance… What a feeling , colonna sonora della pellicola cinematografica Flashdance con protagonista l’attrice Jennifer Beals nel ruolo di Alex Owens. La Cara divenne poi leader del gruppo Hot Caramel.

Concerti 2019 in italia: lista eventi

Ecco la lista dei concerti del 2019 in Italia. Scopri l’evento che fa per te.

Abbiamo raccolto in questo articolo un listato completo di tutti gli eventi musicali live che si svolgeranno nei vari luoghi in cui avranno luogo i vari concerti.

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Concerti 2019 in Italia: mese di Aprile

concerti in Italia 2019 foto Alessandra AmorosoConcerti di Alessandra Amoroso 2019

Il concerti di Alessandra Amoroso si tengono in due date del mese di aprile

 

 

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  • Il 15 aprile a Potenza presso Pala Basento
  • 19 aprile Cagliari presso la Fiera. Vedi la mappa

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Concerti  2019 in Italia di Elisa

concerti di Elisa in Italia nel 2019

 

Ecco le date dei concerti in Italia del 2019  di Elisa una delle cantanti italiane di rock alternativo amate non solo in Italia ma anche all’estero. Potrai sentirla ad aprile in diverse date e diverse città dove sono stati programmati i suoi concerti.

 

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I concerti di Claudio Baglioni nel 2019

Claudio Baglioni concerti 201922 aprile a Trieste Claudio Baglioni terrà il suo concerto per il 2019 nel Allianz Dome, clicca qui per le indicazioni stradali

Il 24 e 26 aprile nel Forum Nelson Mandela a Firenze,  clicca qui per vedere la mappa

 

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Roberto vecchioniIl concerto 2019 di Roberto Vecchioni

Roberto vecchioni canta nella città di Verona il 23 aprile al Teatro Filarmonica

Indirizzo: Piazza Bra, 1, 37121 Verona VR

 

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massimo ranieriMassimo Ranieri concerto 2019

Si tiene nel PalaPaternesi di Foligno il 24 aprile

Indirizzo: Via Monte Cucco, 06034, Foligno (PG)

 

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Marco MengoniMarco Mengoni

Tiene il suo concerto il 27 aprile e replica il 28 nel Pala Alpitour a Torino

Indirizzo biglietteria: Via Filadelfia 82

 

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UltimoUltimo in concerto nel 2019

Canta al Palasele a Eboli il 27 aprile. Indirizzo: Via dell’Atletica, 84025 Eboli SA

Il 30 aprile invece lo troviamo a Bari nel Palaflorio. Indirizzo: Viale Archimede, 70126 Bari BA

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Cantanti italiani anni 2000

Tanti i cantanti italiani anni 2000 che hanno raggiunto l’apice del successo proprio con l’avvento del nuovo millennio e che ancora oggi riempiono stadi e arene con i loro concerti. Molti di loro hanno avuto notorietà anche all’estero, vincendo premi e ottenendo riconoscimenti importanti.

A dare visibilità ad alcuni delle più note voci italiane del 2000 sono stati i talent musicali come X-Factor, The Voice of Italy e Amici di Maria de Filippi.

Insomma la musica italiana anni 2000 ci ha regalato e continua a regalarci canzoni straordinarie di ogni genere: dal pop-melodico al rock fino al rap.

Ma chi sono gli artisti più rinomati e amati? Ecco una lista dei cantanti italiani che hanno venduto più dischi in assoluto e che sono diventati gli idoli di giovani e meno giovani.

Cantanti italiani anni 2000 pop – dance music

Tiziano Ferro

Ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica già negli anni 90 ma la popolarità arrivò nel 2001 con il lancio del suo primo singolo Xdono che arrivò in poco tempo in vetta alle classifiche europee e anticipò l’uscita dell’album Rosso Relativo. I brani di Ferro sono diventati delle vere e proprie hit. Le sue canzoni più conosciute come Sere Nere e Ti scatterò una foto hanno fatto da colonna sonora al film Tre metri sopra al cielo.

Alessandra Amoroso

I suoi concerti fanno registrare in brevissimo il tutto esaurito. La sua voce, molto particolare, ha emozionato e continua ad emozionare cantando brani come Senza nuvole e Vivere a colori. La Amoroso è molto attiva nel campo del sociale.

Marco Mengoni

Dopo aver trionfato alla terza edizione del talent musicale X-Factor, Mengoni ha pubblicato numerosi dischi di successo, avendo un ottimo riscontro di critica e pubblico anche all’estero. In particolare è stato il primo artista italiano ad aver vinto il prestigioso premio Best European Act agli MTV Europe Music Awards. Nel 2013 con il brano L’essenziale si è classificato al primo posto al Festival di Sanremo.

Dj Francesco

Figlio di Roby Facchinetti, tastierista dei Pooh, Dj Francesco ha iniziato a farsi conoscere dal grande pubblico con La canzone del Capitano che nel 2003 diventò un tormentone estivo. Da allora Dj Francesco ha iniziato a produrre album e singoli davvero originali nonché a intraprendere la carriera di conduttore televisivo e talent scout.

Cantanti italiani anni 2000 rock

Emma Marrone

Per Emma le luci dei riflettori si sono accese tra il 2009 e il 2010. Dopo la vittoria al talent Amici, le sue canzoni che abbracciano un po’ il genere rock e un po’ il genere pop, hanno letteralmente conquistato il cuore di migliaia di persone. Nel corso del 2015 è stata una delle cantanti italiane con il maggior numero di dischi venduti.

Stash

Voce dei The Kolors, Stash ha partecipato insieme al suo gruppo al talent Amici, vincendo la quattordicesima edizione.

Cantanti rapper italiani 2000

Fedez

Considerato a tutti gli effetti l’icona del genere rap, ha collaborato con J-Ax e con numerosi altri artisti del panorama musicale italiano. Di recente ha dedicato il brano Prima di ogni cosa al figlio avuto dalla fashion blogger Chiara Ferragni.

Coez

Si fece conoscere dal pubblico nel 2009 con la pubblicazione del suo primo album Figlio di Nessuno. Con l’uscita del singolo Nella casa il cantante Coez si impose nel mondo della musica nazionale, diventando una delle voci rap più ascoltate.

Gruppi italiani anni 90

I gruppi italiani anni 90 portano all’attenzione del pubblico un genere abbastanza innovativo: il rap – hip hop. Oltre ai complessi pop e rock, infatti, nascono gruppi di rapper che ancora oggi sono considerati memorabili.

Gli anni 90 ci regalano alcune fantastiche canzoni ritmate, piacevoli da ascoltare in qualsiasi momento della giornata. Si moltiplicano le vendite dei walkman, lettori di musicassette e CD-Rom. Così diventa più facile portare con sé la propria musica italiana preferita anche quando ad esempio si decide di uscire per una camminata al parco.

Si è ormai lontani dall’epoca dei 45 e 33 giri, quando il grande disco andava caricato sul lettore e fatto partire a tutto volume.

Alcuni gruppi degli anni 90 si sciolsero poco dopo la loro formazione, altri invece sono attivi ancora oggi e continuano a pubblicare singoli ed album davvero esclusivi.

Di seguito una selezione dei migliori gruppi italiani anni 90 che hanno avuto maggiore successo e che rientrano tra i complessi più rinomati.

Gruppi italiani anni 90 rap – hip hop

Articolo 31

Sono l’icona del rap – hip hop e i loro brani sono stati in testa alle classifiche per diverse settimane. I componenti J-Ax e Dj Jad si cimentarono con canzoni originali che ebbero un notevole riscontro positivo anche fuori dall’Italia. Domani Smetto, Ohi Maria e L’italiano medio rappresentano in assoluto i loro più grandi successi. Ad un certo punto decisero di allontanarsi. J-Ax ha intrapreso la carriera di solista e ha partecipato in qualità di coach anche al talent The Voice of Italy.

Gemelli Diversi

Questo gruppo nato a Milano nel 1998 e formato dal duo Thema e Strano è stato acclamato da pubblico e critica a seguito dell’uscita del brano dei Pooh Dammi solo un minuto in versione rap. Vanta la pubblicazione di ben 9 album. La band è molto attiva nel campo sociale; in particolare i Gemelli Diversi hanno collaborato con Telefono Azzurro. Le cronache dell’epoca raccontano che una delle loro canzoni, Mary, spinse una ragazza vittima di abusi a sporgere denuncia.

Gruppi italiani pop anni 90

883

La voce di Max Pezzali ha dato vita a brani che si sono distinti per la loro capacità di raccontare il mondo dei giovani con ritmi stupefacenti. Hanno ucciso l’Uomo Ragno è diventato in pochissimo tempo un tormentone, così come Nord Sud Ovest Est, Sei un mito e La dura legge del gol!. Nel 1999 hanno ricevuto il World Music Awards come miglior gruppo italiano. Nel 2003 Pezzali abbandonò il gruppo proseguendo la carriera musicale come solista.

I ragazzi italiani

La band nata nel 1994 era formata da sette ragazzi provenienti da Roma. Raggiunsero la massima popolarità con la partecipazione al Festival di Sanremo del 1997 dove presentarono il brano Vero Amore. Parteciparono come ospiti fissi a diverse trasmissioni televisive tra cui Libero e Amici di Maria de Filippi.

Gruppi italiani anni 90 rock

Bluvertigo

Icona del rock alternativo e sperimentale, questa band si formò a Monza nel 1991. Alla voce Morgan, cantante rivoluzionario e carismatico. Il gruppo ha pubblicato 5 album di cui 3 in studio. Diverse volte parteciparono come ospiti a note trasmissioni tv e al concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma.

Subsonica

Ancora oggi in attività, i Subsonica propongono al pubblico un genere musicale improntato sul rock elettronico. Hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui l’Italia Music Awards e il Premio Amnesty Italia.

Gruppi italiani anni 80

Cosa cerchi informazioni sui gruppi italiani anni 80 o sui gruppi anni 80 stranieri?

I gruppi italiani anni 80 sono quelli che fanno esplodere il genere pop e rock. Tantissimi i brani rimasti impressi nella storia della musica italiana che ancora oggi costituiscono dei pezzi di profonda attualità per i temi trattati.

Così la musica anni 80 in Italia sorprende, proponendo al pubblico canzoni davvero originali. Innumerevoli gli spettacoli e le gare canore che vedono la partecipazione di alcuni dei più rinomati complessi musicali. I concerti che si tengono nelle principali città come Roma e Milano diventano sempre più frequenti e si trasformano in esibizioni mozzafiato condite di scenografie, effetti sonori e costumi senza precedenti.

Alcuni di questi gruppi giunsero all’apice del successo proprio in quegli anni e riuscirono ad avere anche una certa notorietà all’estero.

Di seguito ecco una lista dei gruppi musicali italiani anni 80 più conosciuti e le cui canzoni sono diventate delle vere e proprie hit tanto è vero che sono conosciutissime anche dai più giovani che durante gli anni 80 non erano ancora nati.

Gruppi italiani anni 80 pop-melodici

Matia Bazar

Un gruppo davvero “storico” che raggiunse la massima popolarità proprio nel corso degli anni 80 e che ancora oggi è in attività. La cantante di questa band è cambiata diverse volte: si è passati da Antonella Ruggiero a Laura Valente, da Silvia Mezzanotte a Roberta Faccani. L’attuale vocalist è Luna Dragonieri. Hanno vinto il Festival di Sanremo nel 1978 con E dirsi ciao… e nel 2002 con Messaggio d’Amore.

Ricchi e Poveri

Esordiscono a fine anni 60 ma la notorietà cominciò ad arrivare a cavallo degli anni 70 e 80. Nel 1981, dopo l’abbandono del gruppo da parte di Marina Occhiena, la band si presentò al Festival di Sanremo con quello che è considerato uno dei brani italiani di maggior successo: Sarà perché ti amo. Questa canzone è ancora oggi un tormentone, viene spesso riproposta alla radio e nelle discoteche in versione remix.

Piccola Orchestra Avion Travel
Nati nel 1980 si imposero come uno dei migliori gruppi nell’ambito del pop-jazz. Hanno conquistato il primo posto al Festival di Sanremo con il brano Sentimento nel 2000. Vantano collaborazioni con Lilli Greco e Caterina Caselli. Vantano inoltre diverse esperienze nel mondo del teatro e del cinema. Lavorano con l’attore Fabrizio Bentivoglio alla realizzazione di un corto e di una nota opera musicale in un atto. Nel corso della loro carriera hanno tenuto concerti nei teatri più importanti di Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Spagna.

Gruppi italiani rock anni 80

Litfiba

Formatosi nel 1980 a Firenze si trasformarono nell’icona del rock italiano. Capitanati dalla voce Piero Pelù raggiunsero in pochissimo tempo un successo clamoroso. Alcuni loro dischi hanno fatto registrare milioni di vendite. Pelù decise nel 1999 di intraprendere la carriera di solista e negli anni seguenti partecipò anche come coach al talent The Voice of Italy. Nel 2009 avvenne una reunion con gli altri componenti e tornò ufficialmente nel gruppo.

Decibel

Con la voce di Enrico Ruggeri questa band ha pubblicato alcuni dei brani pop rock e punk rock più belli di sempre. L’attuale formazione è composta oltre che da Ruggeri anche da Fulvio Munzo (chitarra, cori e tastiere) e da Silvio Capeccia (tastiere e cori).

Gruppi italiani anni 70

I gruppi italiani anni 70 hanno prodotto alcune delle canzoni più belle di sempre. Quello era il periodo dei 45 giri e poi dei 33 giri, oggi considerati un pezzo d’epoca ma che in quegli anni avevano un grande valore e moltissime persone non vedevano l’ora di acquistarne uno per ascoltare i brani più amati.

Le band italiane che hanno raggiunto la popolarità proprio a partire dal 1970 vengono ricordate come complessi musicali originali, capaci di raccontare con le loro canzoni storie di tutti i giorni. I cantanti così come gli altri componenti sfoggiavano per lo più un look innovativo con giacche particolari, camicie a quadri e occhiali da sole. Un look che conferì ancora maggior notorietà, portando i musicisti a diventare un’icona di stile da imitare.

Di seguito ecco un elenco dei migliori gruppi musicali in Italia degli anni 70 che si fecero soprattutto conoscere nel panorama della musica pop-melodica e rock.

Gruppi italiani anni 70 pop

I vicini di casa
Il gruppo si formò nel 1975 per volere di Augusto Righetti e Gilberto Ziglioli, entrambi musicisti con già alle spalle una buona esperienza nel settore. Debuttarono con il 45 giri 15 anni/Lo spazzolino . Ottennero un buon successo di critica e pubblico e i loro brani vennero trasmessi periodicamente alla radio.

Gli Albatros

Formatosi a metà anni 70 per volontà di Toto Cotugno, conquistò la fama con il disco Africa che tra l’altro divenne un successo anche in Francia. Nel 1976 arrivarono terzi classificati al Festival di Sanremo con il brano Volo AZ504.

I Collage

Chi non ricorda il loro brano Tu mi rubi l’anima con il quale si posizionarono al secondo posto al Festival di Sanremo del 1977? Il loro nome prese spunto dall’album Collage della band Le Orme, uno storico gruppo rock progressista italiano nato nel corso degli anni 60 a Venezia.

I Cugini di Campagna
Band nata a Roma è entrata nella storia della musica italiana con il meraviglioso brano Anima Mia (1973) che racconta di una persona che attende il ritorno del suo grande amore.

Gruppi italiani anni 70 rock

Delirium
Formatosi nel 1970, la band genere rock progressivo, vantò il nome del grande Ivano Fossati alla voce, alla chitarra e al flauto traverso. Dopo varie esibizioni locali, i Delirium si esibirono al Festival di Sanremo con Jesahel, un brano destinato a diventare un hit. Il gruppo si sciolse nel 1975 ma nel 1996 ci fu la reunion per volere di tre dei componenti della formazione originale.

Osanna

Si tratta di uno dei primi gruppi rock italiani a essersi esibiti dal vivo con scenografie e costumi. Tennero numerosissimi concerti e nello specifico parteciparono al Festival Pop di Caracalla, al Festival di Musica d’Avanguardia e di Nuove Tendenze e al Neapolis Rock Festival.

Banco del Mutuo Soccorso

Tutt’ora in attività, questo gruppo agli esordi non riuscì a conquistare il grande pubblico. Il successo arrivò nel 1972 con la pubblicazione del primo album Banco del Mutuo Soccorso. Particolarissima fu la scelta di pubblicare un album, Darwin, con canzoni interamente incentrate sulla teoria dell’evoluzione della specie di Charles Darwin.

Gruppi italiani anni 2000

I gruppi italiani anni 2000 hanno arricchito il nuovo millennio con brani memorabili. Tanti gli artisti che si sono esibiti e che ancora oggi continuano ad esibirsi riempiendo stadi, arene e parchi pubblici. In particolare alcuni gruppi sono arrivati al successo partecipando ai talent musicali come X-Factor, The Voice o Amici. Altri sono emersi, acquistando fama e notorietà, portando canzoni originali al Festival di Sanremo.

Innumerevoli i generi che contraddistinguono i gruppi musicali anni 2000 in Italia: dal punk al rap, dal pop-melodico al rock.

A sorprendere è che la maggior parte di queste band è formata da ragazzi giovanissimi che hanno voglia di mettersi in gioco e di portare all’attenzione del pubblico canzoni spesso impegnate su temi sociali ma anche sull’amore e sul sentimentalismo.

Determinati complessi italiani hanno riscosso anche un notevole successo all’estero. Simbolo questo che la musica italiana nel mondo è molto apprezzata. Vediamo di seguito quali sono i gruppi più famosi che ci hanno regalato pezzi musicali davvero indimenticabili.

Gruppi italiani anni 2000 rock

Negramaro

È tra le band italiane più amate del genere rock-pop. Il cantante Giuliano Sangiorgi è anche autore e compositore: ha scritto infatti diversi brani per altri artisti come Andrea Bocelli e Malika Ayane. Raggiungono il successo con il loro terzo album Mentre tutto scorre: il singolo per ben 20 settimane resta tra i più venduti in Italia.

Le Vibrazioni

Chi non conosce il singolo Dedicato a te del 2003? La canzone diventa un vero e proprio tormentone. Hanno pubblicato sei album e una raccolta. Inoltre hanno preso parte al Festival di Sanremo nel 2005 e nel 2017.

Gruppi rap – hip hop italiani anni 2000

Club Dogo

Sono il simbolo dell’hip-hop italiano. Formatosi nel 2002 a Milano, il gruppo ha prodotto sette album. La notorietà arriva con Mi Fist, LP il cui produttore musicale è Don Joe. Recentemente c’è stato lo scioglimento, i componenti hanno deciso di continuare il loro percorso musicale da solisti.

Gente de Borgata

Questa band nacque nel 2004 dall’unione di quattro esponenti del rap romano con alle spalle numerosi anni di esperienza nel panorama dell’hip-hop italiano ed è stata tra i gruppi più acclamati del genere, specialmente dai residenti nella Capitale.

Gruppi italiani anni 2000 pop

I Modà

Oggi i loro concerti sono un successo. Con le canzoni pop-melodiche prodotte hanno conquistato il cuore di migliaia di persone. Nel 2013 arrivarono terzi classificati al Festival di Sanremo con il brano Se si potesse non morire. Tra le canzoni di maggiore successo vanno menzionate Un tappeto di fragole e Come un pittore.

Zero Assoluto

Arrivano a farsi conoscere dal grande pubblico con il singolo Semplicemente che uscì nell’estate del 2005. Il gruppo è formato da Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi, due amici che si conobbero sui banchi di scuola.

The Kolors

Dopo un periodo di esibizione all’interno dei locali, i The Kolors raggiungono il picco della notorietà partecipando e vincendo la quattordicesima edizione del talent Amici. Hanno pubblicato un singolo, Come le Onde (2018), in collaborazione con il rapper J-Ax.

Gruppi italiani anni 60

I gruppi italiani anni 60 hanno fatto sognare per le loro canzoni e per il loro modo di presentarsi al pubblico. Questi complessi erano infatti famosi anche per il look tra capelloni, moto e abbigliamento. Alcune band italiane si avvalsero di veri professionisti del settore musica che potevano vantare già una consolidata esperienza ed esibizioni sul palco, altre nacquero da persone che cantavano o suonavano a livello amatoriale.

Quello che è certo è che i gruppi anni 60 hanno proposto brani memorabili, diventati con il tempo grandissimi successi. I loro concerti hanno visto la partecipazione di migliaia di persone, hanno fatto ballare, cantare, divertire ed emozionare.

Ancora oggi la musica italiana anni 60 viene trasmessa alla radio o nelle discoteche. Segno questo di un’Italia ancora innamorata delle migliori band italiane che conobbero il picco della popolarità più di quarant’anni fa.

Ecco una rassegna dei migliori complessi dell’epoca, quelli indimenticabili, quelli che continueranno a vivere, grazie ai loro brani, anche negli anni a venire.

Gruppi musicali anni 60 italiani

I Nomadi

Gruppo nato nel 1963 è stato fondato dal chitarrista Beppe Carletti e dal cantante Augusto Daolio. Sono a tutti gli effetti il terzo gruppo italiano che ha registrato il maggior numero di vendite con oltre 15 milioni di dischi venduti. Hanno realizzato più di 80 album proponendo canzoni per lo più su temi come l’impegno sociale, la denuncia e il sentimentalismo.

I Pooh

Sono conosciutissimi in Italia ma anche all’estero. Formatosi nel 1966 il gruppo si è sciolto ufficialmente nel 2016. Tra i loro successi si ricordano Tanta voglia di lei, Dammi solo un minuto e Uomini Soli. Hanno partecipato diverse volte al festival di Sanremo e risultano essere il complesso italiano con il maggior numero di vendite di dischi in assoluto.

I Giganti

Gruppo molto seguito negli anni 60 produsse numerosi singoli e sei album. La band raggiunse la massima popolarità nel 1966 a Un disco per l’estate dove arrivò terza con il brano Tema. Si sciolsero nel 1968 ma ci furono poi due importanti reunion: una nel 1970 e un’altra, più recente, nel 1998.

Gruppi italiani anni 60 beat

Equipe 84

Considerato il gruppo musicale italiano beat più importante e popolare. Il nome Equipe 84 derivava dalla voglia di creare un complesso che avesse un richiamo internazionale, quindi “equipe”. Sul numero 84 fu spiegato che si trattava della somma delle età dei componenti del gruppo. La loro canzone più celebre fu certamente 29 Settembre scritta da Mogol e Battisti.

Dik Dik

Nati negli anni 60, inizialmente conosciuti con il nome di Dreamers e poi Squali, hanno collaborato con altri artisti di fama nazionale come Ornella Vanoni e Rita Pavone. Sono 16 gli album pubblicati, numerosi i singoli e i CD.

I Profeti

La band milanese nacque nel 1964 e si impose come uno dei gruppi più rinomati nel panorama della musica beat. Diverse furono le cover prodotte che ebbero successo; tra queste Rubacuori, cover di Ruby Tuesday dei Rolling Stones.

Gruppi italiani anni 60 rock

New Trolls

Tra i tanti gruppi rock degli anni 60 i New Trolls hanno lasciato un ricordo indelebile, specialmente grazie a loro alcuni brani di successo. Agli esordi questo gruppo si esibiva nei locali cittadini e nel 1967 venne scelto per aprire i concerti dei Rolling Stones in Italia. La fama arrivò con la partecipazione a Un disco per l’estate con il singolo Visionillo ti fermerò che vendete oltre 200.000 copie.

 

Gruppi stranieri dagli anni 80 ai nostri giorni

Gruppi stranieri

Ecco una rassegna o raccolta dei gruppi stranieri suddivisi in vari decenni con i vari stili musicali.

Se dovessimo fare un conto di tutte le band musicali straniere e non che si sono succedute da prima degli anni 80 ai nostri giorni sarebbe difficile tenere il conto. Basta fare un giro su Wikipedia per rendersi conto di quanto è vasta la diffusione di dei gruppi musicali internazionali.

In questa pagina web abbiamo raccolto alcune di esse includendo alcuni video che rappresentano vari stili di vari paesi. Buona lettura e buona visione. Ogni tanto torna a visitarci perché inseriremo altri gruppi e band internazionali.

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Gruppi stranieri anni 2010

Tribe Called

Gruppo canadese interessante per la fusione fra uno stile di musica elettronica e note tribali delle tribù indiane dell’Ottawa

Bow to Each Other

Composto da due ragazze norvegesi, Megan Kovacs e Kristoffersen, entrambi tastieriste questo gruppo compone musica elettronica piacevole da sentire.

Cover Drive

4 ragazze sveglie e frizzanti compongono il gruppo composto da Amanda Reifer, “T-Ray” Armstrong, Barry  Hill e Jamar Harding. La band proviene dalle Barbados e la loro musica è prettamente Rhythm and blues.

Gruppo musicale Daughter

Fanno parte dei gruppi stranieri del 2010 anche i Daughter. Originario di Londra è stato fondato da una solista di nome Elena Tonra e meglio conosciuto come Daughter. La loro musica ha una connotazione nostalgica e la chitarra è uno dei strumenti che spicca maggiormente nelle loro canzoni.

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Gruppi stranieri anni 2000

Above & Beyond

specializzati nella produzione di musica elettronica. Questa band è nata nel 2000. Il gruppo è nato a Londra ed è composto da Jono Grant, Tony McGuinness e Paavo Sijamäki. In comune hanno il fatto che sono tutti DJ.  Hanno il pregio di aver cavalcato molte classifiche in posizioni degne di rispetto.

Africanism

Gruppo francese molto interessante per la fusione fra diversi stili musicali come l’house music e le influenze tribal e latin.

The All-American Rejects

Questo è un gruppo rock americano formatosi a Stillwater in Oklahoma negli anni 2000. Lo stile musicale anche se rock è molto orecchiabile. Alcuni dei loro album hanno raggiunto posizioni invidiabili nella prestigiosa Billboard Hot 100. Seguici perché parleremo ancora di questo gruppo nei nostri approfondimenti.

Aly & Fila

Gruppo egiziano con uno stile musicale “trance”. Il duo è composto da Aly Amr Fathalah e  Fadi Wassef Naguib. Sono conosciuti per il loro programma che ogni lunedì va in onda su Digitally Imported, il  nome del programma è Future Sound of Egypt.

Ambulance LTD

Lo stile musicale di questo gruppo statunitense si chiama “Indie Rock”.  A me ricordano molto i Beatles e in modo particolare la canzone Ambulance LTD

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Gruppi stranieri anni 90

Oasis

Gruppo nato nel 1991 a Manchester è considerato l’icona del genere indie-rock. Ha ricevuto alcuni importanti riconoscimenti tra cui 4 MTV Europe Music Awards e 15 NME Awards. Nel 1995 gli Oasis raggiunsero il record di maggior copie di dischi venduti in un solo giorno con il singolo Some Might Say. Di recente è stato diffuso nelle sale cinematografiche un documentario che racconta proprio la storia degli Oasis.

Pearl Jam

Ancora oggi i loro concerti fanno registrare il tutto esaurito. Uno dei loro ultimi tour li ha portati in Italia dove si sono esibiti anche all’interno dello Stadio Olimpico a Roma. Formatosi a Seattle nel 1990 questo complesso ha inciso alcuni dei brani rock più belli di sempre. Nel corso della loro carriera hanno venduto più di 60 milioni di copie.

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Gruppi stranieri anni 80

Depeche Mode

La band si è formata nel 1980 e ha inciso numerosi singoli e pubblicato ben 24 album. Durante la carriera i generi proposti sono stati più di uno: si è spaziato dal pop al rock. dal new wave alla dance alternativa. I Depeche Mode sono considerati tutt’oggi il gruppo più influente e acclamato dal pubblico nell’ambito della musica elettronica.

Duran Duran

Massima espressione del genere pop e new romantic, i Duran Duran nacquero verso la fine degli anni 70 ed esordirono con il loro primo album Planet Earth nel 1981. Raggiunsero la massima notorietà nel 1983 quando, la notte dell’ultimo dell’anno, parteciparono alla festa MTV New Year’s Eve Rock’n Roll Ball’, cantando Hungry Like The Wolf. Celebri e innovativi sono i videoclip della band, Il gruppo è stato tra i primi a utilizzare, per le scene video promozionali, una videocamera professionale da 35 mm.